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| PSICOLOGIA DELL'INSOLITO |
| il demonio all'improvviso - 27/07/2009 |
domanda:
buon giorno, vorrei esporle un episodio che mi è successo tre settimane fa : io convivo da cinque mesi con una ragazza e non mi sono mai accorto di suoi comportamenti "anomali",fatto sta che una notte lei mi sveglia gridando e si è messa a straparlare, affermava di essere posseduta dal Demonio,diceva che sentiva una voce dentro di lei che le diceva parolacce,si muoveva nella stanza come se qualcuno la stesse inseguendo,aveva un'espressione del viso veramente da"indemoniata",continuava a dirmi che c'era qualcuno che si era impossessato del suo corpo, Io mi sono spaventato e ho cercato di calmarla e poi l'ho portata a casa di sua madre.Premetto che la mia regazza non fa uso di alcool o droghe. Il giorno successivo i suoi genitori hanno portato la mia ragazza da uno psicologo che le ha prescritto degli psicofarmaci però non hanno voluto che io fossi presente al colloquio col medico e non mi hanno neanche detto cosa è successo realmente,io ho paura che mi stiano nascondendo la verità e che la mia ragazza sia affetta da qualche grave disturbo mentale come la schizofrenia, i miei suoceri mi hanno detto che la loro figlia è semplicemente un tipo fragile e che le era già capitato un episodio simile tre anni fa,ma che poi si è risolto con l'aiuto degli psicofarmaci.Nei giorni successivi,non ostante prendesse le medicine prescritte dallo psicologo,aveva dei frequenti sbalzi d'umore,alternava attimi di euforia a momenti di apatia totale e a volte nel bel mezzo di un discorso diceva frasi senza senso.E' da qualche giorno che il suo comportamento sembra essere tornato normale ma io ho paura che possa avere altre crisi.Spero che dal racconto che le ho fatto possa essersi fatto un'idea della situazione, secondo lei cos'ha la mia ragazza?La prego,risponda a questa e-mail,non saprei veramente a chi rivolgermi. In attesa di una sua risposta le porgo i miei più cordiali saluti
risposta:
Egregio utente
Come le sarà facile comprendere, non è semplice stabilire le cause di una situazione di disagio quando a descriverla è una persona diversa dal diretto interessato, tuttavia, penso che nel suo caso sia possibile trarre delle considerazioni. Stando ai sintomi che mi ha descritto, credo che la sua ragazza sia stata soggetta a quello che tecnicamente viene chiamato "scompenso psicotico". Diciamo innanzi tutto che ciò non vuol dire necessariamente essere "malati". Se si tratta di "malattia" o meno, e, in caso positivo, se si tratta di schizofrenia o di altra forma di psicosi, spetta stablilirlo al medico che ha preso in carico la sua ragazza al termine del percorso diagnostico. Dalle poche informazioni di cui lei mi mette a conoscenza, non mi è possibile escludere nemmeno un disturbo dell'umore ma, ripeto, parlare di queste cose a distanza mi costringe a rimanere necessariamente nel campo delle ipotesi. La presenza di episodi simili in passato avvalora le probabilità che si tratti di una qualche forma di psicosi. Non credo che il professionista dal quale la sua ragazza è stata portata fosse uno psicologo, verosimilmente si sarà trattato di uno psichiatra, poichè noi psicologi non possiamo prescrivere farmaci. La presenza residua di comportamenti "anomali" anche dopo l'inizio della farmacoterapia è normale. Nel caso dei farmaci antipsicotici, bisogna tenere infatti in considerazione che la loro azione è lenta, e spesso trascorrono settimane o addirittura mesi prima di avere una riduzione visibile dei sintomi manifestati subito dopo l'insorgenza della crisi. Non bisogna escludere inoltre che tali comportamenti potrebbero rientrare tra gli effetti collaterali dei farmaci stessi. Ci vuole un pò di pazienza. Ciò che può fare, intanto, è continuare a starle vicino, farle sentire la sua presenza al suo fianco. Successivamente, quando questa fase sarà passata, potrebbe essere molto utile che la sua ragazza intraprenda un percorso psicoterapeutico che potrebbe aiutarla a risalire all'origine del suo disturbo. Per alcuni disturbi è possibile ottenere notevoli miglioramenti solo affiancando la psicoterapia alla farmacoterapia, per altri è sufficiente solo la psicoterapia, dipende dalla gravità. Se lo ritiente opportuno, mi ricontatti per aggiornarmi sulla situazione. Cordiali saluti. |
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