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psicologia dello sviluppo
gioie e dolori della masturbazione - 27/12/2010
domanda:
Salve dottore,
innanzitutto la ringrazio per la disponibilità. Spero molto in un suo aiuto, perché ormai sono anni che mi porto appresso questa cosa...

Per non dilungarmi troppo, parto in media res...ecco quanto:
Quando ero piccolo, avevo un 11-12 anni scoprì le "gioie della masturbazione" non da solo, bensì con un mio compagno delle medie..nonché, a quei tempi, mio migliore amico. Quando, navigando su internet, capitammo casualmente in siti pornografici, beh..la cosa ci incuriosò molto..e diciamo che scoprimmo il mondo del "sesso", delle "donne" ecc...Nessuno dei 2 sapeva bene che cosa fosse però ecco che iniziammo ad accusare le prime eccitazioni(prime erezioni) mi ricordo, e poi, beh..arrivammo presto alle prime masturbazioni...e come non c'era pudore(forse l'età, l amicizia ecc.) lui mi mostrò come fare, masturbandomi lui stesso a me...
io lo lasciavo fare perché per me era come se stesse toccando un braccio, una mano...
All'inizio mi piaceva, pero dopo qualche volta, io iniziavo a non "tollerare" più l "invadenza" del mio amico..e così, dopo un paio di settimane posi fine a queste "sedute di masturbazione davanti a porno".

Dopo questa esperienza, nonostante trascorsi tanti anni, a volte, mi succede di avere pensieri "ossessivi" riguardo quelle vicende, vivo una serie di pensieri ossessivi riguardo quei fatti...
Addirittura ci fu un periodo (povero me!!!) verso i 14 anni che mi domandavo la mia inclinazione sessuale, avevo paura di avere tendenze omo, nonostante mi piacessero le ragazze...Ora ci rido su questa cosa (ora di prove della mia eterosessualità ne ho avute) però all'età di 14 anni certe cose non sono così chiare...
Ora nonostante sia cresciuto, provo una sorta di DISGUSTO per quello che feci, misto ad un senso di colpa. In qualche modo, mi sembra di averla vissuta come una sorta di mini "violenza". Forse anche alla paura che quest ultimo racconti le vicende accadute a terzi(magari per ingenuità) e corra un bel gossip su di me...mi turba non poco.

..ora, negli anni più recenti, mi è cmq successo a volte di avere pensieri ossessivi che vanno avanti per mesi(anche 2-3)..penso spesso durante alla giornata a quei fatti, è come se mi perseguitesse questo pensiero, pronto ad abbassarmi l'umore e rovinarmi un bel giorno
ecco tutto..cosa ne pensa?cosa potrei fare?cosa ne pensa lei?


risposta:

Egregio xxxxx
Nella Sua e-mail è riuscito a descrivere in modo efficace le sensazioni che il ricordo della vicenda della masturbazione Le provocano. Vorrei prima di tutto tranquillizzarLa: quanto è accaduto a Lei è comune, con diverse declinazioni, a moltissimi ragazzi a cavallo tra infanzia e pubertà. Non è certo Lei a doversi sentire in colpa, quanto le istituzioni che si ostinano a negare la necessità di una corretta educazione sessuale a scuola o tramite corsi di genitorialità consapevole impartiti alle famiglie. Se a questo aggiungiamo l'uso che molti ragazzini fanno di internet senza supervisione da parte degli adulti ecco che la "frittata" è fatta. Le "proibisco" (uso appositamente un termine forte) quindi di sentirsi in colpa. Il Suo caso è in effetti quello di un "piccolo" trauma non completamente elaborato, che tende, dunque, a riproporsi periodicamente. Per ciò che riguarda la Sua preoccupazione su eventuali pettegolezzi che potrebbero investirLa se il Suo amico raccontasse la vicenda ad altri, tenga intanto in considerazione che anche lui ci rimetterebbe, anzi, per lui la questione sarebbe più "vergognosa" che per Lei, inoltre, se qualcosa del genere dovesse accadere, La autorizzo a mostrare questa mail, nella parte in cui dico che la Sua esperienza è comune a molti soggetti che non per questo stanno covando una futura omosessualità. Le risposte alla Sua domanda su cosa fare sono molteplici. Chiedere aiuto a un professionista è già stato un ottimo primo passo, e spero di aver alleviato almeno in parte le Sue preoccupazioni. Se non bastasse, La invito a prendere in considerazione l'ipotesi di fare qualche seduta di counseling con un collega in presenza, giusto per sviscerare meglio il malessere che accompagna questi ricordi, non dovrebbe essere qualcosa di lungo. Può chiedere un consulto con lo psicoterapeuta della ASL attraverso il Suo medico di base, oppure può rivolgersi a uno studio privato, oppure fare qualche sessione a distanza con me, via e-mail e/o via chat, ma negli ultimi due casi, ovviamente, i consulti avrebbero un costo. Se vuole, mi informi sulle Sue decisioni. In bocca al lupo.

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