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l'amore, i dubbi e l'Erasmus

consulenze psicologiche on line
"Se esiste il problema, esiste anche la soluzione." *
* Enzo Artale







data: 07/04/2010
domanda:
Buonasera,
spero di aver scritto all'indirizzo giusto. Mi chiamo xxxx, ho xx anni e mi trovo in Spagna come studente erasmus.Sto vivendo un periodo emotivamente molto negativo: è difficile da spiegare per iscritto però non so più a chi rivolgermi soprattutto stando in un altro paese. Per questo ho iniziato a cercare consulenza online. Sono veramente disperata,non riesco più a capire cosa voglio.Ho subito un'infanzia molto travagliata sia a livello sociale(con gli amici) che a livello familiare(genitori separati). Inoltre,a tutto ciò si aggiunge la presenza di un fidanzato con il quale ho vissuto un travaglio sin dal primo giorno ma del quale non riesco più a capire se sono innamorata di lui o se sto con lui solo perchè mi sento sola( e lo sono stata fin troppo nella mia infanzia).
Spero di essere stata chiara nell'esplicare il mio problema e spero vivamente che lei possa essermi d'aiuto,perchè sto letteralmente impazzendo. La ringrazio anticipatamente
xxxx


risposta:
Gentile xxxx
La Sua è una richiesta molto importante e impegnativa. Posso solo cercare di immaginare lo stato in cui si trova, ma credo che si tratti di un disagio molto intenso, una sensazione di instabilità che La porta a percepire una sorta di crollo imminente. Credo che Lei sia un pò ansiosa, in generale, sbaglio? In linea di massima, penso che abbia fatto bene a chiedere aiuto, il che indica che è una persona sufficientemente forte e capace di usare le risorse che l'ambiente mette a disposizione per affrontare i problemi. Tutto questo è di buon auspicio, cioè mi suggerisce che Lei sarà capace di superare questo momento. Le informazioni che mi dà sono alquanto superficiali e sommarie se paragonate all'importanza della richiesta. Credo, ma vorrei conferma anche su questo, che Lei abbia iniziato da poco l'Erasmus. Trovarsi in una condizione nuova, molto diversa da quelle in cui siamo abituati a vivere, può spesso causare la messa in discussione delle nostre scelte precedenti. E' come se un pesce venisse tirato fuori dalla boccia in cui ha sempre vissuto e vedesse per la prima volta l'acqua dall'esterno. Lei sta guardando la Sua vita da un nuovo punto di vista, il che gliela rende relativamente irriconoscibile, e la porta a mettere in discussione quelli che considerava prima essere dei punti fermi. Vorrei sapere anche se è una persona, in generale, insicura. Mi farebbe piacere se volesse rispondere alle domande che Le ho posto, aiuterebbe me, e soprattutto Lei, ad avere una visione più chiara della situazione che sta vivendo. A presto.


domanda:
Gentile Dottore,
la ringrazio molto per la sua risposta immediata. Le confermo che ho iniziato l'erasmus a Febbraio anche se è dal primo liceo che sognavo di farlo.In generale si,sono molto insicura e forse questa è la ragione per cui mi attacco molto alle persone amici o ragazzi.Nello stesso tempo però,avendo passato un'infanzia senza amicizie e con il solito bullo della classe al quale io mi sono sempre ribellata,avevo come unica persona e punto di riferimento mia madre.Solo che ho la sensazione che questo suo essere mamma molto presente(siamo state sempre insieme,anche quando era ancora sposata con mio padre), possa avermi influenzato.Cerco di farle un esempio per chiarire: sono fidanzata con un ragazzo xxxxxxxxxxx,conosciuto per caso in discoteca.Il giorno che l'ho conosciuto,non avevo nessuna intenzione di fidanzarmi,in quanto mi ero lasciata da poco una storia alle spalle di 2 anni e mezzo. Dopo un mese circa di sms e chiamate,mi dice che è fidanzato da 6 anni con una ragazza.Le assicuro che queste cose le trovo inamissibili e per me era finita lì.In realtà o per una scusa da parte mia o per una da parte sua,ci siamo risentiti e questo tran tran è durato per circa 5 mesi finchè lui decise di lasciare la ragazza poichè innamorato di me. Ovviamente mia madre,avendo saputo tutto ciò, ha pensato che non era una persona affidabile.In più ci si aggiunge il fatto che secondo lei,due persone che hanno un background molto diverso,è difficile da farli combinare.Questo perchè è successo a lei con mio padre: mia madre figlia di italiani ma andati a vivere a xxxxxx per xx anni(infatti lei si sente più xxxxxxx che italiana);mio padre invece figlio di un xxxxxxxxx alcolizzato e di una donna xxxxxxxxxxxxx. Non vorrei fossilizzarmi troppo sula storia dei miei,ma credo che sia importante per lei, per capire cosa mi frulla per la testa.
Mia madre non ha mai avuto un bel rapporto con suo padre(tipico padre padrone di una volta) e sembra che per l'esasperazione,stufa e non vogliosa di tornare a casa,si è costretta a sposarsi mio padre.Sicuramente gli voleva bene ma non lo amava,fintanto che quando ha scoperto di essere incinta di me,non voleva continuare la gravidanza.Poi ovviamente si è ricreduta dopo la prima ecografia.
Le dico ciò perchè mia madre vede molto nel mio ragazzo e nella sua famiglia,secondo quanto le racconto io,persone sicuramente molto brave ma diciamo non alla mia altezza,poichè in fin dei conti,sono stata sempre in una scuola privata,frequento determinati ambienti e persone ecc...
Sinceramente, sono un pò di mesi,prima dell'erasmus, che penso anch'io questa cosa ossia,se dovessi portarlo a casa di qualcuno di ceto più alto,mi vergognerei a presentarlo come il mio ragazzo? E se non fosse ora,potrebbe essere che in un futuro mi imbarazza stare con lui?Il fatto che la madre abbia scambiato xxxxxxxxx per un dialetto del Nord Italia,sembra come mia nonna paterna,quindi lui è come mio padre?
Quello che non riesco a capire è se lo penso perchè è una cosa mia o perchè me l'ha inculcata mia madre,involontariamente, o le stesse persone che mi hanno circondato per anni nella scuola privata giudicandomi e giudicando le persone per quello che indossano o frequentano e non come è veramente.
So che bisogna pensare ai fatti propri e non ai giudizi altrui,purtroppo però questa cosa,non riesco a superarla.
A tutto ciò si aggiunge il fatto che mia madre è convinta che io stia con il mio ragazzo,solo perchè non voglio stare sola e ciò lo dimostra,a suo parere, il fatto che l'ho frequentato subito dopo essermi lasciata con il mio ex e poi il fatto che sono stata con un ragazzo qui in Spagna.Tra l'altro,quando è venuto a trovarmi il mio ragazzo,ha scoperto tramite una conversazione skype di questo "impiccio" con questo ragazzo, e giustamente si è arrabbiato.In quel momento ho negato e tutt'ora nego quello che è effettivamente successo perchè in realtà ci tengo al mio ragazzo.
Se dovesse chiedermi perchè l'ho fatto le rispondo: L'ho fatto perchè ho xx anni,sono in erasmus,ho subito corna e ogni giorno ne sento una nuova sui tradimenti,mi piaceva e mi sono buttata. Le dirò anche che proprio perchè sono partita con questi presupposti,che non me ne sono pentita.
Nonostante tutto, lui ha deciso di voler stare comunque con me,ma io,dal momento che sono un pò di mesi che mi sento molto confusa e che non so cosa voglio dalla mia vita,(è da prima dell'erasmus),gli ho detto di finirla dandomi del tempo da pensare e per capire cosa voglio dalla mia vita senza prenderlo in giro.Ci stiamo provando ma tutt'ora la tentazione di chiamarlo o mandargli un sms,c'è stata e ci siamo anche visti a pasquetta prima che ripartissi per la Spagna.Con lui ci sto veramente bene,riesco a confrontarmi con lui e non mi sento per niente manipolata(cosa invece che pensa mia madre perchè lo trova una persona molto razionale e quadrata,perchè xxxxxxxxxxx). Equi mi domando:se sto bene con lui in tutto eper tutto,che me ne frega di quello che pensano gli altri?perchè mi sento così confusa?
Tutto questo,dottore,mi porta molta ansia ed insicurezza,perchè non riesco più a capire se lo voglio perchè lo amo o perchè veramente è come dice mia madre,lo voglio solo perchè mi sento sola.
Mi dispiace averle riempito l'email di discorsi uno sopra l'altro,però non riesco più a capire nulla di quello che voglio dalla mia vita e con il mio ragazzo perchè quando lo sento mi fa stare bene!
Spero di essere stata chiara.
La ringrazio
xxxx


risposta:
Gentile xxxx
Se non altro le Sue risposte mi hanno chiarito che l'oggetto dei Suoi dubbi si concentra sulla possibilità di continuare a stare col Suo attuale ragazzo. Vorrei tranquillizzarla: nessuno riesce a ignorare completamente il giudizio sociale, Lei è anzi onesta con sè stessa ad ammetterlo, molti dicono il contrario e sono più conformisti degli altri. E' ovvio, poi, che tenda a paragonare le Sue storie con quella dei Suoi genitori, probabilmente lo ha già fatto con gli altri Suoi ex ragazzi. Più o meno coscientemente, noi tutti usiamo i nostri genitori come modello col quale confrontare le nostre prime storie importanti, in positivo o in negativo, poichè sono il primo termine di paragone che apprendiamo per imparare a valutare l'amore. Credo che anche Sua madre sia un pò ansiosa, vorrei conferma, ma sarebbe normale dato i problemi avuti col padre. Le persone ansiose, per quanto non lo facciano in mala fede, sono anche ansiogene, tendono cioè a trasmettere la propria ansia a chi le circonda. Sua madre proietta probabilmente su di Lei la sua storia non riuscita con Suo padre, è anche questo un modo per proteggerla, anche se disfunzionale

Ciò che dovrebbe capire Lei è soprattutto fino a che punto Sua madre ha un ruolo nei Suoi dubbi. Ha già cominciato a chiederselo, quindi è sulla buona strada. Dovrebbe chiarirsi se tali dubbi vengono tutti da Sua madre o anche dall'interno, una volta chiarito questo si avrà la soluzione del problema, ma io, soprattutto a distanza, in questo non posso aiutarla. Il discorso del potenziale imbarazzo che potrebbe provare a causa del Suo ragazzo è una cosa diversa, riguarda la valutazione che Lei dà della Sua situazione e la Sua capacità di guardare la vita in prospettiva, ma su questo aspetto sono certo che saprà trovare la giusta soluzione, é abbastanza grande e intelligente per decidere da sola. Termino con alcune domande le risposte alle quali, come quelle della prima consulenza, credo saranno più utili a Lei che a me:

la confusione di cui mi ha parlato riguarda solo il Suo ragazzo?

Non sarà che la Sua paura di presentarsi col Suo ragazzo negli ambienti che è abituata a frequentare sia una maschera per un'altra paura, cioè quella di separarsi in futuro, che Le accada cioè quello che è addaduto a Sua madre?
Quando fa riferimento a quello che pensano "gli altri", si riferisce a "tutti" gli altri, o solo a qualcuno in particolare? Per esempio sua madre?

Cordiali saluti.


domanda:
Genile Dottore,
grazie per la risposta immediata.
Non saprei risponderle se mia madre è ansiosa:la vedo molto pessimista nei confronti della vita e specialmente sugli uomini,sicuramente dovuto dai suoi precedenti.Come le avevo scritto nella mail,mia madre è stato ed è il mio unico punto fermo,dal momento che sono stata sempre da sola,nel periodo infantile, e soprattutto senza una figura paterna che mi facesse da modello.
Pertanto il giudizio di mia madre, per me è fondamentale ma ho solo paura che il suo parere,anche se dato a fin di bene,possa essere disfunzionale,come ha detto Lei.Questo è quello che sto cercando di capire anche se non so come.
Le confermo il fatto che sicuramente dietro molte cose si nasconde il terrore di fare la stessa fine dei miei genitori ma allo stesso tempo,la paura di rimanere sola.Ho passato troppi anni della mia infanzia da sola e non voglio più perchè ne ho sofferto,troppo e ancora me la porto dietro.
Inoltre i dubbi che mi stanno salendo nei confronti del mio ragazzo,è perchè vedo alcune cose che somigliano a quelle di mio padre e della sua famiglia. L'esempio che le avevo fatto ieri sulla madre del mio ragazzo che aveva scambiato xxxxxxxxx per un dialetto del nord Italia,è inconcepibile per mia madre.Io,sul momento ho riso talmente tanto,insieme a tutta la sua famiglia e lui,che mi uscivano le lacrime. Per mia madre no ed io ho pensato lo stesso, quando c'ho ripensato in un secondo momento,lo stesso in cui ne ho parlato con lei.
Vorrei anche raccontarle un fatto che mi fa tutt'ora piangere e star male: come le ho ripetuto più volte,ho passato un'infanzia molto difficile per quanto riguarda le amicizie. Quando stavo all'asilo, mi "innamorai" di una bambina di nome xxx.Vivevo per lei,volevo stare solo con lei a tal punto che mia madre decise di conoscere sua mamma.Siamo finite per stare insieme anche alle elementari e medie facendo sport e altre attività. Il problema è che se per me l'amicizia ed il bene che le volevo era sempre lo stesso,per lei,con il passare del tempo, non lo era.Ha iniziato ad allontanarmi dalle altre bambine,mi parlava dietro ed io,non so perchè per un anno ho iniziato anche a comandarla,finchè una mattina il padre mi sgridò e da lì non lo feci più.
Per me è stato traumatico tutto ciò.Non so perchè si sia comportata in questo modo.Io la comandavo solo perchè era l'unico modo per non rimanere da sola i pomeriggi a scuola,durante la ricreazione. Invece il risultato è stato proprio questo:pomeriggi a chiedere a lei ed alle sua amiche se potevo unirmi a loro per giocare e ovviamente si passavano la risposta l'una con l'altra per non avere la responsabilità di avermi fatto entrare.Le ripeto,non so perchè abbia fatto così:gelosia,antipatia?Non so.So solo che quando c'è stata l'opportunità di allontanarci, perchè ha cambiato scuola, è scomparsa dalla circolazione.Per me è stato un bene perchè ero arrivata all'esasperazione ma nello stesso tempo mi rendo conto che la cosa non è mai stata chiusa nel senso che le strade si sono divise ed è finita così.Non ho mai avuto la forza e la possibilità di affrontarla per dirle quanto sia stata crudele con me senza alcun motivo.
E' capitato un pò di tempo fa,che la madre chiamò a casa,perchè comunque rimasta in buoni rapporti con la mia,e per sbaglio risposi io e mi fece parlare con xxx.Le garantisco che se non avessi avuto così tanta tachicardia e nervoso,le avrei detto di tutto e di più,in primis di quanto fosse ipocrita che dopo tutto quel tempo e dopo tutto quello che mi aveva fatto,avesse avuto la faccia tosta di salutarmi al telefono come se fossi una sua grande amica.
Di una cosa sono certa,il trauma che questa xxx mi ha recato,è forte, ed ho molta difficoltà ad ingoiare questo rospo. Se ripenso a tutto quello che è successo con lei,mi viene una rabbia che neanche si può immaginare e mi si forma subito il nodo alla gola. Non è la prima amica con cui ho avuto problemi:posso farle una lista ma nonostante tutto con le altre ho comunque chiuso definitivamente il capitolo. Mi spiego meglio: sono una persona che quando voglio,so essere molto determinata e se mi sento convinta e forte per prendere la decisione giusta,non ho problemi a fare il primo passo e chiudere la storia o l'amicizia. Così ho fatto con le altre amiche e con il mio primo ragazzo.Con xxx questo non è successo ed è forse questo il motivo per cui ancora non riesco a farmela passare.
Credo e spero,di averle fatto capire abbastanza che tipo di persona sono e soprattutto quegli avvenimenti della mia vita,che credo mi abbiamo"traumatizzato".
Non è solo mia madre ma è mio padre,xxx e tutte le persone che mi hanno circondato durante l'infanzia che mi rendono così ansiosa e impanicata.
Per quanto riguarda il fatto del mio ragazzo che ho l'imbarazzo a presentarlo,riguarda unicamente le persone di ceto più alto come appunto quelli della mia scuola.
Vorrei aprire una parentesi su quello che sta succedendo ora con lui:durante le vacanze di pasqua,gli ho chiesto di non sentirci al fine di schiarirmi un pò le idee ed uscire dalla mia confusione.Il risultato è stato che qualche sms da parte di entrambe è scappato,a pasquetta ci siamo visti e sono stata benissimo con lui anche se tenevo dentro di me ancora questa ansia,di conseguenza non mi sentivo serena al 100%. In teoria non dovremo sentirci,in pratica,ogni tanto ci siamo sentiti,come adesso.Gli ho appena raccontato quello che ci stiamo dicendo Lei ed io.Non le nascondo che molte cose che mi ha detto Lei,me le aveva dette anche lui un pò di tempo fa. Inoltre ieri sera mi ha scritto un sms che mi ha reso molto felice:"Stai tranquilla amore...io non ti sto mettendo con le spalle al muro...Voglio solo aiutarti e capire con te...non devi chiedermi scusa...dai che non ti lascio sola".
Mi creda,non sa quanto mi ha fatto piacere perchè mi sono sentita protetta,aiutata e confortata. Inoltre stamattina mi ha fatto così piacere parlare con lui che vorrei fare una pazzia e prendere il primo volo e correre da lui.Ma nel contempo mi chiedo: se andassi da lui,potrei pegigorare la situazione?
Tutto ciò dovrebbe farmi capire che ci tengo a lui,che lo amo,giusto!? Eppure,ho qualcosa che,come dice Lei,mi mette ansia e mi frena.
Che cosa mi consiglia,Dottore?
La ringrazio molto per l'attenzione.
Ps: l'ho aggiunta su skype,per caso lei la usa come chat e non come "telefono"? perchè pensavo che ci si parlava a voce tramite skype.



risposta:
Gentile xxxx
La difficoltà dei Suoi rapporti con le persone, amiche o fidanzati che siano, dipende con ogni probabilità dai modelli sui quali ha imparato, nell'infanzia, a costruire e gestire tali relazioni. "L'innamoramento" di cui mi parlava verso la Sua amichetta di scuola mi suggerisce, mi corregga se sbaglio, che Lei tenda a "buttarsi" anima e corpo nei rapporti che ritiene importanti, ma questo atteggiamento a volte spaventa qualcuno, per via delle responsabilità implicite che una relazione "impegnativa" come quella che Lei chiede inevitabilmente comportano. Da qui è nato probabilmente l'allontanamento subìto da parte di xxx. Io non posso consigliarLe cosa fare, non rientra nei compiti di uno psicologo. E' sempre l'utente che deve prendere le decisioni. Mi posso limitare a ribadire quanto già detto nella mail precedente, e cioè che mi pare abbastanza grande e intelligente per decidere da sola, ascoltando anche Sua madre, ma decidendo seguendo i Suoi sentimenti. Per quanto riguarda la possibilità di chattare o di parlarci via Skype, è un servizio che fornisco, ma a pagamento, dal lunedì al venerdì, come per le consulenze via mail. Se mi permette una considerazione, direi che sarebbe il caso di attendere un pò. La particolare condizione di studentessa in Erasmus ha probabilmente acuito una situazione di disagio preesistente, che sta minando la possibilità di godere di una esperienza unica e ricca di possibilità, che dovrebbe invece essere vissuta con maggiore spensieratezza. Credo che quando questa esperienza sarà terminata potrà decidere più lucidamente cosa fare. Non escluda, se anche dopo tale esperienza i dubbi dovessero continuare a tormentarla, di rivolgersi a un mio collega in presenza. E' già stata da uno psicologo o psicoterapeuta in presenza? Mi contatti se decidesse di seguire questa strada. Cordiali saluti.


data: 15/04/2010
domanda
:
Gentile Dottore,
come ha detto lei,sono una persona che da anima e corpo nei confronti dell'altra persona e sicuramente xxx può essersi allontanata per tale motivo però non riesco a capire perchè continuo a portarmi dietro questo incubo,nonostante sia passato parecchio tempo.
Per quanto riguarda la domanda se sono mai stata da uno psicologo o psicoterapeuta,no questa è la prima volta.
In questi giorni,ho parlato con il mio ragazzo e con mia madre:entrambe hanno capito ed ora,grazie alle sue parole,sto cercando di mantenere la calma e ragionare su cosa voglio fare con la mia vita e di conseguenza con il mio ragazzo.
Ho tante cose da fare con lui e il prossimo weekend vado a trovarlo così stiamo un pò insieme per ricucire il nostro rapporto. Anche lui è molto daccordo e desidera starmi vicino in questo momento difficile e diverso,della mia vita.
L'unico dubbio che ogni tanto mi assale è:come faccio a capire se sto con lui perchè non voglio rimanere sola o perchè lo amo? Quando lo penso mi rispondo così:"non lo so,so solo che ora sto bene con lui,che me ne devo fregare cosa pensano gli altri perchè l'importante è che io stia bene con lui e poi abbiamo un mondo di cose da fare insieme". E' sbagliato?
Grazie per la sua attenzione
xxxx


risposta:
Gentile xxxx
Per  quanto banale possa sembrare, credo che il motivo per cui il ricordo dell'interruzione del rapporto con xxx La perseguiti dipenda dal fatto che per Lei tale rapporto non è ancora finito. Forse avrebbe bisogno di parlare con lei per chiarire ciò che pensa del modo in cui vi siete allontanate. Ha mai provato a scrivere le Sue sensazioni sulla fine del rapporto? Non come le ha scritte a me, ma quello che avrebbe voluto dire a xxx, esattamente come glielo avrebbe detto se l'avesse avuta davanti?

Per quanto riguarda i dubbi sul Suo ragazzo, come spesso accade la risposta è già contenuta nella domanda. Rilegga quanto mi ha scritto e se ne renderà conto. Nessuno può essere sicuro al 100% delle proprie scelte, è sempre possibile, per tutti, fare scelte migliori (o peggiori) di quelle fatte. Possiamo essere sicuri solo che, a un certo punto, scegliere è inevitabile. Ogni scelta è costosa, perchè implica l'esclusione di tutto ciò che scartiamo in seguito alla scelta di una sola delle opzioni possibili. Non riesco, nel Suo caso, a non vedere una influenza del Suo vissuto familiare nella genesi di questi dubbi, ma Le ho già spiegato che non necessariamente le cose andranno a Lei come sono andate a Sua madre. Cordiali saluti.


data: 17/05/2010
domanda:
Gentile Dottore,
mi scuso per il ritardo. Ho provato più volte a pensare cosa vorrei dire ad xxx se me la trovassi davanti, ma la rabbia che provo per lei non si è placata. Certo non è un mio pensiero quotidiano però delle volte rispunta e di conseguenza anche il nodo alla gola.
Mi permetto di insistere su una cosa che non riesco a capire nonsotante Lei mi abbia detto di rileggere la mia precedente email: ho riletto la domanda in cui le chiedevo se sto con il mio ragazzo perchè mi sento sola o perchè lo amo, ma comunque sia non riesco a darne risposta.
In questo'ultimo periodo,non mi assale più tanto il timore di fare la stessa fine di mia madre,soprattutto grazie alle sue parole e ad una chiacchierata con mia madre. Bensì mi sento spaesata: mi piace confrontarmi con lui,ridere con lui o sentirci....ma non riesco a capire se sto facendo la cosa giusta o meno.
Non so se mi sono spiegata: è come se, non avendo le idee chiare con me stessa,non le ho enmmeno con il resto che mi circonda. Scegliere è difficile e come ha detto Lei scegliere A implica rinunciare a B. Solo che questa insicurezza,questo non capire cosa mi passa per la testa o forse lo so ma non ho ancora aperto gli occhi,mi innervosisce perchè penso:"sto perdendo tempo?! sto facendo soffrire una persona che non lo merita?! ho rinunciato a cose che in realtà non volevo?!"
Insomma mi sento un enigma...sarà l'erasmus,sarà l'età, non so....so solo che mi innervosisce e se non riesco a darmi delle risposte mi dico "non ci pensare che fai prima".
So che devo "lavorare" da sola ma non so da dove partire e come iniziare a "risolvermi"...
Potrebbe aiutarmi a schiarirmi le idee?
Grazie anticipatamente
xxxx



risposta:
Gentile xxxx
Non è detto che debba lavorare da sola. Se i Suoi dubbi sono tali e/o tanti da recarLe un fastidio che Le impedisce di vivere serenamente, sarebbe forse il caso di prendere in considerazione di rivolgersi a uno psicoterapeuta in presenza. AiutarLa a "risolversi" a distanza non è facile, le consulenze on line hanno dei limiti. Inoltre è passato del tempo dall'ultimo contatto che abbiamo avuto e io ricevo richieste di consulenze quasi ogni giorno, mi è pertanto difficile ricordare i particolari di ogni caso. Tuttavia ho ancora abbastanza presente la Sua storia. Ha terminato l'Erasmus? Ricorda cosa Le dissi a proposito delle particolari condizioni in cui Si trova, e di come possono contribuire a insinuarLe dei dubbi che normalmente non avrebbe? Ci rifletta. Cordiali saluti.


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