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psicologia dello sviluppo
mi sento di troppo - 27/12/2010
domanda:
Ciao , mi chiamo xxxxxxx, ho xx anni e sono molto timido. Esco in un gruppo di 15-16 persone dove siamo io ed un altro di xx anni, e il resto hanno 1 o 2 anni in più. Alcuni di loro hanno la macchina e le sere, quando non c'èra scuola, andavamo a giro fuori paese. A causa del mio carattere parlo solo se sono interpellato da loro, altrimenti me ne sto zitto. Per questo motivo ho sempre avuto il sospetto di non essere gradito dalla compagnia, sopratutto per il posto che occupavo in macchina. Per un pò di tempo ho pensato fosse solo una mia impressione, finchè un giorno, in cui eravamo 6 per una macchina da 5 posti, dovevamo fare un breve tragitto per raggiungere un bar. Allorchè uno della compagnia se ne esce dicendomi "tu vai a piedi", allora io gli rispondo" perchè io?", e lui mi ribatte" perchè sei più piccolo e non parli", dopodichè io gli dico che non era lui a comandare ma quest'ultimo sembra non capire il concetto. La discussione continua su questi toni, finchè decidiamo di andare tutti a piedi.
Dopo questo episodio mi sento ancora di più "di troppo", ma comunque continuo a uscire ed essere portato a giro con loro. Finchè un giorno uno dei proprietari delle macchine, mi dice " noi non ti vogliamo più" e la persona dell'episodio precedente rincara la dose "fino a che non parlerai non potrai più tornare nelle macchine" allorchè io rispondo con un "tanto meglio" per non dargli la soddisfazione di farmi vedere dispiaciuto.
Da lì ad ora io non sono stato più portato a giro, tranne una volta che siamo andati al concerto di xxxxxxxxxxxx.
Adesso mi ritrovo senza sapere cosa fare, il pomeriggio esco sempre con loro, dato che non ho alternative, e il sabato sera rimango sempre da solo visto che loro se ne vanno in macchina( a parte rare occasioni in cui qualcuno rimane). Cosa posso fare per uscire da questa situazione? Spero che mi possiate dare una mano, ve ne sarei molto grato.


risposta:

Egregio xxxxxxx
Ti darò del "tu" dato che sei giovanissimo. Il tuo sembra all'apparenza un problema "pratico", che in realtà nasconde un importante risvolto psicologico. Restando sul versante pratico, la soluzione più semplice sarebbe quella di cambiare compagnia, ma se non affronterai anche l'aspetto psicologico ti sarà difficile realizzare questo cambiamento, ammesso che tu lo voglia, e poi il problema si ripresenterebbe entro poco tempo, e saresti punto e a capo. Tu sei convinto di essere timido, ormai lo dài per scontato e non tenti nemmeno di cambiare la situazione, di conseguenza parli poco, di conseguenza i tuoi amici hanno scarsa considerazione di te, di conseguenza tu ti convinci che ciò che dirai non andrà mai bene, di conseguenza la tua convinzione di essere timido si consolida, di conseguenza parli ancora meno ecc. ecc. Capisci quello che ti sto dicendo? Ti trovi immerso in un circolo vizioso, dal quale puoi tirarti fuori solo tu. Se ti convinci di non essere accettato dalla tua compagnia, trasmetterai questa convinzione involontariamente e inconsciamente anche ai tuoi amici che si comporteranno di conseguenza, e guarda che questo non vale solo per la situazione attuale, ma per tutte le relazioni sociali che intratterrai in futuro. Non so quale sia l'origine del circolo, ma a questo punto poco importa. So però quale potrebbe essere l'origine dell'interruzione di tale "avvitamento". Sai cos'è "l'assertività"? E' la capacità di dire ciò che pensi senza paura delle conseguenze. Ovviamente non tutto ciò che pensi può essere detto e non sempre, ma le cose opportune nel giusto contesto sì. Se riuscirai a diventare un pò più assertivo acquisterai fiducia in te stesso e, esattamente come per la timidezza, gli altri percepiranno la tua aumentata autostima e ti tratteranno di conseguenza. Ricorda però che le persone assertive sanno anche "argomentare" ciò che dicono, cioè difenderlo portando a sostegno delle loro idee motivi concreti e oggettivametne inattaccabili. Comincia a esercitarti subito a dire ciò che pensi ed essere pronto a difendere le tue idee, poi fammi sapere come va. In bocca al lupo.

domanda:
Grazie dell'attenzione e della risposta. Ho letto con molto piacere la sua analisi e i suoi consigli e li ho trovati azzeccati. In questi giorni ho provato ad avvicinarmi ai miei amici provando a rendermi partecipe alle loro iniziative. Tutti loro bevono alcolici, e qualche giorno fa mi sono lasciato andare anch'io ottenendo come effetto una maggiore scioltezza nel relazionarmi con loro, anche se poi l'effetto è svanito. Dopo questo episodio la loro stima nei miei confronti sembrava aumentata e vedevo uno spiraglio di luce, mi sentivo più considerato. Questo fino a ieri sera, quando eravamo in un locale e mi volevano convincere a bere di nuovo. Io non ho accettato visto che non mi andava, e loro mi hanno detto "Se non bevi la nostra stima nei tuoi confronti cala" e "Abbiamo bevuto tutti e tu fai l'asociale?".
Poi decidiamo di andare via e nel tragitto per il ritorno tutti cantavano tranne me, e questo ha provocato una reazione di rabbia da parte loro, sopratutto da una persona( che è sempre la solita dell'episodio del posto in più in macchina) che mi ha detto "Non sei degno di stare con noi".
A questo punto mi sembra di essere tornato all'inizio, non so cosa fare. Lei che idea si è fatto e cosa mi consiglia?


risposta:

Egregio xxxxxxx
Nella mia risposta precedente ho parlato di "assertività", non di adeguamento ai comportamenti altrui. Sono due cose ben diverse. Stare in un gruppo, di qualunque natura esso sia, presuppone la presenza di caratteristiche e interessi in comune, non tutti, ma almeno quelli più importanti. In pratica, ci si deve in un certo senso somigliare. Mi pare chiaro, a questo punto, che tu e il tuo gruppo non vi "somigliate" abbastanza. E' importante inoltre fare quello che fanno gli altri solo se si condivide veramente. Caratteristiche e interessi incompatibili possono essere forzati fino a un certo punto, ma andare oltre tale punto significa cambiare, e in questo caso significherebbe che quello che dovrebbe cambiare saresti tu, perchè loro sono di più e, mi pare, abbastanza compatti. Non c'è nulla di male nel modificare i propri comportamenti per essere accettato dagli altri, è assolutamente naturale e lo fanno quasi tutti, chi più chi meno. Sarebbe però pericoloso se tali modifiche fossero troppo profonde, poichè in tal caso si creerebbe quella che chiamiamo "dissonanza cognitiva" che, a lungo andare, potrebbe generare un malessere psicologico significativo. Se proprio vuoi continuare a frequentare questo gruppo o non hai alternative, una soluzione potrebbe essere avvicinarti di più a quei ragazzi che riconosci avere caratteristiche e interessi più simili ai tuoi. Più in generale, una cosa utile che potresti fare è guardarti intorno. Non credo che il gruppo che frequenti ora sia la tua unica possibilità di vita sociale. Ti assicuro che, se cerchi bene, troverai qualcun altro che la pensa come te, devi solo avere pazienza e non perdere nessuna occasione di conoscere e confrontarti con altre persone. In bocca al lupo.

domanda:
Ok, grazie mille e crepi il lupo.
xxxxxxx

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