come lo dico ai miei genitori? |
"Se esiste il problema, esiste anche la soluzione." *
* Enzo Artale |
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data: 21/09/2010
domanda:
Salve, sono una ragazza di xx anni quasi xx ed ho origini straniere. Sono nata in Italia e ho sempra vissuto qui, l'italiano è la mia prima lingua, sono praticamente italiana se non fosse per i miei lineamenti. Non ho mai avuto problemi di relazione fino alle medie questo perchè avevo sempre conosciuto persone disponibili a fare la mia conoscenza almeno così credo perchè sono molto confusa. Sono tre anni che frequento le scuole superiori: al primo anno ho avuto problemi di relazione in classe così al secondo ho cambiato sezione ed è stato ancora peggio, xkè ho incontrato compagni che mi escludevano completamente e mi sparlavano dietro, ora sto frequentando il terzo anno ed ho nuovi compagni xkè dopo il biennio si sceglie quale corso proseguire; per ora la classe nel complesso è leggermente migliore delle due precedenti, ci sono alcuni miei vecchi compagni non molto graditi ma gli altri nuovi sono normali, eppure anche qui ho notato che conoscendosi già tra loro mi ignorano un pochino e per quanto io vada da loro a fare qualche battuta etc. tanto per parlare e familiarizzare, a loro non importa un granchè. Svengo all'idea di pensare di dover passare tre anni fino alla maturità con dei manichini. La scuola, beh di certo non si studiano le mie materie preferite, ma riflettendoci non riesco a trovarne un'altra che mi possa dare le stesse opportunità di lavoro e quindi ho deciso di rimanere solo per questo anche se la mia vera passione è la moda. Ho sempre pensato di studiare moda dopo il diploma ma ora non ce la faccio più, non reggo più economia, non con questa classe e dopo questi tre anni pesantissimi. Vorrei poter seguire la mia passione ora ma non so come fare. I miei genitori non sono mai stati propensi al dialogo, ho un rapporto che negli anni è diventato sempre più freddo, certe volte gli odio ma so che dal profondo gli voglio bene e so che anche loro me ne vogliono anche se non lo dimostrano con abbracci affettuosi. Loro sono stati cresciuti rigidamente con regole ferree e idee all'antica. Certe volte mi sembrano fuori dal mondo, come avrà potuto capire abbiamo ideali in contrapposizione. Quando ho tentato di parlargli per l'ennesima volta dei miei problemi con compagni loro si sono stufati e mi hanno detto che secondo loro il problema sono io e non gli altri e che sono troppo egoista per ammetterlo. Da quella volta ho subito passivamente la scuola e i compagni ma non sa che rabbia che avevo dentro, d'altrocanto io sapevo che non ero io il problema eppure tutti i fatti dimostravano il contrario agli altri. E' triste ammetterlo ma non ho amici veri con cui potermi confidare con queste questioni delicate e mi sento più sola che mai, mi sento totalmente incompresa. Io amavo questo paese e la gente che ci viveva ma ora come ora vorrei solo fuggire, andare lontano e staccare dal mondo. Questa estate sono stata all'estero e ho realizzato che amavo stare lontano dall'Italia, mi sentivo libera... Tornata qui, mi sono resa conto che mi trovavo nel posto sbagliato, ascoltavo i discorsi dei miei coetanei come farsi i ragazzi e andare in disco e mi sembravano discorsi troppo stupidi. Direi che dopo il mio viaggio sono maturata e ho capito questo, sto seriamente pensando di andare a studiare all'estero, il problema non sono i soldi o la lontananza, per i miei non sarebbe un problema. Il problema è che non so come dirglielo, quale tentativo di approccio posso usare con loro? In fondo sono sempre i miei genitori... Ho paura delle lora prediche e del loro giudizio ma penso che sia ora di fare qualcosa prima che questi problemi possano gravare definitivamente sulla mia vita futura... la prego di rispondermi e grazie in anticipo
risposta:
Gentile xxxxxxxx (non sono sicuro che sia il Tuo nome, ma dall'intestazione dell'e-mail risulta questo)
Ti darò del "tu" dato che sei giovanissima. Visto che i Tuoi genitori sembrano sordi alle lamentele riguardanti i Tuoi problemi di adattamento a scuola, potresti giocarti la carta della formazione e del lavoro. Prova a dire loro quali sono i Tuoi reali progetti, la moda eccetera, come hai fatto con me. Spiega loro che andando a studiare all'estero riceveresti una formazione migliore in questo campo e avresti successivamente maggiori opportunità di lavoro. Se sono insensibili all'aspetto emotivo, dovrebbero esserlo meno su ciò che riguarda il Tuo futuro lavorativo. Se poi il problema non è solo quello, ma riguarda l'adattamento alla scuola e con i compagni, se hai tempo e voglia puoi scrivermi di nuovo. Fammi sapere comunque come reagiranno i Tuoi. A presto.
domanda:
No, infatti xxxxxxxx non è il mio nome xkè l'indirizzo e-mail non è mio (è una lunga storia...)
La verità è che le ho scritto anche perchè speravo in una sua valutazione per quanto riguarda l'ambito scolastico, come già specificato nella scorsa mail non vivo una delle migliori situazioni. Secondo lei è davvero colpa mia il fatto che questi compagni non siano propensi ad aprirsi con me? Oppure sono io che sono talmente sfortunata da incontrare sempre le persone sbagliate? Io non riesco a capire cosa avrei fatto di tanto male a persone sconosciute. Secondo me c'è un fondo di discrimminazione in tutto ciò. Secondo lei ha senso continuare in questo modo? Ultimamente ho notato che ho una voglia morbosa di mangiare anche quando magari non ho molta fame, pensa che sia un segno di depressione? Forse ho bisogno di recarmi da uno psicologo vero e proprio?( Anche se per i miei genitori andare da uno psicologo è sinonimo di malattia mentale questo per dire quanto sono indietro con le loro idee)
Ora come ora, le uniche care persone fidate sono i miei genitori nonostante tutto... Lei pensa che il mio rapporto con loro possa essere in qualche modo riparato? Le premetto che sono due persone quasi irremovibili nelle loro convinzioni, molto religiose (cristiani) e molto all'antica. Ci litigo molto spesso, a volte mi feriscono con le loro parole e forse anch'io lo avrò fatto con le mie. In che modo posso riavvicinarmi a loro e magari far si che le idee di entrambi siano rispettate per una più pacifica convivenza? Forse le sto chiedendo cose troppo profonde, ma vorrei comunque sapere la sua. Grazie in anticipo
risposta:
Gentile xxxxxxxx (continuerò a chiamarti così dato che non hai voluto dirmi il tuo vero nome :-))
Sospettavo che alla base della tua prima richiesta fossero anche altre ragioni, e con questa seconda mail me lo hai confermato. Per quanto riguarda il disagio che provi a scuola, io metterei da parte la sfortuna. Se ho ben capito, i compagni con cui non riesci a legare sono nuovi, li hai conosciuti quest'anno, giusto? Quindi da poco. Probabilmente hanno solo bisogno di un pò di tempo. Può anche darsi che dietro la loro freddezza si nasconda uno strisciante razzismo, ma, se non ricordo male, prima non hai mai avuto problemi di questo tipo, e allora cos'è cambiato? Forse la risposta l'hai già data tu. Un comportamento alimentare incontrollato può essere segno sia di depressione che di ansia. Orbene, questi umori vengono percepiti dagli altri, anche quando cerchiamo di nasconderli. E' possibile dunque che i tuoi compagni non si aprano con te perchè percepiscono una tua latente assenza di serenità, di tranquillità. Tale assenza potrebbe a sua volta derivare dalla situazione di tensione che vivi a casa con i tuoi, e le due condizioni di disagio potrebbero stare rinforzandosi a vicenda. Andare da uno psicologo in presenza ti aiuterebbe con ogni probabilità a rompere questo circolo vizioso anche se, se ci pensi bene, potresti farcela anche da sola. Potresti, per esempio, provare a essere più spontanea, non forzare i contatti con i tuoi compagni di scuola e lasciare che avvengano naturalmente, non credo che mancheranno le occasioni. Ai tuoi genitori potresti dire che vuoi fare un colloquio con uno psicologo semplicemente per capire da dove deriva il tuo disagio, presentare loro cioè la tua necessità di comprendere meglio te stessa, che non è necessariamente una cosa da pazzi, anzi, è il contrario. Credo che riuscendo a rompere il circolo del disagio in uno dei due ambienti (scuola o famiglia), conseguentemente ritroverai una maggiore serenità anche nelle comunicazioni con l'altro. Se hai bisogno di uno psicologo in presenza, prova a cercarlo qui: www.servizipsicologici.com. Fammi sapere cosa decidi. A presto. |
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