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i sogni: correlati fisiologici, grammatica e punteggiatura, elementi per l'interpretazione
02/02/2008 - terza parte: elementi per l'interpretazione
interpretazione dei sogniDopo i luoghi comuni di cui ho parlato nella prima parte dell’articolo, connessi più che altro ai correlati fisiologici del sogno, vorrei ora smentirne degli altri relativi al loro versante psicodinamico. Non è vero, per esempio, che durante il sonno si sia “instupiditi”, incapaci cioè di comportamenti logici né di azioni volontarie. Siamo infatti capaci di azioni chiare e piene di significato anche quando dormiamo. Le videoregistrazioni dei soggetti sperimentali osservati nei laboratori del sonno, mostrano come le persone che dormono sono capaci, per esempio, di reagire a semplici stimoli disturbanti in modo da neutralizzarli efficacemente, e tutto ciò continuando a dormire. Un altro esempio di tali azioni è il “sonnambulismo”, argomento che approfondirò in un articolo successivo. Un altro luogo comune privo di fondamento è che gli “incubi” siano dei perturbatori del sonno. Come già spiegato nella seconda parte dell’articolo, tutti i sogni sono sogni di comodità, il cui compito principale è custodire il sonno, permettendo al sognatore di continuare a dormire, e ciò vale anche per quei sogni che negano apparentemente tale principio.
Alcune semplici istruzioni per ricordare i sogni.
Molte persone si lamentano di “non sognare”. Da quanto detto nelle due precedenti parti di questo articolo dovrebbe risultare chiaro che tutti siamo capaci di sognare, anzi, salvi i casi di specifici disturbi del sonno, tutti lo facciamo. Di conseguenza, l’affermazione di “non sognare”, o non esserne capaci, dovrebbe essere corretta in qualcosa di più simile a “non sono capace di ricordare i miei sogni”.
Come già spiegato, i sogni sono pensieri, e, come tali, soggetti agli stessi meccanismi di dimenticanza, o “oblio”. La prima parte dell’articolo spiega le ragioni fisiologiche dell’oblio dei sogni, la seconda quelle psicologiche. Qui posso aggiungere che Freud, in anticipo di circa mezzo secolo su quanto la moderna ricerca fisiologica sui sogni ha concluso, stabilì che quando si ha l’impressione, al risveglio, di aver sognato molto durante la notte, ma di tutti quei sogni non si ripresentano alla memoria che pochi frammenti sparsi, la verità è la prima, ed è stata la censura a cancellare il resto dei sogni che non si ricordano. Egli spiegava tale dimenticanza come ultimo tentativo della censura di impedirci il ricordo dei sogni, quindi l’accesso ai pensieri latenti che li determinano, fungendo in questo caso da “resistenza”. Tale considerazione si fonda sul principio, valido anche per i pensieri della veglia, secondo il quale non ricordiamo ciò che “non vogliamo” ricordare per un motivo non immediatamente accessibile alla coscienza.
Se si chiede a qualcuno di raccontare ripetutamente lo stesso sogno, raramente verranno usate le stesse parole. Questa era, secondo Freud, la prova definitiva che la rievocazione del sogno è in realtà un processo psichicamente determinato, non oggettivo, e orientato dalla censura all’impedimento della rievocazione. Se però ci sono alcune parti del sogno sulle quali ci si sofferma, o si hanno maggiori dubbi, soprattutto se vengono ritenute le meno importanti, è con ogni probabilità dietro a queste che sono celati i significati più importanti del sogno dal punto di vista emotivo. Se al dubbio su un elemento si aggiunge anche la considerazione che in fondo non era nemmeno poi tanto importante, allora si può esser certi che dietro quell’elemento si nasconde un importante contenuto dei pensieri latenti che hanno determinato il sogno. L’oblio dei sogni sarebbe quindi l’esito di tale processo psichico, e non una semplice dimenticanza.
Per quanto possa sembrare banale, è utile sottolineare che il momento migliore per ricordare i sogni è proprio il risveglio, se è poi immediatamente successivo al sogno, il ricordo sarà pressoché perfetto (vedi la prima parte dell’articolo). A volte, appena svegli abbiamo l’impressione di ricordare perfettamente il sogno che abbiamo avuto la notte precedente, ma se lasciamo passare alcune ore, quando cerchiamo di richiamarlo, noteremo che quanto eravamo convinti di sapere è gradualmente svanito. Per esperienza personale, posso affermare che il modo migliore per ricordare un sogno anche dopo alcuni giorni è “ripeterlo” mentalmente subito dopo il risveglio, esattamente come si fa con una lezione scolastica o universitaria appena ascoltata dal professore, riviverlo cioè, “ripassarlo” almeno una volta.
Ma il modo migliore per ricordare i sogni resta quello di interessarsi all’argomento. Freud stesso lo aveva già dedotto durante la prima stesura “dell’Interpretazione Dei Sogni”. Prestare attenzione in generale all’argomento “sogni”, e in particolare ai propri, ne facilita indubbiamente il ricordo. Ancora una volta posso confermare tali considerazioni per esperienza diretta. Tra le stesure delle diverse parti di questo articolo ho infatti sospeso temporaneamente il mio interesse verso l’argomento per seguire altri impegni. In tali periodi di intermezzo ho notato che i ricordi che avevo dei miei sogni diminuivano in quantità e qualità, per tornare a essere più completi, dettagliati e vividi quando ricominciavo a scriverne. Segnalo infine una tecnica specifica per migliorare la capacità di ricordare i propri sogni. Non l’ho provata personalmente, ma, se dovessero fallire i suggerimenti di cui sopra, si può sempre tentare: la tecnica consiste nell’appuntare, ogni mattina, immediatamente dopo il risveglio, prima di fare qualsiasi altra cosa, i primi pensieri che ci vengono in mente. Mettete quindi un blocco note e una penna, o un registratore, se preferite, sul comodino prima di andare a letto. Dopo alcuni giorni o poche settimane al massimo dovreste riuscire a ricordare i sogni fatti la notte precedente con meno difficoltà. Tale tecnica richiama da vicino quella delle “libere associazioni”, di cui parlerò nel seguito di questa parte dell’articolo, e sulla quale è fondata la psicoanalisi.
Alcune semplici istruzioni per interpretare i sogni.
Interpretare un singolo sogno può richiedere molti tentativi, e per arrivare a interpretare completamente un sogno è necessaria molta esperienza, tenendo sempre in considerazione che in realtà non si può mai esser certi di averlo interpretato fino in fondo. Anzi, Freud stesso ammetteva che durante l’interpretazione di una consistente quantità di sogni, si arriva a una sorta di punto nel quale sembrano aggrovigliarsi confusamente molti e indefinibili pensieri onirici, ciò che egli chiamava “ombelico del sogno”. Per questi e altri motivi, le indicazioni per l’interpretazione dei sogni che darò riguarderanno solo i propri sogni, poiché interpretare i sogni altrui senza un’adeguata formazione teorica e pratica può essere controindicato sia per il sognatore che per l’interprete. Non è inoltre da sottovalutare il vantaggio che ne consegue, e cioè che più si conoscono i propri sogni e più diventa facile interpretarli, poiché tramite essi conosciamo meglio noi stessi, la nostra personalità e anche il nostro inconscio, che non è affatto poco, quindi i contenuti ci diventano più familiari con l’esercizio, ma commetteremmo un grave errore se generalizzassimo e cominciassimo a interpretarli automaticamente, sempre in virtù dei principi sul funzionamento dei sogni che ho già esposto. Imparare a interpretare i propri sogni, dunque, risulterà nella peggiore delle ipotesi un buon esercizio introspettivo.
Innanzi tutto bisogna lasciare che la descrizione del sogno segua le parole spontanee con le quali si comincia a raccontarlo, poiché la formulazione verbale del sogno è essa stessa un brano della rappresentazione onirica. È meglio inoltre cominciare con le “libere associazioni” sempre dagli eventi del giorno precedente che hanno dato spunto al sogno. Si parte dagli elementi del sogno manifesto e si registrano tutti gli altri elementi che incidentalmente vi si congiungono. Sono proprio gli elementi del contenuto manifesto apparentemente meno importanti quelli che creano i collegamenti più significativi con gli elementi sottostanti del contenuto latente. Freud suggeriva di cominciare l’interpretazione proprio da quelle parti descritte dal sognatore come meno importanti, sulle quali mostra maggiori resistenze o maggiori dubbi e cambiamenti di termini usati per la descrizione. Quando, nel ricordo ripetuto di un sogno, emerge una parte prima dimenticata, con ogni probabilità quella è la parte più importante, ai fini dell’interpretazione, del sogno stesso. Un’incongruenza nel racconto di un sogno è un ottimo indicatore di un punto di partenza per l’interpretazione, come accade per esempio nel film “Matrix”, quando, nella realtà virtuale in cui i protagonisti sono proiettati, un “déjà vu” indica un’imperfezione del programma che gestisce tale realtà, che potrebbe essere paragonata a un sogno controllato.
Una regola fondamentale, come per altro già detto, che tornerà molto utile nell’interpretazione dei sogni, è che il tema sottostante alla maggior parte dei sogni nelle persone adulte è quello sessuale, poiché nessuna pulsione è mai stata repressa durante l’infanzia in noi tutti come quella sessuale, quindi è quella di cui rimane nell’inconscio il maggior numero di desideri insoddisfatti, i quali approfitteranno di ogni distrazione della coscienza per riemergere.
Un’altra importante regola da ricordare è che, come sosteneva Freud, nel sogno ha luogo una totale trasmutazione di tutti i valori psichici, cioè le cose meno importanti vengono rappresentate come le più importanti e viceversa, perciò è indispensabile un accurato lavoro di interpretazione per comprenderne i reali pensieri sottostanti. A volte, inoltre, i sogni rappresentano un pensiero raffigurandolo, per contrasto, col suo esatto opposto. Tutti i sogni della stessa notte sono di norma determinati dallo stesso insieme di pensieri. L’essere staccati l’uno dall’altro, e l’ordine nel quale si presentano, ha un significato che può emergere dalla interpretazione, ma una regola generale è che la censura si allenta man mano che si fanno più sogni nella stessa notte, cioè il primo della serie sarà quello sul quale il lavoro onirico avrà esercitato la sua maggiore azione, mentre l’ultimo sarà quello il cui contenuto manifesto somiglierà di più al contenuto latente.
Di solito, infine, in ogni sogno è presente una sorta di centro, una parte ritenuta più importante delle altre: è in essa che normalmente avviene l’appagamento del desiderio.
Talvolta gli interpreti dei sogni alle prime armi pensano di aver risolto un sogno quando riescono a spiegarlo individuando le associazioni tra gli elementi manifesti del sogno e quelli latenti, ma Freud diceva che spesso c’è un secondo livello di interpretazione, un livello superiore, al quale è più difficile arrivare, ed è proprio quello dei desideri repressi provenienti dall’inconscio.
Introduzione alla tecnica delle “libere associazioni”.
E’ il metodo terapeutico normalmente usato nella psicoanalisi ortodossa, e consiste nel chiedere al paziente, o a sé stessi nel caso dell’autoanalisi, di comunicare qualsiasi cosa gli venga in mente, poi altro, poi ancora, finché si formeranno delle associazioni, libere, appunto, poiché composte da elementi che sono (solo apparentemente) incoerenti tra loro. Si può fare chiudendo gli occhi o meno. Quando l’analista ha raccolto una sufficiente quantità e qualità di questi elementi, propone una sua interpretazione psicodinamica del loro significato. Tale interpretazione darà luogo a un’altra serie di pensieri da parte del paziente, che l’analista chiederà di continuare ad associare ad altri pensieri che emergeranno spontaneamente alla sua coscienza, e così via. A volte il paziente proverà delle difficoltà nel continuare ad associare liberamente i suoi pensieri, in questo caso si parla di “resistenze”, che hanno un importante valore dal punto di vista psicoanalitico, poiché è normalmente dietro le resistenze che si nasconde il materiale psichico più significativo ai fini della interpretazione. Bisogna chiarire che per “resistenza” in psicoanalisi si intende qualsiasi cosa che disturbi la continuazione del lavoro. L’obiettivo è quello di raggiungere il nucleo originario dei pensieri che generano il disagio o la psicopatologia nel paziente, il quale, trovandovisi finalmente davanti, potrà dare inizio a un graduale processo di guarigione tramite una sana “elaborazione” e la corretta “integrazione” dei pensieri stessi. Il sogno e la sua interpretazione sarebbero per Freud la migliore forma di applicazione di questa tecnica.
Sogni tipici.
Con questo argomento ci avviciniamo alla simbologia onirica vera e propria. I “sogni tipici” prendono questo nome perché basati su elementi simbolici “tipicamente” usati da molte persone per rappresentare solitamente le stesse cose. Freud decise di elaborare il sistema dei sogni tipici come metodo ausiliario di interpretazione dei sogni, laddove il metodo principale, quello delle libere associazioni, non poteva essere usato, per esempio nel caso in cui non si disponeva della presenza del sognatore. Ho già accennato ad alcuni sogni tipici nella seconda parte dell’articolo; in questa parte ne sarà approfondita la spiegazione e ne saranno esaminati degli altri.
Uno dei sogni tipici descritti da Freud è il sogno di imbarazzo per la propria nudità, spesso accompagnato dall’indifferenza delle altre persone presenti nel sogno, quando si vorrebbe fuggire o nascondersi ma ci si scopre vittime dell’impotenza nel fare entrambe queste cose, provando pena e vergogna. Alla base del caso in cui non si provi vergogna sarebbero ricordi infantili, l’unico periodo della nostra vita in cui siamo visti nudi da altri, anche estranei, senza provare nessun imbarazzo. Secondo Freud i sogni di nudità sono sogni di esibizione. Il caso in cui si prova vergogna è di più difficile interpretazione. Di solito in esso interviene la rimozione, e la sensazione penosa sarebbe il risultato del rifiuto della censura del contenuto esibizionistico del sogno, e ciònondimeno nel sogno rappresentato. Un significato spesso presente intrinsecamente in questo tipo di sogno è il conflitto di volontà, il No, reso tramite lo scontro tra le volontà dell’inconscio e dei suoi ricordi infantili e della censura che vorrebbe impedirne la rievocazione. Il sogno della partenza è legato al tema della morte. Perdere il treno, o un altro mezzo di trasporto, è invece spesso una consolazione che tempera l’angoscia della paura della morte, un modo per consolare il sognatore tranquillizzandolo che non morirà.
Il sogno tipico forse più diffuso è il sogno d’esame. In questo sogno ci si ritrova normalmente in una situazione in cui bisogna sostenere un esame o una prova importante. Di solito si tratta di un esame già sostenuto nella realtà, e altrettanto solitamente nella realtà già superato. Nel sogno, invece, tale esame risulta particolarmente difficile se non impossibile da superare. La normale reazione al risveglio dal sogno d’esame è ricordare, con grande sollievo, che l’esame del sogno è già stato sostenuto e superato nella realtà. L’angoscia che si accompagna al sogno d’esame, che di solito si ha in prossimità di una prova simile cui ci si sta per sottoporre nella realtà, e con la possibilità, in caso di fallimento, di fare una brutta figura, viene scelta tra quelle in cui in passato siamo incorsi realmente, e che però sono risultate ingiustificate, poiché la prova venne superata, rendendo infondata l’angoscia stessa. Come dicevo, il sogno d’esame si verifica di solito quando la vita ci sottopone a un esame, una prova, una importante responsabilità. È un modo per tranquillizzare il sognatore, in quanto gli offrirebbe una forma di consolazione, ricordandogli come in altre occasioni abbia provata la stessa angoscia per delle prove che temeva, poi superate brillantemente, suggerendogli quindi di non aver paura; è sostanzialmente un sogno di fiducia in noi stessi, di incoraggiamento. Dal punto di vista interpretativo, secondo Freud in questi casi vengono in noi rievocati i timori di fallimento e di conseguenti punizioni tipici dell’infanzia, come nel caso della disubbidienza all’autorità dei genitori. L’analisi a un livello più profondo indicherebbe la presenza, nel contenuto latente, di un rimprovero verso noi stessi, che, nonostante il tempo e l’età, ci dedicheremmo ancora a queste “ragazzate”, dietro alle quali, ancora una volta, si celerebbero ripetizioni di atti sessuali reprensibili, come la masturbazione. Personalmente posso citare un sogno d’esame che ricorre ogniqualvolta devo affrontare una prova che ritengo particolarmente importante. In questo sogno mi vedo proiettato indietro nel tempo, al momento in cui mi mancavano ancora tre o quattro esami alla laurea, e sono particolarmente preoccupato perché non riesco a reperire il materiale necessario per prepararli. Ovviamente nella realtà non è successo niente di tutto questo.
Il sogno di controdesiderio è invece un sogno nel quale ci si nega qualcosa che si desidera. Le cause possono essere molteplici: una è quella di voler dar torto a tutti i costi all’analista, dimostrandogli con un sogno di controdesiderio che le sue conclusioni sui sogni, e cioè che rappresentano l’appagamento di un desiderio, sono errate, quindi, in realtà, in un certo senso anche questi sono sogni di desiderio. Un’altra riguarda la sfera delle pulsioni. Nella costituzione sessuale di molte persone, esiste una componente masochistica che è il risultato della trasformazione nel suo opposto della componente aggressiva, sadica. In questo caso si parla di “masochismo ideale”, dato che le persone che ne sono portatrici provano piacere nell’umiliazione e nella sofferenza psicologica più che in quella fisica. Anche in questo caso, nonostante i sogni possano essere angosciosi, si ritrova il criterio del sogno come appagamento di un desiderio, anche se quello della sofferenza.
Il sogno della morte di persone care, solo quando accompagnato da dolore, significa il suo esatto contrario, cioè il desiderio che quelle persone muoiano. Potrebbe anche essere successo che una sola volta, nell’infanzia, si sia sinceramente augurata la morte a quelle persone. Per quanto detto finora sui meccanismi del sogno, dovrebbe essere chiaro come tanto basti per giustificare questo sogno tipico. Ciò è particolarmente vero per quanto riguarda i sogni dei bambini in cui muoiono i fratelli minori, verso i quali, secondo Freud, vi sarebbe molta più ostilità di quanto la nostra morale di adulti sia disposta ad ammettere. Un altro sogno tipico cui ho già accennato è il sogno di stare sognando, quando, cioè, si ha l’impressione netta, nel sogno, che si sia appena finito di sognare, pur continuando a sognare. Questo sogno è di norma diviso in due parti, nella seconda delle quali si produce la considerazione che ciò che è accaduto nella prima in fondo “è solo un sogno”. È un sogno tipico abbastanza raro, personalmente, che io ricordi, l’ho avuto una sola volta. Dal punto di vista interpretativo, Freud concludeva che l’obiettivo della considerazione “è solo un sogno” è di sminuire ciò che si è sognato appena prima. Tornando al principio imprescindibile per il quale il sogno è la rappresentazione di un desiderio appagato, ciò che si continua a sognare nel sogno di stare sognando, dopo l’impressione del risveglio, è ciò che il desiderio del sogno vuol porre al posto della parte eliminata nella prima parte del sogno, quella che viene successivamente svalutata. È lecito supporre che il desiderio, in questo caso, consista nel fatto che ciò che è raffigurato nella prima parte del sogno non sia mai accaduto. La funzione di custodire il sonno è in questo sogno tipico ancora più evidente che negli altri sogni. Quando infatti si propone alla coscienza un sogno ansiogeno, la censura le dice di lasciar perdere e di continuare a dormire, tanto “è solo un sogno” e non vale la pena svegliarsi per quello. Da queste premesse Freud giunge alla conclusione che durante il sonno e il sogno siamo sempre perfettamente consapevoli di stare dormendo e di stare sognando.
Un particolare sogno tipico, infine, è l’incubo. L’incubo rappresenta il caso estremo di sogno d’angoscia. Quando in un sogno la quota d’angoscia raggiunge livelli insopportabili, ecco che la censura ordina alla coscienza di risvegliarsi, soprattutto quando vede come inevitabile la conclusione del sogno. In questo caso si tratta di un desiderio il cui appagamento sarebbe troppo ansiogeno, e, del resto, la censura non ha le difese necessarie e sufficienti per deformarlo al punto da renderlo sopportabile. Qualcosa di simile accade anche durante la veglia con alcuni sintomi psicopatologici. Non è del resto improbabile incontrare un’alta percentuale di soggetti affetti da psicopatologie tra le persone che soffrono normalmente di incubi.
La simbologia onirica.
Prima di passare alla descrizione dei simboli onirici è necessario premettere che la simbologia è sempre relativa. Determinati elementi presenti nel contenuto manifesto di un sogno corrispondono di norma a determinati elementi presenti nel contenuto latente dello stesso, ma, come per ogni regola, esistono delle eccezioni anche in questo caso. Bisogna infatti tenere in considerazione due aspetti: a) il contesto culturale e b) la personalità di chi sogna. I sogni attingono a piene mani dalla cultura popolare del sognatore, dai modi di dire di quella particolare cultura, dalla lingua, dai proverbi, dalle leggende, dalle battute e dal folclore locale in genere. Un simbolo onirico che in una cultura significa normalmente una cosa, in un’altra ne potrà significare tutt’altra. La simbologia dei sogni elaborata da Freud risente pesantemente, come ci si potrà rendere conto andando avanti nella lettura, di questo aspetto. Per quanto riguarda invece il secondo aspetto, bisogna ribadire che non sono mai esistite, e con ogni probabilità non esisteranno mai, due personalità identiche in tutto il mondo. Ciò vuol dire che, seppure di poco, lo stesso simbolo onirico, sognato da due o più persone anche appartenenti alla stessa cultura, potrebbe non necessariamente significare la stessa cosa per tutte le persone che lo sognano. Non si può interpretare obiettivamente un sogno senza tenere in considerazione questi due aspetti. Sottovalutarli sarebbe un grave errore, anche quando possiamo essere sicuri che un simbolo che abbiamo sognato significhi inequivocabilmente una certa cosa. La regola forse più importante da ricordare nell’interpretazione dei sogni, è che non bisogna mai dare niente per scontato.
Di seguito elenco i simboli onirici così come sono stati elaborati da Freud in base alla sua vasta esperienza:
Imperatore e imperatrice, re e regina, militari, autorità in genere o personaggi molto importanti di solito rappresentano i genitori, mentre principi e principesse i figli.
L’organo genitale maschile, il pene, è di solito rappresentato da diversi simboli: tutti gli oggetti allungati, come bastoni, o acuminati, come coltelli; il cappello da donna; la cravatta, oltre che per la forma, anche per la possibilità di scegliere quella che piace di più, come in realtà si vorrebbe fare col pene (uomini che usano spesso questo simbolo in sogno nella realtà ne fanno sfoggio e talvolta ne sono dei collezionisti); arnesi e strumenti di lavoro in genere per la loro infaticabilità e potenza; paesaggi, soprattutto se presenti ponti o montagne boscose; animali di forma allungata o oblunga, soprattutto il serpente; il naso, che infatti viene spesso raffigurato come peloso; il numero tre; persone; la cappella di una chiesa; l’ombrello, per il suo modo di aprirsi; i bambini, per il modo in cui spesso ci si riferisce loro con vezzeggiativi. Bisogna aggiungere che rappresentazioni in sogno di demoni o personaggi cattivi con mantello e cappuccio hanno di solito natura fallica; oggetti che si allungano all’infinito rappresentano l’erezione; picchiare un bambino o lavarlo o comunque toccarlo è masturbazione; il vaso è in generale un simbolo maschile.
L’organo genitale femminile, la vagina, è di solito rappresentato da paesaggi o da una montagna, come simbolo del “monte di venere”. Stretti sentieri contornati da case, o sentieri viscidi, rappresenterebbero la vagina nei sogni femminili a contenuto erotico. L’utero è invece di solito rappresentato da oggetti cavi, case, navi e simili, e tutti i tipi di recipienti. La donna, la femminilità, sono rappresentate di solito dalla valigia, dalla scatola, dal legno o da una vallata.
Gli organi genitali, in generale, possono essere rappresentati dal volto, come conseguenza della trasposizione dal basso verso l’alto, ma anche da altre parti del corpo. “Sotto”, inteso come indicazione di direzione, si riferisce di solito ai genitali, “sopra” al volto, alla bocca e al petto. I parenti in generale significano organi genitali, più specificamente le sorelle i seni, i fratelli gli emisferi cerebrali.
La casa rappresenta di solito il corpo nella sua totalità, mentre le varie parti della casa i singoli organi. A volte singole parti del corpo sono rappresentate da singole parti della casa. Le stanze di una casa, soprattutto se descritte come “aperte” o “chiuse”, corrispondono a donne. La stanza da letto è la sposa; mura lisce sono gli uomini, infatti nell’angoscia di alcuni sogni talvolta ci si aggrappa alle “sporgenze” delle case; tavole, imbandite o meno, e assi, sono, per contrasto, le donne. Tavola e letto insieme rappresentano il matrimonio. Passare, fuggire in mezzo a tante stanze è il concetto di “bordello” o “harem”, o, per contrasto, come appena detto, il matrimonio. Casse e ceste vuote di solito rappresentano il cuore.
Il rapporto sessuale può essere rappresentato dall’essere investiti, dal fare le scale, o dal pianoforte, perché la sua tastiera contiene una “scala”.
Nei bambini si riscontrano a volte sogni con due stanze che prima ne costituivano una sola: sarebbe il frutto della teoria infantile della “cloaca”, per la quale nelle bambine l’organo genitale femminile e l’ano costituiscono, prima della scoperta della loro separazione, un’unica cavità, un unico organo; pareti lisce, o facciate di case dalle quali ci si cala o sulle quali ci si arrampica, talvolta con angoscia, rappresentano il ricordo dell’arrampicamento del bambino sui genitori o su persone che lo assistevano.
Perdere i denti o estrarseli dalla bocca deriverebbe da uno stimolo dentario, non necessariamente doloroso. Nei sogni da stimolo dentario un atrio col soffitto a volta rappresenta la bocca, una scala il passaggio dalla faringe all’esofago. Di solito ci si estrae il dente dolente da soli, mentre se lo fa un dentista o qualcun altro è evirazione. I sogni da stimolo dentario nelle donne a volte significano parto, perché in entrambi i casi si concludono con l’estrazione di qualcosa dal proprio corpo.
L’evirazione è di solito rappresentata da calvizie, taglio di capelli, perdita di denti o decapitazione. La presenza di più o molteplici simboli fallici rappresenta la difesa contro l’evirazione, lo stesso per le lucertole, la cui coda, se tagliata, ricresce. L’accecamento, ovviamente, considerato il mito di Edipo, è l’evirazione.
Soprabito e simili rappresentano il preservativo.
Quando si vola, si cade, ci si libra in aria, si nuota e così via si tratta di solito del ricordo di giochi di movimento che si facevano da bambini, ma in questo caso è tutto molto relativo al sognatore; se è presente o si fa riferimento a un uccello, nei maschi, il significato diventa chiaro, specie se si tratta di un bell’uccello e si prova piacere durante il volo. Volare deriverebbe anche dalla sensazione data dall’alzarsi e abbassarsi dei polmoni durante la respirazione e dalla contemporanea diminuzione della sensibilità cutanea del torace durante il sonno.
Cadere è spesso accompagnato da angoscia. Il sogno di cadere dall’alto dipenderebbe dal fatto che la sensibilità cutanea alla pressione, abolita nel sonno, si fa nuovamente cosciente quando ci cade un braccio e rimane pencolante, oppure quando un ginocchio piegato si raddrizza bruscamente. In questi casi l’eccitamento derivante passa nella coscienza e si tramuta nel sogno di cadere. È ciò che accade per esempio quando sogniamo di stare cadendo e ci svegliamo impauriti poco prima di toccare il suolo, e ci accorgiamo che proprio in quel momento stiamo compiendo un movimento di ritrazione di un braccio o di una gamba. Nelle donne cadere significa spesso cedere a una tentazione erotica, che le fa infatti diventare donne “cadute”.
Acque schiumeggianti rappresenterebbero lo stimolo vescicale, quindi il bisogno di orinare; lo stesso dicasi per l’acqua in generale e per la nave, il navigare e il nuotare. Bagnarsi rappresenterebbe l’enuresi, mentre grandi nuotate fatte con piacere sono spesso presenti in persone precedentemente affette da enuresi, e ricordano quindi un piacere cui si è rinunciato da tempo. Quando si sogna invece direttamente l’atto di orinare di solito significa polluzione.
Lo sperma rappresenta l’amnios; la pioggia sarebbe simbolo di fecondazione; una cassa (o “matrice”) sarebbe la dimora del bambino non ancora nato, quindi l’utero e il liquido amniotico insieme. Il “déjà vu” nel sogno è inequivocabilmente l’organo sessuale materno, in quanto di nessun altro posto al mondo si può affermare con assoluta certezza di esserci già stati una volta; sogni in cui si sta in ambienti umidi, bagnati, o si passa per corridoi strettissimi, sono fantasie sulla vita intrauterina e sul parto; uscire dall’acqua vuol dire nascere, ma anche, per contrasto, entrare in acqua; nella donna, salvare qualcuno, soprattutto dall’acqua, significa partorire.
Oro significa spesso feci, quindi stimolo intestinale, ma lo stimolo intestinale può essere rappresentato anche da strade fangose.
Sogni in cui si è inseguiti da animali feroci o si è minacciati con armi sono tipici di persone ansiose.
Gli animali feroci rappresentano anche gli impulsi passionali del sognatore o di altre persone che fanno il contenuto latente del sogno. Animali cattivi rappresentano il padre quando è temuto; più in generale, gli animali feroci rappresentano la libido, quando è temuta dall’io e combattuta attraverso la rimozione.
Il disturbo psichico, quando c’è, è spesso rappresentato nel sogno come una persona distaccata dal sognatore, a sé stante.
I numeri non sono mai calcoli, il lavoro onirico non fa calcoli, rappresentano quindi qualche altra cosa.
I discorsi e il loro contrario, sensati o meno che siano, sono sempre estrapolati dalla realtà, scomposti e ricomposti a piacere del lavoro onirico; elementi discorsivi indifferenti possono essere mutuati anche dalla lettura, ma tutti i discorsi che impongono attenzioni sono con ogni probabilità riproduzioni di parti di cose dette o ascoltate dal sognatore. Un discorso presente nel contenuto manifesto, chiaramente riconoscibile come tale, deriva senza possibilità di equivoco dal ricordo di un discorso presente nei pensieri del contenuto latente del sogno. Il discorso del sogno può anche essere l’insieme dei ricordi di più discorsi, e non di rado serve come semplice allusione a un episodio, presente anch’esso tra i ricordi del contenuto latente, in concomitanza del quale si è verificato il discorso ricordato.
Persone morte nei sogni rappresentano la realizzazione di frasi che cominciano col “se”, per esempio “se papà fosse ancora vivo” ecc. Il sogno usa la raffigurazione per tradurre questo “se” in immagini, e se in sogno constatiamo che la persona in questione è morta, quindi ci ribelliamo al sogno, è o una consolazione, nel senso che pensiamo che la persona in questione non deve più subire ciò che sta accadendo nel sogno, o una soddisfazione, nel senso che la persona in questione non può più immischiarsene, oppure semplicemente perché desideriamo la morte di una persona viva, come già detto parlando dei sogni tipici, ricordando sempre che il sogno non fa differenza tra fantasia e realtà. Se una persona viene vista prima come viva e poi come morta, o viceversa, o alternativamente, indica desiderio di indifferenza alla presenza in vita o morte della persona in questione; una regola è che se nel sogno c’è un morto, e non si dice chiaramente, il sognatore si sta paragonando al morto, sogna cioè la propria morte, e quando soggiunge improvviso il pensiero che quella persona è già morta, accompagnato da sorpresa, significa che il sognatore allontana da sé l’idea della propria morte, in un certo senso, cioè, la esorcizza.
Se la forma del sogno appare assurda, significa che tra i pensieri latenti che lo hanno generato è compreso quello del tipo: “è un’assurdità”, o: “è assurdo”; allo stesso modo vengono espressi i pensieri di critica, ironia e sarcasmo.
Se nel sogno è presente una apparente attività di giudizio, essa non è da ascrivere al lavoro onirico, ma significa che è presente nei pensieri latenti di cui il sogno è manifestazione.
I pazienti psicoanalitici che sognano l’intenzione di raccontare qualcosa al terapeuta, di regola incontrano forti resistenze nel racconto o addirittura spingono nell’oblio il ricordo del sogno.
Anche la presenza di una conclusione del sogno indica la presenza di una conclusione nei pensieri onirici.
Sogni voluttuosi nell’uomo possono essere determinati dall’accumulo di seme.
Un dolore localizzato causa di solito nel sogno l’idea di maltrattamenti, di attacchi di nemici o di ferite inferte in quel momento. Una lotta con animali selvaggi, per esempio, rappresenterebbe il risultato di uno stimolo doloroso durante il sonno.
Ritrovarsi nudi all’improvviso significa di solito aver perso la coperta.
L’avarizia rappresenta spesso la scarsa pulizia tipica dell’infanzia.
Colori vividi e immagini mosse sono solitamente determinati da stimoli visivi.
Varcare una soglia, lasciare un amico, lasciare un ambiente per entrare in un altro, partire, tornare a casa, rappresentano tutti il così detto “simbolismo della soglia”, cioè la rappresentazione, in sogno, del momento del risveglio, laddove esso avvenga mentre un sogno è ancora in corso.
Animali di piccola taglia o insetti nocivi rappresentano di solito bambini piccoli, nel secondo caso soprattutto se fratellini indesiderati; essere coperti da insetti spesso gravidanza. La gravidanza può essere rappresentata anche dal coito.
Destra e sinistra rappresentano etica, morale, immoralità o reato, ma sempre secondo la morale del sognatore.
Non raggiungere un mezzo, laddove l’interpretazione indichi chiaramente che il tema del sogno non è la morte (vedi sopra) significa differenza d’età incolmabile.
Il bagaglio che portiamo in viaggio rappresenta i peccati che ci opprimono, o i genitali di chi sogna.
In sogni in cui tutto ciò che è di un sesso viene rappresentato dell’altro si può celare il desiderio di invertire il proprio sesso.
Gli escreti del corpo possono sostituirsi a vicenda; se sono significativi, come lo sperma, vengono sostituiti da altri indifferenti.
Viaggiare con un mezzo per poi scenderne può significare alzarsi dal letto, ma anche congiungersi carnalmente (riferito al viaggio di nozze, quando si faceva ancora in treno).
Le ore della giornata simboleggiano spesso i periodi dell’infanzia.
L’inconscio è rappresentato da luoghi sotterranei, difficili da raggiungere.
La presenza di molte persone estranee nel sogno, in quanto antitesi usata dal lavoro onirico, significa di solito “segreto”.
In generale, i sogni con briganti o fantasmi, così come le relative paure prima di addormentarsi, che talvolta affliggono anche gli adulti, sono da ricondurre ai visitatori notturni che durante l’infanzia ci venivano a far visita per controllare se dormissimo, se stessimo facendo qualcos’altro, o se era necessario portarci in bagno o pulirci. In questi casi di solito ladri e simili rappresentano il padre, i fantasmi la madre, per via delle camicie da notte ampie e bianche (così come si usavano ai tempi di Freud).
Freud spiega in ultimo come spesso i suoi pazienti rappresentassero in sogno la psicoanalisi: essendo una forma di terapia nuova e ancora in gran parte misteriosa, essi la raffiguravano sotto forma di mezzi di trasporto complessi e sofisticati.

Enzo Artale
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BIBLIOGRAFIA
Freud S., L‘interpretazione dei sogni, Universale Bollati Boringhieri, Torino 2006.
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