Studio Virtuale di Psicologia di Enzo Artale
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un amore lasciato a metà

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"Se esiste il problema, esiste anche la soluzione." *
* Enzo Artale

data: 29/09/2009
domanda:
Buonasera, mi chiamo xxxxxxx ed ho xx anni. Volevo sottoporle il mio caso partendo dalla mia ultima esperienza. Tutto ha inizio nel periodo a cavallo tra la fine di giugno e i primi di luglio. Quest'anno ho affrontato la maturità e spesso mi ritrovavo a studiare a casa della mia migliore amica. Si chiama xxxxxxx ed ha xx anni. Stando numerose ore con lei ho costruito un rapporto fantastico, ma un bel giorno mi sono accorto che il rapporto di amicizia tra noi si era evoluto. Da parte mia provavo un forte senso di gelosia quando la vedevo abbracciare o semplicemente parlare per molto tempo con qualche ragazzo. Ho capito che mi ero innamorato. All'inizio ho tenuto tutto per me... ma quando ho deciso di rivelarle tutto e renderla partecipe di quella che per me era una cosa straordinaria, mi sono trovato in un mare di guai. Lei l'ha presa male, molto male. Condizionata probabilmente da una delusione del suo passato recente rimase sconvolta da tutto ciò. Si fidava pienamente di me, ed in un solo istante tutte quelle certezze che aveva su di me crollarono. Io vedendola così, indietreggiai subito, dicendole che ero pronto a metterci una pietra sopra. Ma è palese che certi sentimenti non si possono sopprimere in quattro e quattr'otto. Lei si distaccò un po'... notai che non aveva più quella spontaneità di prima. Non che non mi volesse bene, anzi, cercava di non tentarmi a modo suo. Ma sotto sotto il mio amore continuava, e si faceva sentire sempre di più. La gelosia mi frantumava il cuore, e le serate diventavano sempre più buie. Lei se ne accorgeva che io mi dimostravo un po' freddo ma io con la mia abilità di cercare scuse cercavo di rasserenarla. Tutto però si è evoluto quando negli ultimi tempi si è avvicinata abbastanza ad un amico della nostra comitiva. Più passavano i giorni e più non riuscivo  a darmi pace. Credevo che lei mi tenesse nascosta una storia clandestina della quale non avevo nessun diritto di sapere qualcosa. E allora, inevitabilmente le serate con lei si trasformavano in eterni calvari. Il dialogo tra di noi si faceva sempre più rarefatto. Non riuscivo ad affrontarla, perchè ero convinto in un certo senso che lei mi stasse tradendo, stasse tradendo il rapporto di fiducia che avevo con lei. Ieri sera dopo l'ennesima serata passata quasi ad ignorarci, nostante uscissimo tutte le sere insieme, lei mi chiama in disparte e mi obbliga a dirle quello che mi rende così inquieto. Le ho detto chiaramente del mio amore che non ero riuscito a sopprimere, le ho detto della mia gelosia e della mia profonda voglia di dimostrarle tutto ciò che provavo dentro per lei. Lei per la seconda volta mi ha dato il cosiddetto due di picche. Mi persino chiesto di stare lontano un po' in modo tale che io mi chiarissi le idee, ma mi sono rifiutato. Poco dopo, quando ognuno dei due è rientrato nelle proprie case, mi manda un sms dicendomi che era profondamente delusa da me, non poteva farmene una colpa, ma nemmeno era disposta a passarci sopra come se nulla fosse stato, sennò tutto ciò potrebbe ripetersi. Mi ha detto chiaramente di aver perso la fiducia in me, cosa che ha condizionato inevitabilmente tutto ciò che c'era di bello in noi. Sono stato male un'intera notte ripensando a quelle parole che per me sono state a dir poco atroci. Stamattina ho tentato di contattarla, ho tentato di parlarle senza alcun successo. Mi ritrovo in una situazione che mi fa stare troppo male. So' solo che tra pochi giorni lascerò la mia città per andare a studiare fuori all'università e tutto questo trambusto mi crea un'ansia incredibile. Vorrei quasi una bacchetta magica per cancellare questi ultimi due mesi, ma penso che cose del genere si vedono solo nel mondo dei sogni. Io tengo profondamente a lei. Cosa mi consiglia di fare in questo caso?
Uno degli altri problemi di cui mi sono accorto di essere afflitto è la mancanza di autostima. Può consigliarmi qualcosa?
Ringraziandola in anticipo per quanto potrà fare, le porgo i miei più cordiali saluti. xxxxxxx


risposta:
Caro xxxxxxx
Se il caso non avesse già provveduto a predisporre una possibile soluzione per la tua vicenda, ti avrei consigliato proprio qualcosa di simile. L'imminente partenza per l'università è un'ottima occasione per rivedere dall'esterno la tua situazione, approfittane. Mi rendo perfettamente conto della confusione che può generare in te la necessità di dover abbandonare una situazione che non senti ancora "risolta", ma la soluzione potrebbe essere proprio la tua partenza. Cambiare ambiente ti aiuterà a guardare la vicenda da un'altra prospettiva. Spesso i problemi apparentemente più insolubili ci appaiono molto più semplici se li guardiamo da un altro punto di vista. Attenzione: non ti sto raccontando robe del tipo "la lontananza ti aiuterà a capire se è amore vero o no", ma sicuramente ti darà una prospettiva un pò meno "immersa" dalla quale poterti ri-narrare la storia che hai vissuto, e lo stesso farà con xxxxxxx. Parti per l'università e vivi la tua nuova vita con fiducia. Cambiare città, ambiente e incontrare nuove persone con le quali confrontarsi è una grande opportunità per comprendere di noi cose che prima ci apparivano oscure o ignoravamo. Per quanto riguarda la bassa autostima, ti posso dare, più che consigli, delle informazioni e qualche indicazione. L'autostima dipende dal successo che siamo stati abituati a vedere attribuito alle nostre iniziative durante la nostra vita passata. E' ovvio che maggiori saranno stati questi successi e più avremo fiducia in noi, e viceversa. Ricorda però una cosa: un insuccesso potrebbe non necessariamente dipendere da noi, quindi non significa per forza che ci sia qualcosa di sbagliato in noi, e viceversa per i successi. Quando hai paura di fare qualcosa, chiediti qual è la cosa peggiore che ti possa accadere in caso di insuccesso. Vedrai che, razionalmente, nella peggiore delle ipotesi un eventuale insuccesso non potrà minare in nessun modo la possibilità di ottenere un successo in un tentativo successivo. E' questo il punto chiave per affrontare la bassa autostima: non lasciarsi condizionare dagli insuccessi sperimentati in precedenza. E' un pò come se ogni nostra iniziativa vivesse una vita propria, senza tenere in considerazione le "statistiche" di come sono andate le iniziative precedenti. Quando li hai, valorizza i successi, è importante. Quando hai invece degli insuccessi, non pensare che sia la fine del mondo, poichè non lo è mai. Ovviamente devi porti anche degli obiettivi realistici. Se ti poni traguardi irraggiungibili, è chiaro che il numero degli insuccessi aumenterà a discapito della fiducia in te stesso. Se pensi di voler replicare a questa mail, resto a tua diposizione. A presto e auguri per l'università.


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