la mamma del mio migliore amico |
"Se esiste il problema, esiste anche la soluzione." *
* Enzo Artale |
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data: 22/04/2010
domanda:
Buonasera, scrivo per ricevere due parole di conforto per iniziare a capire come devo comportarmi nella situazione in cui mi trovo. Da sempre, dall'infanzia, ho un migliore amico, siamo da sempre legatissimi e pure le nostre famiglie sono più che amiche. Sono sempre andato a casa del mio amico come uno di famiglia. Il problema sorge quando sua madre, donna piacente e sulla quarantina, comincia a lanciarmi occhiate inequivocabili e sguardi d'intesa. Io ho sempre cercato di evitare fino a che, circa due mesi fa, sono rimasto da solo in casa con lei e, non so come, mi sono lasciato andare e ci siamo abbracciati e baciati con passione. Poi è arrivato il mio amico (suo figlio) e, da allora, ho evitato di rimanere da solo con lei che, tuttavia, si è dichiarata "persa" di me. Io mi trovo in estrema difficoltà di fronte al mio migliore amico che mai sospetterebbe cosa è accaduto tra me e sua madre e di fronte al marito che mi ha sempre trattato come un figlio. Come convivere con questo imbarazzo e "colpa"? E come smettere di pensare a lei e farle smettere di pensare a me? Ringrazio per l'attenzione che la mia domanda riceverà.
xxxxxxxx
risposta:
Egregio xxxxxxxx
La Tua situazione, oggettivamente, non è facile. Sei combattuto tra il desiderio di mantenere l'amicizia e il desiderio verso la madre del Tuo migliore amico. Hai ceduto alle lusinghe di una donna verso la quale senza dubbio provi attrazione e ora sperimenti un conseguente, legittimo, senso di colpa causato dall'impressione di aver tradito la fiducia del Tuo amico. Se hai letto la pagina di approfondimento sulle consulenze, sai che compito di uno psicologo non è farsi carico di decisioni per conto dei propri utenti. In altre parole, sei Tu che devi decidere come comportarti, io Ti posso solo dare la mia "lettura" della situazione. Il modo più semplice per liberarsi dai sensi di colpa, per quanto banale possa sembrare, è parlarne con i diretti interessati. Se vuoi puoi anche chiamarlo "confessare". Per quanto concerne la possibilità di smettere di pensare a lei, posso solo dirti che quando qualcuno inventerà il metodo per smettere a comando di pensare a una persona verso la quale proviamo attrazione meriterà senz'altro il premio Nobel per la psicologia, che dovranno inventare apposta, dato che ancora non esiste. Ancora più difficile è riuscire a far smettere di pensare a noi a una persona terza. Forse mettere tra Te e gli eventi che Ti turbano un pò di distanza, sia fisica che temporale, potrebbe aiutarTi a trovare il necessario distacco per riconsiderare in termini più obiettivi e meno coinvolgenti la situazione. In bocca al lupo. |
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