Studio Virtuale di Psicologia di Enzo Artale
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con il destino contro

consulenze psicologiche on line
"Se esiste il problema, esiste anche la soluzione." *
* Enzo Artale

data: 28/07/2010
domanda:
Salve ho xx anni e vivo in un piccolo paese nell'entroterra di xxxxxx. xxx anni fa ho perduto il padre  a causa di un tumore xxxxxxxxxxxxx, e xxxxx anni fa la madre sempre per un tumore xxxxxxxxxxxxx. Dopo l'ultimo lutto ho cominciato a soffrire di crisi di panico e depressione, queste crisi si sono intensificate dopo che a xxxxxxxx ho perso anche il posto di lavoro. Non avendo più un compagno ora mi ritrovo a vivere sola e l'incertezza per il domani comincia a spaventarmi molto. Non sono mai stata una persona particolarmente fifona ma la morte di mio padre che ho assistito fino all'ultimo senza ascoltare i consigli di parenti e assistenti sociali che mi consigliavano di metterlo in residenza protetta e pensare alla mia vita, mi ha resa un sacco vuoto e dopo xxx anni le mie energie vanno scemando, mi sento letteralmente a pezzi e molte volte estranea a me stessa. Sono in cura con psicofarmaci che mi sono stati somministrati dal mio medico di base, ma non mi rendono molto lucida e io ho bisogno di esserlo non posso affrontare colloqui di lavoro o solo guidare se ho i riflessi rallentati, inoltre ho la tendenza a isolarmi sempre di più e a sentirmi fuori posto e fuori luogo in qualunque ambiente vada e questo non è certo salutare ne per la mia vita sentimentale ne per quella lavorativa.  Sono confusa e molto angosciata, e di trasmettere agli altri delle impressioni negative anche se fingo che vada tutto bene, perchè in genere ho notato le persone come me depresse sono quelle che vengono scartate perchè noiose e inadeguate. A volte vorrei piantare tutto e cambiare vita radicalmente, a volte vorrei solo semplicemente non svegliarmi la mattina seguente.
Sono entrata in menopausa a xx anni forse anche questo può esserle utile per valutare il mio quadro psicologico, e sto vivendo un amore difficile che però paradossalmente mantiene ancora vivo lo scarso interesse che ormai ho ancora per la mia vita. Amo moltissimo un uomo che è arrivato nel momento sbagliato, una mia cugina mi consiglia di "proseguire" di dimenticarlo, (non è libero)  ma io forse sbagliando non ce la faccio ad iniziare una relazione con un altro fingendo di provare un sentimento inesistente solo per non restare sola. Non so quanto questo mio modo di essere mi possa essere utile per mantenere il mio residuo equilibrio mentale e attendo con ansia  la sua risposta e la ringrazio per la sua attenzione.
Cordiali saluti
xxxxxx


risposta:
Gentile xxxxxx
Da quanto mi ha raccontato sulla Sua vita mi sono potuto fare un'idea non precisa, ma abbastanza chiara per dirLe che quanto Le è accaduto è sufficiente a giustificare lo stato depressivo in cui si trova attualmente. Tuttavia, sta reagendo nel modo giusto. Consultare il medico di famiglia è stata una buona idea. Se gli effetti collaterali dei farmaci che Le ha prescritto sono troppo intensi, lo dica al Suo medico e gli chieda di ridurre le dosi o di cambiare farmaci. Le consiglio inoltre, in aggiunta cioè a quanto sta già facendo, di consultare anche lo psichiatra della asl, o un privato per una diagnosi più precisa o, in alternativa, sempre cominciando dalla asl, di chiedere un colloquio con lo psicoterapeuta. Forse può trovare sia qualche psichiatra che qualche psicoterapeuta che effettua il primo colloquio gratuito in presenza in questo sito:
www.servizipsicologici.com
Mi contatti di nuovo se avesse bisogno di altre informazioni. Cordiali saluti.



domanda:
Grazie mille per la sua risposta gentile dottore. Non mi sono dilungata a raccontarle la mia vita che ha solo di molto significativo secondo me che è stata segnata da molti lutti, avevo una sorella che è morta quando io avevo xxx anni, una mia cara amica è morta nel xxxx di tumore xxxxxxxxx... insomma non sono stata molto fortunata, ma a quelli che non ci sono più è andata molto peggio. Al mio medico chiederò senz'altro di eliminare il rivotril se è possibile perchè è troppo limitante nei miei confronti. Le chiedo ancora un consiglio, nei miei colloqui futuri con lo psichiatra o psicologo devo parlare anche della mia situazione sentimentale o la trova irrilevante? Come si svolgono le sedute? Si parla liberamente o si aspetta che lo specialista faccia domande? Grazie ancora di tutto
Cordiali saluti
xxxxxx


risposta:
Gentile xxxxxx
In linea di massima posso dirLe che nel primo colloquio è prevista sia una fase "libera", in cui cioè l'utente parla liberamente di ciò che vuole, sia una fase in cui il professionista pone delle domande un pò più precise. Ovviamente ci sono delle differenze tra un colloquio fatto da uno psichiatra e uno fatto da uno psicologo, e poi ci sono delle differenze anche in base all'indirizzo teorico di appartenenza, per non parlare di quelle che normalmente esistono tra singoli colleghi. In ogni caso non deve preoccuparsi, non è un esame in cui si viene promossi o bocciati. Chiunque sia il collega che la seguirà, sarà lì per aiutarla, gli dica tutto quello che si sente di dirgli e risponda tranquillamente a tutte le sue domande. Anche la Sua preoccupazione su quello che potrà accadere o meno durante il colloquio è una conseguenza dell'ansia, dica anche questo al collega che vedrà in presenza. Auguri. Cordiali saluti.

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