Studio Virtuale di Psicologia di Enzo Artale
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gelosia, ansia e profezie che si autoavverano (forse!)

consulenze psicologiche on line
"Se esiste il problema, esiste anche la soluzione." *
* Enzo Artale


data: 04/07/2010
domanda:
Gentile dottore,
mi scuso innanzitutto per la lunghezza di questa mia lettera. Sono un ragazzo di xxxxxxxx anni e vivo attualmente con mia madre e mio fratello. I miei genitori hanno divorziato quando avevo xxx anni, mia madre si è risposata un decennio dopo, ma anche il secondo matrimonio è naufragato. Sono un lavoratore a tempo determinato, svolgo una professione che amo moltissimo e che mi da tante soddisfazioni, anche in termini di autostima, anche se purtroppo la precarietà rappresenta per me ?come per tutti credo- un?ulteriore fonte di incertezza anche sul piano personale. Sono tuttora iscritto all?università, ad una facoltà che ho scelto in modo superficiale e che non mi offre stimoli. Sono sempre stato un ragazzo estremamente timido e insicuro, soprattutto con le ragazze, tanto da aver avuto la prima relazione soltanto a xx anni. Sono infatti fidanzato con una mia coetanea da xxxxxxxxxxxxxxxxxxx. Soprattutto nei primi tempi, abbiamo dovuto affrontare insieme molte difficoltà dovute all\'inesperienza di entrambi, anche in campo sessuale. Credo sia anche per questi motivi che oggi siamo arrivati ad avere un bel rapporto, siamo legati da profondi sentimenti, ci divertiamo insieme e abbiamo molti interessi in comune; possiamo dire di essere anche amici, oltre che fidanzati. Per me è stato molto difficile sbloccarmi e riuscire a ?lasciarmi andare? con lei, a causa di questa timidezza che sto pian piano iniziando a superare, mentre per lei la difficoltà più grande era legata alla paura di fidarsi completamente di un?altra persona, difficoltà legata ad una tragedia avvenuta nel corso della sua infanzia (che mi ha confessato in lacrime poco tempo fa) che l\'ha condizionata moltissimo nella sua vita. Sono stato il primo ragazzo di cui ha deciso di potersi fidare; nonostante che sia una bella ragazza e che di occasioni ne abbia avute molte, non ha mai voluto legarsi a nessun?altro. Nel corso dell\'ultimo anno abbiamo imparato a conoscerci molto bene, e recentemente abbiamo iniziato a parlare di un futuro insieme, non appena avremo una condizione lavorativa che ce lo permetta. Per lei è stato anche un periodo difficile per problemi di salute, e mi è molto grata per come ho saputo sostenerla. Pochi giorni fa mi ha ringraziato per come le voglio bene e come lo dimostro in ogni occasione. Ciò che invece ho cercato di tenerle nascosto fino ad oggi è la mia profonda gelosia ?ma credo dovrei chiamarla ?ansia da abbandono?-, dovuta alla mia insicurezza. Non riesco mai a concedermi un po\' di pace, vivo nel perenne timore di perderla, che lei scelga di stare con qualcuno che sia \"meglio di me\", e che magari, a differenza mia, abbia un lavoro stabile, sia più ?forte?, più ?simpatico?, o chissà che altro. Sono geloso dei miei e dei suoi amici, dei suoi colleghi di lavoro, degli eventuali corteggiatori....Dentro di me mi sono convinto che sicuramente prima o poi mi lascerà per qualcun altro, e che ne soffrirò moltissimo. Nel periodo in cui l?ho conosciuta mi ero come rassegnato a rimanere single per tutta la vita, pur sapendo di essere un ragazzo di aspetto piacente, con un discreto livello culturale, buone capacità sociali, timidezza a parte, che mi hanno consentito di ottenere ottimi risultati nel lavoro, nello studio (ogni qual volta mi sono applicato seriamente) e di instaurare bellissimi rapporti di amicizia. Poi è arrivata lei, e ho dovuto affrontare paure e ostacoli che forse mi ero illuso non esistessero. Con l?aiuto di uno psicoterapeuta, sono diventato più consapevole della mia ansia e della mia timidezza, ho superato l?assurda convinzione di essere sessualmente impotente ed ho ottenuto risultati davvero apprezzabili. La terapia si è conclusa circa un mese fa, su decisione del mio psicologo che riteneva non ne avessi più bisogno, salvo ovviamente ricontattarlo ogni qual volta ne sentissi l?esigenza. Grazie a questo supporto, ora so che la mia ansia da abbandono viene da esperienze legate al mio passato, a situazioni in cui ho sperimentato sensazioni di abbandono e solitudine. Ma questa consapevolezza non mi aiuta particolarmente. Ne ho parlato spesso con il mio psicologo, ma non vedo via d?uscita da questo punto di vista. Non riesco mai a godere delle gioie che mi vengono offerte, penso solamente al fatto che prima o poi tutto finirà. Vorrei certezze e stabilità, sapendo benissimo che la vita non ne concede a nessuno. E adesso che questa storia d?amore è diventata mio malgrado il centro della mia vita, ciò in cui ripongo le speranze e le aspettative per un?eventuale felicità futura, non riesco ad accettare il fatto che prima o poi potrebbe finire. La mia ragazza negli ultimi giorni mi ha rivelato di essersi accorta che talvolta appaio teso e nervoso (anche se per lo più con lei sono allegro e riesco a non guastare i momenti in cui stiamo insieme), e mi ha supplicato di non tenerle nascoste le mie angosce, di aprirsi con lei. Allora non ce l?ho più fatta e le ho confessato questi miei timori, smorzando un po? i toni ovviamente. Le ho detto, tra le altre cose, che la paura di apparire debole e inaffidabile nei suoi confronti mi aveva spinto a nasconderle la mia fragilità, per paura di perderla. La sua risposta mi ha sorpreso, ho capito che mi conosce molto meglio di quanto immaginassi. Mi ha detto che mi ama moltissimo, con tutti i miei lati positivi e le mie debolezze, mi ha rassicurato sul fatto che lei non cerca una persona più ricca, potente o semplicemente sicura di me. Ha aggiunto che secondo lei io l?ho idealizzata, cosa probabilmente vera, visto che non riesco a trovare niente di lei che non mi piaccia. Si è raccomandata di non tenerle nascosto nulla, perché vuole aiutarmi a superare questi miei tormenti, e che è contenta che abbia finalmente avuto il coraggio di parlargliene. Tuttavia, io sono convinto che sarebbe estremamente egoistico da parte mia usarla in questo modo. Non sento più il bisogno di ostentare con lei una forza che non ho, ma non voglio nemmeno che lei si faccia carico di paure che sono soltanto mie e che, in ogni caso, posso vincere soltanto da solo. Non voglio che lei diventi una medicina che mi aiuti a colmare i miei vuoti. Di fronte alle sue parole, mi sono sentito un bambino, accorgendomi di quanto lei invece fosse adulta Quello che vorrei chiedere a Lei è un consiglio su come imparare a gestire la mia gelosia (che ripeto, è più un problema mio, visto che non la uso per soffocare la mia compagna) e la mia paura di essere lasciato, su come accettare il fatto che un giorno potrebbe sì accadere di essere tradito o abbandonato, ma senza sentire tutto ciò come una spada di Damocle, come la fine di tutto. E magari trovare dentro di me la forza di affrontare ciò che potrebbe accadere nella mia relazione senza smarrire me stesso e di il senso di tutto, riuscendo ad andare avanti. Grazie e buona giornata. xxxxxx



risposta:
Gentile xxxxxx
Concordo in linea di massima con le conclusioni sull'autostima e sull'ansia che il mio collega consultato in presenza Le ha esposto, non Le ripeterò dunque cose che già sa. Una consulenza psicologica a distanza consiste nella lettura professionale dall'esterno di una situazione esposta da chi la vive dall'interno. Partendo da questa premessa, posso dirLe che a mio avviso gli errori che Lei sta commettendo nella gestione delle Sua storia d'amore e della conseguente gelosia sono due: in primo luogo non dovrebbe riporre tutte le speranze per un futuro felice nella storia con la Sua ragazza. Così facendo, infatti, se un giorno la storia dovesse finire davvero non vedrebbe più un futuro per sè, e Le garantisco che un futuro c'è sempre, per tutti, a meno che non siamo noi a rinunciarvi volontariamente. Dovrebbe appoggiarsi di più ai Suoi altri punti di forza, lavoro e amicizia soprattutto. Questo le darà maggiore sicurezza e contribuirà a farla apprezzare di più anche dalla Sua ragazza. In secondo luogo, ha mai sentito parlare della "profezia che si autoavvera"? Se si prendono dieci persone e si chiudono in una stanza, e una di loro comincia a ripetere ossessivamente "tra cinque minuti qui dentro succederà qualcosa di brutto", con ogni probabilità dopo cinque minuti in quella stanza succederà davvero qualcosa di brutto, per esempio uno degli astanti mollerà un cazzotto in bocca al tipo che ripete ossessivamente la frase per farlo smettere. Ebbene, è esattamente quello che Lei sta facendo con la Sua ragazza. Il fatto che la ragazza Le abbia fatto notare che ogni tanto la trova teso e nervoso è l'inizio dell'autoavveramento. Non è necessario che lo sia sempre, certe cose non si possono nascondere, e chi ci vuole bene le capisce anche se non le esprimiamo con le parole, basta anche solo uno sguardo di sfuggita. Ora mi permetta di porLe qualche domanda: perchè Lei dovrebbe accettare il fatto che prima o poi la Sua storia finirà? Quali motivi razionali ha (ci pensi bene) per pensare una cosa del genere? Vuole il mio parere? L'unico motivo che vedo io attualmente per cui la Sua storia dovrebbe finire è la Sua convinzione che prima o poi la storia finirà! Che altro dovrebbe fare la Sua ragazza dopo quello che ha già fatto per rassicurarla? Rifletta su questi interrogativi e mi contatti di nuovo se lo ritiene opportuno. Cordiali saluti.


domanda:
Gentile dottor Enzo Artale,
la ringrazio innanzitutto per la celere ed esaustiva risposta, che trovo estremamente illuminante. Sul primo punto dovrò lavorare parecchio, non sarà facile cambiare prospettiva, ma per fortuna, come le ho scritto, il mio lavoro mi piace molto e mi consente di trovare ampi margini di miglioramento, per cui non sarà difficile mettermi di impegno in questo campo e trovarvi.
Sul secondo punto, le dico solo che già prima di leggere le sue parole, mi ero reso conto di aver fatto un errore nel confessare alla mia ragazza la paura di perderla. Da adesso in poi, temo che ogni volta che mi vedrà triste o nervoso, sarà convinta che sia sempre quello il motivo della mia tensione. Chissà che inconsciamente non abbia davvero voluto crearmi un problema per evitare una situazione -la  mia relazione- che mi porta a provare un'ansia talvolta insostenibile. Razionalmente non trovo nemmeno io motivi per cui dovrebbe finire tutto, se non la mia solita paura che debba per forza accadermi qualcosa di brutto e doloroso. Spero soltanto di non aver dato il via a un processo irreversibile, perché in questo momento mi sento come se avessi innescato una bomba a orologeria e non so più come comportarmi. Al momento, mi pare che tornare sull'argomento di questo mio timore con la mia ragazza sia l'ultima cosa che devo fare, per cui cercherò di stare tranquillo almeno quando sono con lei (non mi riesce difficile, ultimamente sono gli unici momenti in cui sto bene) e sperare di poter imparare a trovare un po' di sicurezza in più e trasmetterla anche a lei. Confido di fare la cosa giusta, anche se l'idea di essere ormai in un vicolo cieco e di aver imboccato la strada dell'autodistruzione mi da un ulteriore tormento e mi toglie fiato per andare avanti e lottare.
Grazie e buona giornata.

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