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PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO
una bambina esigente - 28/02/2011
sezione: psicologia dello sviluppo, dell'educazione e del ciclo di vita
ambito d'intervento: genitorialità consapevole
interventi forniti in questo ambito: interventi a distanzasì interventi a domiciliosì interventi in studiosì
domanda:

Buon giorno,
Espongo brevemente la motivazione che mi porta a chiedere un vostro parare.
La mia bambina ha quattro anni e mezzo. All’età di due anni l’abbiamo mandata al nido in una struttura, dove ora frequenta il secondo anno di scuola materna. L’entrata al nido ha coinciso con il mio ritorno a lavoro, ma in maniera un po’ drastica: dacché si svegliava la mattina e trovava la sua mamma e stava quasi tutto il giorno con me (lavoravo  con prestazioni occasionali e frequentavo una xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx ma solo nel pomeriggio), è passata a svegliarsi senza trovarmi (perché parto alle 6 di mattina per recarmi sul posto di lavoro) e passare buona parte della giornata al nido/asilo. La mattina si prende cura di lei il suo papà: la prepara e la porta all’asilo.
Dopo due anni, credevo si fosse “abituata” alla situazione , alla routine: invece diventa sempre più difficile lasciarla. Quando torno dal lavoro, mi chiede sempre “ domani quando apro gli occhi mamma, tu sei con me?” oppure “ domani, mi porti al lavoro con te?” e frasi del genere. Ogni minuto che non sono a lavoro, sono con lei! La porto ovunque vado: al super, dalla parrucchiera, ecc. Gioco tantissimo con lei, mi faccio aiutare in casa, cuciniamo insieme, apparecchia il tavolo e altre faccende. La sera guardiamo i cartoni, beve il latte in braccio a me, poi andiamo a letto ed è il momento altre coccole più la lettura di una favola. Tuttavia il mio senso di colpa sta crescendo e lei è sempre più esigente. Vorrei un consiglio su come migliorare la situazione, come comportarmi per non farla sentire troppo “ abbandonata”. Cosa dirle per farla sentire che nonostante il distacco mattutino è comunque amata?

Grazie dell’attenzione
xxxxxxxxxxxxxx


risposta:
Gentile xxxxxxxx
Il processo di separazione/individuazione può assumere caratteristiche paradossali, cioè, a volte bisogna fare del "male" per fare del bene. Mi spiego: la costante presenza al fianco della bambina durante i primi due anni di vita ha prodotto in lei la convinzione che nulla avrebbe cambiato tale situazione, per lei, idilliaca. Essere genitori amorevoli significa, oltre all'essere presenti, anche trasmettere ai bambini la certezza che pur essendo distanti fisicamente si tornerà sempre da loro, soprattutto quando ne avranno REALMENTE bisogno. Tale trasmissione avviene in modo naturale separandosi (fisicamente) dai bambini in maniera graduale, sia dal punto di vista della distanza che del tempo, dapprima rimanendo "a portata di mano", cioè a vista, e lentamente lasciandoli sperimentare da soli sempre di più l'ambiente circostante, ma allo stesso tempo restando disponibili in caso di necessità. Ciò che intendo dire è che ci si può e, anzi, in un certo senso ci si "deve" separare fisicamente dai bambini fin dalla prima infanzia, ma restare loro accanto emotivamente in modo costante, lasciando che comprendano che alla separazione fisica non equivale quella emotiva. Far sentire amato un bambino non vuol dire aderire a ogni sua richiesta, in questo modo lo si vizia e basta. Ciò che Sua figlia sta facendo adesso, ovviamente in modo inconscio e in perfetta buona fede, è proiettare in Lei il proprio bisogno di sentirla continuamente vicino a sè fisicamente. Il Suo senso di colpa non è altro che questo bisogno interiorizzato.
"Ogni minuto che non sono a lavoro, sono con lei! "
Questo è l'errore che Lei sta compiendo in questo momento. In tal modo non fa altro che colludere inconsciamente con le richieste della bambina. Ipercompensando le Sue inevitabili assenze alimenta involontariamente le esigenze della bambina, che a sua volta ne pretenderà la soddisfazione con maggiore forza ("se quando torni dal lavoro stai sempre con me, allora avevo ragione io!"), creando un circolo vizioso che si autoalimenta all'infinito. Per uscirne, la prima cosa che deve fare è lavorare su di Lei, togliendosi dalla testa l'idea che allontanarsi significhi "abbandonarla". Per quanto riguarda invece i comportamenti da adottare con la bambina, si possono fare diverse cose. Esempi: svolgere delle attività insieme a lei ma non attaccate (come non tenerla in braccio quando prende il latte, un comportamento del genere va bene per il primo anno di vita, il secondo al massimo, ma a quattro anni è decisamente fuori luogo), usare un oggetto "transizionale" che le ricordi di Lei anche quando non c'è, per esempio una bambolina che potrebbe regalarle, o un piccolo oggetto simile, alla presenza del quale giocare con lei subito dopo averglielo dato e dicendole di portarlo con sè quando la mamma non c'è, e poi rassicurarla sul fatto che anche se non c'è perchè ha degli impegni poi tornerà e starete insieme, avvalorando tale tesi ricordandole che è così che finora è sempre andata, e ancora chiederle di fare per Lei delle piccole commissioni da sola e poi premiarla se le fa bene, ma che sia un premio emotivo, non materiale, per esempio fare con lei un gioco che le piace particolarmente e, infine, "sfruttare" di più il papà. Aumentare le attività svolte con lui da soli, senza di Lei, per esempio uscire da soli per andarle a comprare qualcosa, e la lettura serale della fiaba, che è un'ottima abitudine, ma sarebbe anche meglio se mamma e papà si alternassero, e così via.
Ovviamente, tutto ciò dev'essere fatto in modo graduale, ma costante e senza regressioni (non aderire, cioè, ai rifiuti o alle richieste di ripristino delle condizioni precedenti che, in prima battuta, quasi sicuramente arriveranno). Mi metta al corrente, se vuole, delle Sue considerazioni su quanto appena esposto. Cordiali saluti.

domanda:
Grazie per la consulenza.
Ho apprezzato le sue osservazioni e considerazioni. Soprattutto i suoi consigli. Volevo solo puntualizzare che nei primi due anni non è stata sempre e soltanto con me: come avevo già indicato, in quel periodo lavoravo sporadicamente e seguivo una xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx tutti i pomeriggi. Si prendeva cura di lei mia sorella (ed è successo che dormisse anche a casa sua).
Grazie ancora e buon lavoro.
© riproduzione riservata
     
 
torna indietro l'amore e la felicità non hanno più senso - 23/02/2011
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