come lo convinco ad andare dallo psicologo? (2) |
"Se esiste il problema, esiste anche la soluzione." *
* Enzo Artale |
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data: 23/09/2010
domanda:
Salve mia moglie (anzi forse ex) ha sempre manifestato disagio con le relazioni con più persone, difatti non ha amici, vengo al dunque, ultimamente aspetta il nostro secondo figlio, e alla fine del VII mese comincia a dare fuori di testa, inquietandosi per un qualsiasi motivo, anche per le cose più banali, arrivando al punto anche di asserire che il bimbo che ha in grembo potrebbe non essere mio in quanto lei ha avuto una relazione proprio una settimana prima del nostro presunto concepimento ragione per cui quando il neonato verrà alla luce riceverà il cognome della madre, oltre ad averlo detto a me lo ha anche detto a mix figlix che ha xx anni (xx quale l'ha presa male), inoltre ha colto la scusa dell'esiguità nelle finanze di casa per allontanarmi da quellx.
Fatta una breve panoramica (sicuramente non esaustiva), considerando il fatto che come le si nomina la parola psicologo si chiude a riccio, considerando che la peggiore offesa che una persona possa farle è chiamarla "matta", chiedo a voi (volendole ancora molto bene) come posso fare a convincerla che ha bisogno di essere aiutata, e quindi farla visitare da uno psicoterapeuta?
Grazie da subito
risposta:
Egr. Sig. xxxxxxxxx
Non posso esprimere opinioni sulle condizioni psichiche di Sua moglie per motivi che sono certo comprenderà. Se una persona decide di non incontrare uno psicoterapeuta o un altro professionista della salute mentale non la si può costringere, a meno che non siano le autorità a farlo, ma ciò accade in casi estremi, quando cioè la persona in questione diviene pericolosa per sè e/o per gli altri. Fuori da questi casi, l'unico modo è sperare che realizzi il suo stato di sofferenza e si decida a fare qualcosa per uscirne. Ciò premesso, a nessuno piace sentirsi dare del matto, quindi da questo punto di vista non mi sentirei di criticare Sua moglie, sarebbe invece meglio evitare di associare il concetto di pazzia con la figura dello psicologo. Così facendo, sarebbe infatti naturale per chiunque rifiutarsi di incontrarne uno, poichè equivarrebbe ad appiccicarsi da soli addosso la targa di "matto". Un primo passo potrebbe essere dunque quello di evitare di citare la pazzia con Sua moglie, e cominciare ad associare la figura dello psicologo a concetti relativi a una normale vita quotidiana, come quelli di calma, serenità ritrovata, benessere con sè e con gli altri, aiuto per una migliore comprensione delle proprie necessità e disagi e via dicendo. Se vuole, mi faccia sapere come si evolve la situazione. Cordiali saluti. |
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