logo studio virtuale di psicologia
 
slogan studio virtuale di psicologia richiesta consulenza psicologica on line gratis
timbro servizi psicologici on line
sei uno "psi"?
il divano di Freud
"Se esiste il problema, esiste anche la soluzione."
motore di ricerca psicologi psicoterapeuti psichiatri
il professionista della salute mentale più vicino?
approfondimenti
psicologia generale
i sogni: correlati fisiologici, grammatica e punteggiatura, elementi per l'interpretazione
25/11/2007 - parte prima: correlati fisiologici
correlati fisiologici dei sogniOgnuno di noi passa in media circa un terzo della propria vita dormendo. Un tempo apparentemente enorme, se considerato tutto in una volta. Ovviamente bisogna sempre tenere presente che si tratta di una media statistica. Il bisogno giornaliero soggettivo di sonno può variare infatti da più di dieci ore a poche decine di minuti. Le ricerche effettuate nel campo del sonno e dei sogni hanno dato nel corso del tempo risultati estremamente interessanti. Dai primi studi in epoca moderna fu possibile ricavare che il sonno è composto da diverse fasi, ognuna delle quali caratterizzata da particolari condizioni fisiologiche che comprendono l’emissione di impulsi elettrici cerebrali di diversa frequenza e diverso voltaggio, e un minore o maggiore rilassamento del tono muscolare. Le funzioni ristoratrici del sonno, dal punto di vista psichico e fisiologico, sono ben note. Una particolare condizione che ognuno di noi sperimenta, e che occupa una parte non trascurabile del tempo totale che passiamo dormendo, è il sogno. Prima di parlare dei sogni è però necessario chiarire che tra le diverse fasi di cui il sonno è composto, particolarmente importante è quella chiamata REM (Rapid Eye Movement).
Tale fase venne scoperta nel 1953, quando alcuni ricercatori registrarono, in soggetti sperimentali che venivano osservati nei laboratori del sonno di alcuni dipartimenti universitari, dei “rapidi movimenti del bulbo oculare” sotto le palpebre, in corrispondenza di una frequenza relativamente alta e un voltaggio relativamente basso nell’emissione delle onde cerebrali. Per questo motivo tale fase venne chiamata in questo modo. Fu inoltre scoperto che durante il sonno REM viene raggiunto il picco di rilassamento muscolare, caratteristica questa che ha portato a conoscerlo anche col termine di “sonno profondo”. Dai tracciati elettroencefalografici fu inoltre possibile riscontrare che durante il sonno REM l’attività della corteccia cerebrale è simile a quella della veglia, mentre l’organismo è profondamente addormentato, caratteristica che determinò l’ulteriore appellativo per questa fase di “sonno paradosso”. A causa del suo particolare elettroencefalogramma, il sonno REM è stato poi indicato anche come “sonno desincronizzato” o “sonno attivo”. La fase REM si raggiunge, normalmente, dopo poco più di un’ora di sonno. Il primo episodio di sonno REM della notte dura circa 15-20 minuti. Durante una normale notte di sonno, si succedono circa 5 “cicli”, cioè le diverse fasi del sonno si ripetono per 5 volte, e la durata della fase REM si allunga progressivamente man mano che ci si avvicina al ciclo finale. Il sospetto che il sonno REM fosse il correlato fisiologico del sogno, che fosse cioè associato a eventi di tipo emotivo nel dormiente, sorse nei ricercatori quando si accorsero che svegliando i soggetti sperimentali mentre il tracciato poligrafico indicava che si trovavano in fase REM, e chiedendo loro se ricordassero eventuali sogni, tali soggetti riportavano sistematicamente i ricordi dei sogni che stavano facendo in quantità molto più elevata di quanto non facessero al risveglio mattutino. Molti soggetti ricordavano anche più di dieci sogni dopo ogni singolo risveglio programmato, ed erano in grado di descriverli in maniera particolarmente vivida rispetto alla descrizione molto più sintetica che ne facevano al momento del risveglio fisiologico. Questo accade perché prima e dopo la fase REM il sonno attraversa altri stadi, che si possono indicare genericamente come sonno NREM (Non REM). Durante gli stadi successivi alla fase REM tendiamo insomma a “dimenticare” una parte consistente dei sogni avuti durante la fase REM.
Le ricerche sulle correlazioni tra sogni e sonno REM furono utili anche per dimostrare o smentire alcuni luoghi comuni associati ai sogni. Tra essi, fu possibile, per esempio, stabilire che nella maggior parte dei casi, quando sogniamo, siamo davvero capaci di incorporare nel sogno uno stimolo esterno, al fine di non interrompere il sonno, cioè, “tiriamo dentro” a esso qualcosa che proviene dall’ambiente esterno e che ci disturba, come piccoli rumori ecc. Un luogo comune sfatato dalle ricerche sui sogni riguardava la convinzione che il sogno duri solo pochi istanti. Le ricerche hanno invece dimostrato che esso si svolge in tempo reale. Ai soggetti sperimentali di tali studi, svegliati dopo intervalli che andavano dai 5 ai 15 minuti dall’inizio della fase REM del loro sonno, veniva chiesto, in base alle impressioni ricavate dai sogni che ricordavano, per quanto tempo, secondo loro, avevano sognato. Nella maggior parte dei casi indicarono il periodo in maniera quasi esatta. Altro luogo comune: alcune persone non sognano. Anche questo è stato contraddetto dagli esperimenti nei laboratori del sonno, che hanno dimostrato come nelle persone che dichiarano di non sognare mai, si susseguono, durante il sonno, le stesse quantità di episodi di sonno REM e per le stesse durate delle altre persone. Inoltre, questi soggetti erano in grado di ricordare i loro sogni se svegliati durante una fase REM, anche se in grado minore rispetto alla norma. Altro luogo comune: le erezioni del pene durante il sonno sono associate a sogni erotici. Anche questo è un errore. Infatti le ricerche hanno dimostrato che le erezioni notturne del pene si verificano anche in concomitanza di sogni a contenuto non erotico. Altro luogo comune sfatato è quello che riguarda la convinzione che il parlare nel sonno (sonniloquio) e il camminare nel sonno (sonnambulismo) siano l’attuazione nella realtà concreta di ciò che si sta sognando. Non è così. È stato infatti dimostrato che episodi di sonniloquio e di sonnambulismo sono meno frequenti durante la fase REM a causa del maggiore rilassamento muscolare cui si giunge in questo stadio rispetto alle fasi di sonno NREM. Un altro luogo comune sul sogno, sfatato anch’esso dalle ricerche, è quello che vede i contenuti del sogno come l’estensione nel sonno di eventi stressanti o sessualmente eccitanti vissuti durante il giorno. Pare che anche in questo caso non sia così, infatti, soggetti sperimentali sottoposti a questo genere di stimoli durante il giorno, sembrano non averne incorporato il contenuto nei sogni della notte successiva. Su quest’ultimo punto, come anche su alcuni di quelli precedenti, le tesi sono contraddittorie, soprattutto quando si considera, come accadrà nelle parti successive di questo articolo, la natura psicodinamica dei sogni.

Enzo Artale

BIBLIOGRAFIA
Pinel J. P. J., Biopsicologia, EDISES, Napoli 1992.
i migliori libri su questo argomento
psicologia fisiologica    

Psicologia fisiologica. Hugh Wagner - Kevin Silber

   
trova i migliori testi nel campo di tuo interesse:
torna su  
vai avanti seconda parte: grammatica e punteggiatura
torna indietro approfondimenti di psicologia generale
 
homepage | psicologia generale | psicologia dello sviluppo | psicologia e internet | psicologia dell'orientamento | psicologia giuridica | psicologia dell'insolito | consulenze on line | area test | contatti | riferimenti legislativi | servizi psicologici on line
per fruire di alcuni contenuti di questo sito sono necessari i relativi decoder scaricabili gratuitamente: pdf, flash, java, shockwave
Enzo Artale via D'Agata Micale 119 Avola (SR) partita iva 01651520890
© 2007 - Eccetto ove diversamente indicato, la proprietà intellettuale è riservata. Nessuna parte di questo sito può essere riprodotta senza il consenso scritto dell'autore.
sito creato e curato da Me