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CHE "PSICO" VUOI?

Anna e Sigmund Freud
"La psicologia via internet è un treno già partito, baby. Puoi saltarci su o restarne fuori, ma non puoi più fermarlo!" *
* da una e-mail di Sigmund Freud alla figlia Anna



01/10/2007
freudSono diverse le figure professionali che operano a vario titolo nel campo della salute mentale. È importante saperle distinguere, conoscere anche a grandi linee la loro formazione e i loro ambiti di intervento. Quelle che seguono sono linee-guida essenziali per saperci orientare in un mondo che può non risultare sempre chiaro ai non addetti ai lavori, e per evitare di sprecare tempo e denaro rivolgendoci al professionista meno adatto al nostro problema. Se siete in dubbio, potete fruire del servizio di "orientamento alla terapia" tramite questo sito seguendo le indicazioni in questa pagina.

PSICOLOGI
Lascio all’articolo 1 della legge che definisce la Professione di Psicologo in Italia (N° 56 18 febbraio 1989) la definizione di tale figura e i suoi ambiti di intervento:

“La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.”

Per esercitare la professione di psicologo è necessario essere laureati in Psicologia, aver effettuato un periodo di tirocinio pratico documentato dopo la laurea, aver superato l’Esame di Stato per ottenere l’abilitazione alla professione e, infine, essere iscritti all’Albo Professionale. È importante per l'utente sapere che uno psicologo non può prescrivere farmaci. Il Corso di Laurea in Psicologia è normalmente strutturato in modo da fornire agli studenti una formazione di base uguale per tutti, seguita da una formazione di approfondimento su un determinato indirizzo di studi. In modo simile, il periodo di tirocinio pratico dopo la Laurea può essere effettuato in diverse aree di lavoro.
Prima del 1989 l’Albo degli Psicologi non esisteva. Con l’entrata in vigore della legge che lo ha istituito è stata consentita l’iscrizione all’albo anche a chi non aveva conseguito una Laurea in Psicologia, ma aveva esercitato la professione di psicologo per un certo periodo, purché documentabile, prima dell’accesso al primo Esame di Stato. Lo stesso dicasi per gli psicoterapeuti.
Per maggiori informazioni potete consultare la sezione dedicata ai riferimenti legislativi.
Nei mezzi di comunicazione di massa, quindi nell’immaginario collettivo, si tende spesso a fare confusione tra le diverse figure professionali che lavorano nel campo della salute mentale. Come se non bastasse, idee approssimative, quando non vere e proprie leggende metropolitane, vengono alimentate per le più svariate ragioni proprio sulla figura dello psicologo. Prima di trarre qualsiasi conclusione su cosa fa e cosa non fa uno psicologo, la cosa migliore da fare sarebbe dunque chiedere direttamente a uno di loro, o comunque raccogliere informazioni da fonti sufficientemente autorevoli.

PSICOTERAPEUTI
Gli psicoterapeuti devono aver conseguito una Laurea in Psicologia o in Medicina e Chirurgia, essere iscritti all’Albo Professionale degli Psicologi o dei Medici e aver frequentato una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia pubblica o privata, purché, in quest’ultimo caso, riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione. Gli psicoterapeuti possono prescrivere farmaci solo se medici.
La psicoterapia è un intervento che agisce più in profondità di quanto può fare quello psicologico. Normalmente si ricorre alla psicoterapia nel caso in cui venga diagnosticato un disagio psichico curabile tramite tale tipo di intervento. In relazione a tale disagio, l’obiettivo della psicoterapia è quello di causare nella persona che ne è portatrice un cambiamento significativo e duraturo nella direzione dell’attenuazione o, preferibilmente, della totale remissione dello stesso.
E' necessario a questo punto precisare che il termine “psicoterapia” è in realtà alquanto generico. Oggi esistono infatti diverse centinaia di scuole di pensiero e altrettante forme di intervento nel campo della psicoterapia, il che rende l’orientamento teorico e pratico, e quindi i modi di lavorare di psicoterapeuti di diversa formazione, a volte radicalmente diversi tra loro. Alcune forme di psicoterapia sono più efficaci nei confronti di certi disturbi e meno nei confronti di altri. Prima di rivolgerci a uno psicoterapeuta diventa dunque fondamentale sapere a quale scuola appartiene, e avere quel minimo di informazioni necessarie per stabilire qual è lo psicoterapeuta più adatto ai nostri bisogni.
Un comportamento che potrebbe risultare utile, dunque, prima di affidarsi a uno psicoterapeuta dell'una o dell'altra scuola, consisterebbe nel chiedere un consiglio a tal proposito al proprio medico di base o a uno psicologo non psicoterapeuta.

PSIC(O)ANALISTI
Gli “psicoanalisti”, o “psicanalisti”, sono sostanzialmente psicoterapeuti che hanno frequentato una Scuola di Specializzazione che forma alla psicoanalisi. Non possono dunque prescrivere farmaci a meno che non siano medici.
La psicoanalisi è sia una forma di psicoterapia che una teoria sul funzionamento della mente. La differenza forse più importante fra la psicoanalisi e le altre psicoterapie è che per ricorrere a essa non bisogna necessariamente essere affetti da un disagio o da un vero e proprio disturbo psichico, ma può farlo anche chi vuole semplicemente approfondire la conoscenza di sé stesso, della propria coscienza e del proprio inconscio.
Quando si menziona la “psicoanalisi” scattano automaticamente le associazioni con il nome di “Sigmund Freud” e con l’immagine del paziente disteso sul “lettino” nello studio. Non è così. O meglio, lo era all’inizio, ma dai tempi di Freud sono cambiate molte cose. Ancora oggi ci sono psicoanalisti freudiani ortodossi, ma a essi si sono affiancati psicoanalisti di formazione diversa da quella tradizionale, appartenenti cioè ad altre scuole di pensiero e con altri metodi di lavoro.

PSICHIATRI
Gli psichiatri sono medici che hanno frequentato una Scuola di Specializzazione in Psichiatria. Hanno dunque una formazione medica e possono prescrivere farmaci. Normalmente, parlando di disagio psichico, si ricorre allo psichiatra soprattutto nei casi più gravi, quelli cioè in cui si ha una parziale o totale perdita del contatto con la realtà, ma vi si può ricorrere anche in casi meno gravi e per disturbi che non implicano necessariamente la perdita di contatto con la realtà. Nelle situazioni più compromesse è comunque consigliabile, quando non addirittura necessario, l’intervento tramite l’uso di farmaci.
Anche in psichiatria esistono diverse correnti di pensiero. Alcune privilegiano l’uso dei farmaci, altre quello degli interventi di tipo psicodinamico, magari con l’appoggio di altre figure professionali.

NEUROLOGI
I neurologi sono medici che hanno frequentato una Scuola di Specializzazione in Neurologia. Possono dunque prescrivere farmaci ma non hanno competenza nel campo degli interventi di tipo psicodinamico, avendo una formazione significativamente improntata alla natura organica dei disturbi.

MEDICI DI BASE
Ogni (bravo) medico di base sa che una percentuale sorprendentemente alta di disturbi apparentemente fisici è in realtà di natura psicosomatica, cioè frutto dell’influenza della psiche sull’organismo. Un medico di base preparato sa riconoscere tali casi e prescrivere la terapia più utile o, se necessario, rinviare il paziente al professionista della salute mentale più adatto al suo caso. Io consiglio di rivolgersi in prima istanza sempre al proprio medico di base anche nei casi di apparente disagio psichico. Normalmente, un medico di base sa riconoscere i casi sui quali può intervenire direttamente, anche se tramite l’uso di farmaci, e non attraverso interventi di tipo psicodinamico, e quelli per i quali è invece meglio chiedere il parere di altre figure professionali. Dovrebbe essere altrettanto capace, inoltre, di riconoscere i casi di “somatopsicosi”, cioè quelli in cui è una condizione fisica, per esempio una malattia organica, a influenzare la psiche producendo un disagio secondario.

ALTRO
La lista delle figure professionali che si occupano a vario titolo di salute mentale potrebbe, in teoria, continuare. Si va infatti dagli Assistenti Sociali, Counselor (con una “l”), Counsellor (con due “l”) e Mediatori, ai Motivatori, “Life Coach”, “Operatori del Pensiero Positivo”, "Counselor Filosofici", "Reflectors", ecc. Si tratta infatti di persone che da diversi punti di vista operano comunque nell’ambito dello “psichico”.
Come premesso, le descrizioni presenti in questa pagina sono piuttosto generiche e superficiali. Ciò dipende anche dal fatto che le leggi che regolano le questioni in oggetto sono talvolta relativamente ambigue perfino per gli addetti ai lavori. Tali leggi sono inoltre saltuariamente soggette a modifiche, il che rende ancora più difficile poter dare indicazioni assolute sulle definizioni, la formazione e gli ambiti di competenza delle diverse figure professionali.
L’ultima considerazione possibile in questa sede riguarda l’importanza di accertarsi della formazione professionale delle persone alle quali ci si affida o si affidano i propri cari. Se esiste un Ordine Professionale, è utile consultarlo per chiedere informazioni sulla effettiva presenza nelle sue liste del professionista al quale ci si intende rivolgere, ricordando che gli Ordini Professionali sono enti riconosciuti dallo Stato con apposite leggi.
L’ultima informazione, invece, riguarda la consistente presenza del reato di “abuso della professione” anche in campo psicologico, sia in presenza che a distanza.

Enzo Artale



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