data: 09/06/2009
domanda:
Salve,
mi chiamo xxxxxxx ed ho xx anni.
Vi scrivo questa mail per chiedervi dei consigli .
Sono un ragazzo attivo, con il suo caratte, non Debole, ma molto buono e credo che questa caratteristica, la bontà , mi abbia portato ad annullarmi.per gli altri.
Ecco la situazione in breve.
Da quando non ho più la morosa, ( qualche anno) , esco con dei miei vecchi amici con i quali mi sentivo bene,nel gruppo ero un po’ un leader, non si faceva nulla se io non dicevo la mia, e in certe cose venivo anche imitato.
Le serate le passavamo a ridere e scherzare e stando con loro mi dimenticavo di tutti i miei “ problemi”.
Questo è andato avanti per anni, per tanto tempo ho sopportato le paranoie di qualcuno, ( mi scaricava addosso tutti i sioui pensieri), ho sopportato l’amorfismo di altri che non vogliono stare nei locali dove ci sono tutti i giovani , quasi come se ne avessero paura , e per causa loro abbiamo evitato i locali più frequentati e ci siamo tirati fuori dalla possibilità di conoscere delle ragazze.
Ho sopportato persone chiuse con l’altro sesso, che considerano “ troie” tutte le ragazze che sono un po’ sveglie, altri tarpavano e tarpano tuttora le ali, cercando di demoralizzarti in ogni cosa che fai , scoraggiandoti perché credo che tenendomi li si sentono più sicuri.
Mi sono giocato delle opportunità con delle ragazze anche per causa loro, mi spiego, il continuo tartassamento che ho avuto, di paranoie , insicurezze e di cavolate, mi hanno fatto avere atteggiamenti strani.
Ho subito un lavaggio del cervello credo!!!! Credo che in questa compagnia si sia formato una sorta di “ nido” dove tutti stanno bene e tutti devono essere uniti e isolarsi dal mondo.
Non la vedo una cosa giusta, perché così facendo non si migliora anzi si regredisce, e dopotutto mica le ragazze sono attratte da chi è così chiuso!!!
Non uscire più con loro mi spiacerebbe perché sono ragazzi di cuore in fondo, ma credo sia giusto pensare un po’ anche a se stessi .
Sono uscito con un altro mio amico tempo fa , diverso dagli altri, ed ho notato che delle ragazze erano più interessate a me ed ho riscoperto che ci si diverte anche senza fare gli scemi.
Purtroppo questa mia “spalla” è stra fidanzato e non posso fare affidamento su di lui, me la devo vedere da solo! devo scrollarmi di dosso
Le paranoie e le paure che mi hanno messo addosso e vivere la vita! SBAGLIO?
Quindi per due sere ho provato ad uscire da solo, ma ho avuto delle difficoltà, mi sentivo un po’ a disagio.( magari col tempo supererò il disagio)
Cosa mi consigliate
risposta:
Salve xxxxxxx
Ho letto con attenzione la tua e-mail e, come spesso capita con le persone sveglie, le risposte ad alcune domande che ponevi le avevi trovate già da solo.
Sai cos'è l'assertività? Si tratta della capacità di affermare il proprio pensiero e la propria volontà, senza lasciarsi condizionare dagli altri. Il fatto che tu sia "buono" non significa che tu debba fare il missionario a tutti i costi, accollandoti sempre e comunque i problemi dei tuoi amici. E' questione di forma. Puoi essere assertivo pur restando buono, ma essere buono non significa rinunciare ai tuoi desideri, devi solo trovare la forma più giusta per esserlo, e questo è un compito che puoi assolvere solo tu, perchè sei tu che conosci i tuoi amici e sai dunque qual è il modo migliore per rivolgerti a loro. Non dimenticare il periodo in cui eri un "leader". Certe caratteristiche non si perdono col tempo. Ora sei solo un pò più insicuro perchè hai perso la tua ragazza, ma quelle qualità che ti facevano imporre agli altri come uno da imitare sono ancora dentro di te. Probabilmente la tua tendenza a essere visto dagli altri come qualcuno sul quale fare affidamento per scaricare i propri problemi dipende anche da atteggiamenti che tu hai usato nei confronti del tuo gruppo. Forse questa tua tendenza c'era anche prima, ma dopo aver perso la ragazza è venuta fuori maggiormente, e, credo, non tanto perchè tu hai la vocazione del "buono scemo", ma perchè avevi un pò di paura di restare solo, di perdere anche i tuoi amici, sentivi cioè il bisogno di avere qualcuno intorno che avesse bisogno di te. Se è vero che hai caratteristiche da leader, devi solo usarle, saranno gli altri a seguire te, e se ai tuoi vecchi amici non andrai più bene, ne troverai altri. Di solito, quando all'interno di un gruppo si tende a bloccare le iniziative dei singoli membri, ciò accade perchè si ha paura del cambiamento. Il perchè di tale paura è da ricercare all'interno dei singoli gruppi, io non conosco il tuo quindi da questo punto di vista non saprei aiutarti. Mi pare molto acuta, comunque, la tua analisi del gruppo come "nido". In effetti, i gruppi possono funzionare in tanti modi. Il gruppo ha una propria mentalità, diversa da quella dei singoli elementi che lo costituiscono. Talvolta queste "mentalità" possono assumere degli aspetti disfunzionali, creando dei circoli viziosi per uscire dai quali le singole persone devono faticare. Puoi provare a trasformare il circolo vizioso in virtuoso immettendo nel gruppo i tuoi pensieri, senza paura di essere "tarpato", cioè essendo più assertivo. Una delle caratteristiche dei gruppi, come tu stesso notavi, è la tendenza alla regressione. All'interno di un gruppo vengono fuori debolezze che da soli tendiamo a tenere sotto controllo. Un gruppo aperto, dinamico, disponibile ad accogliere elementi esterni è sicuramente più proteso al miglioramento di un gruppo chiuso, statico. Ti sei chiesto se vale la pena continuare a mantenere questo stato di cose? Cioè, pensi che te la sentiresti di rischiare di perdere qualche "pezzo" del gruppo per seguire le tue aspirazioni? Secondo me, tentar non nuoce. Non è necessario smettere definitivamente di vederli, dovresti solo fare la strada che senti tua. Qualcuno ti seguirà, altri no, pazienza. Non sbagli affatto quando dici che devi vivere la tua vita. Se non pensi in continuazione a questa situazione, poi, vedrai che tutto accadrà spontaneamente e ti accorgerai, dopo, che era molto più facile del previsto. Il mio consiglio è dunque di andare avanti per la tua strada, senza creare "strappi" irreparabili col tuo gruppo, magari affrontando l'argomento anche con loro, ma non aver paura di mettere i tuoi bisogni davanti a quelli degli altri. |