data: 05/07/2010
domanda:
Salve. Faccio una premessa: non riuscirò ad essere esaustiva in questa mail, anzi; spero però almeno di riuscire a spiegare qualcosa del mio problema. Per il momento, non mi sembra solo di 'avere' un problema ma di 'essere' un problema. L'ambito in cui mi sento più profondamente ed irrimediabilmente sbagliata è quello delle relazioni sentimentali. Ho xx anni e non sono praticamente mai stata fidanzata. Ho avuto solo brevissime storielle, che duravano al massimo una settimana, a parte l'ultima che è durata xxx mesi (un record!). Il comune denominatore di tutte queste esperienze è stata la mia incapacità a comunicare con queste persone. E' come se fossimo rimasti sempre degli “estranei”; io non sono mai riuscita, per quanto ci abbia provato, a fidarmi abbastanza da entrare in confidenza con loro. Credo che questa sia la vera causa della breve durata delle relazioni. Un'altra cosa che mi capita con i partner è che a volte mi viene una specie di vera e propria fobia di mostrare interesse per loro: l'idea di far capire a questa persona che è importante per me mi sembra quasi impossibile,e mi provoca una fortissima ansia.Questo problema di comunicazione ce l'ho soltanto con il sesso maschile, (infatti ho sempre avuto amicizie femminili), e, anzi, in particolare con i potenziali o effettivi partner: se un uomo per qualche ragione è 'off limits' per me, capita che riesca ad instaurare un vero rapporto di confidenza ed amicizia con lui.
Sono una persona sotto certi aspetti ansiosa: ad esempio, mi capita spesso di soffrire di insonnia perchè di notte mi vengono pensieri molto forti e negativi che cominciano a tormentarmi e non mi abbandonano. Ultimamente un pensiero che mi viene spesso è che il tempo passa e io sono sempre più destinata a stare da sola. Spesso anche di giorno mi vengono dei pensieri strani, contorti, talmente strambi e bizzarri che non riesco nemmeno ad esprimerli a parole, oppure, quando ci provo, mi appaiono del tutto assurdi e strampalati, eppure nella mia mente mi appaiono logici e chiari nel loro profondo pessimismo. Spesso mi convinco di essere profondamente sbagliata dalla nascita e condannata all'infelicità da un destino crudele. Penso di avere una personalità drammatica e ansiosa. Non tutta la mia vita è stata sempre così 'nera', però specie ultimamente faccio davvero fatica ad essere spensierata e leggera. Ho la mente molto spesso occupata da questa fosca nube di pensieri
neri, cosa che tantissime persone che mi conoscono non direbbero mai, avendo io l'aspetto di una persona tutto sommato serena.
Mi piacerebbe riuscire ad occupare la mia mente in attività più produttive e creative, come un interesse, un hobby, eccetera; in realtà oltre al lavoro ho alcuni interessi, però evidentemente non abbastanza dato che mi rimangono tempo ed energie per far girare la mente in tondo su questa triste giostra. Vorrei liberarmi, vivere di più proiettata verso l'esterno, non sempre ripiegata su me stessa. Sono anche abbastanza narcisista, mi “piace” (o forse sarebbe più esatto dire che l'ansia mi spinge a) guardarmi allo specchio, anche molto a lungo. Un'altra cosa che faccio spessissimo è immaginare di 'guardarmi dall'esterno' mentre parlo e immaginare come mi vedono gli altri; mi rendo conto che a volte mi 'metto in posa' quando parlo con la gente come se fossi sotto l'occhio di una telecamera. Spesso poi immagino di fare determinati discorsi con le persone e come essi possono reagire a ciò che dirò o a come lo dirò; temo che tutte queste mie 'paranoie' contribuiscano a rendere poco spontanei ed immediati i miei dialoghi con le persone. Mi rendo conto che mi analizzo molto, che sono molto introspettiva (credo che anche da questa mail si capisca) e non so se questo sia un bene o uno svantaggio alla fine.
Sono abbastanza timida, soprattutto in determinate situazioni (ad esempio nell'esprimere le mie emozioni o sentimenti a un uomo che mi potrebbe interessare) mentre in altre situazioni sono una persona riservata, ma normale.
Tornando al problema delle relazioni affettive, credo che in parte la causa del loro fallimento sia il fatto che io ho timore a mostrare ai partner me stessa con i miei lati negativi ma tendo a voler dare loro un'immagine di me 'perfetta' (secondo un'idea mia di perfezione che faccio fatica a definire). Sono come bloccata in questo schema, non tiro fuori me stessa. A volte, ho proprio l'impressione di non sapere come è me stessa. Ho delle idee abbastanza confuse su molte cose, cambio idea spesso anche su temi come la religione o dove mi piacerebbe vivere, che lavoro mi piacerebbe fare, per cui a volte mi viene il bruttissimo pensiero di essere 'amorfa', di non avere una mia personalità e che questo contribuisca alla mia infelicità. A volte ho l'impressione di non riuscire a concepire in me delle sfumature ma di 'dover' essere o bianca o nera, senza vie di mezzo, senza debolezze. E' così triste vivere così a volte...poi ci sono periodi, anche lunghi, nei quali non penso a tutto ciò, vivo in maniera abbastanza serena pur nell'assenza cronica di un partner. Ecco, spero di essere riuscita seppur molto parzialmente a spiegarmi e di riuscire ad avere un'opinione, un consiglio, un'illuminazione... in questo periodo vivo veramente male. Grazie molte per la risposta.
xxxxxx
risposta:
Gentile xxxxxx
La situazione da Lei descritta, tutt'altro che poco esaustiva, non è infrequente. Nasce sostanzialmente dall'ansia, che si traduce, nei casi come il Suo, in dubbi, praticamente su tutto. Se poi si tratta di scegliere, il problema assume caratteristiche ancora più grandi. Se poi si tratta di una scelta importante, come quella di un partner, assume le dimensioni di una tragedia. Cosa accadrebbe se scegliesse un uomo di cui innamorarsi, ci si mettesse insieme, si lasciasse coinvolgere emotivamente in maniera totale, e poi, per qualche motivo, lo perdesse? Sicuramente sarebbe la fine di tutto, dell'amore, del mondo, dell'universo. Soprattutto a xxxxxxxxxxx anni! Una persona tanto vecchia non avrebbe di sicuro più nessuna occasione per rifarsi una vita, e allora è meglio lasciar perdere, evitare questi rischi, dando il meno possibile, restando chiusa sulla difensiva, rischiando lo stretto indispensabile, e talvolta nemmeno quello. Ironia (ma fino a un certo punto) a parte, ribadisco che il Suo è un problema d'ansia, come già aveva parzialmente compreso da sola. Orbene, può affrontarlo in due modi: a) affidandosi a uno psicoterapeuta in presenza, b) pensando alle cose peggiori che potrebbero accaderLe se facesse delle scelte sbagliate, in amore, in religione, in qualsiasi aspetto della vita, e rendendosi finalmente conto che 1) non è detto che debba fare per forza la scelta sbagliata, 2) che anche scegliendo male non c'è nulla di irrimediabile, 3) che la vita è una lunga catena di scelte, che nessuno le indovina tutte, e che rinunciare a scegliere significa rinunciare a vivere. Mi contatti di nuovo se lo ritiene opportuno. Cordiali saluti.
data: 08/07/2010
domanda:
Gentile Dottore,
la ringrazio molto per la sua risposta.
Effettivamente sono consapevole di essere una persona molto ansiosa e prova ne è che quando sono in vacanza o quando cambio ambiente anche per una sola giornata sto molto meglio e anche i pensieri tumultuosi si placano un po'.
Il problema è che non vivo in vacanza, e la vita me la devo vivere e costruire nella realtà quotidiana.
Quindi mi domando se secondo lei esistono tecniche per riuscire a rilassarsi e a non pensare, proprio a 'fermare' il pensiero per poter finalmente vivere di più e meglio .
Grazie
xxxxxx
risposta:
Gentile xxxxxx
Per rilassarsi non è necessario smettere di pensare. Le tecniche di rilassamento esistono, e sono molte, ma innanzi tutto bisognerebbe chiarire meglio qual è il Suo problema, magari con una diagnosi precisa. Facciamo così: intanto provi (se non lo avesse già fatto), il file mp3 in questa pagina del mio sito:
http://www.studiovirtualedipsicologia.com/combattereansia.html.
Se non dovesse funzionare, la soluzione più appropriata sarebbe quella di rivolgersi in prima istanza al Suo medico di base e spiegargli il problema esattamente come ha fatto con me. Anche in base al parere del medico, potrà poi prendere in considerazione di rivolgersi a uno psicoterapeuta in presenza. Può provare fin da ora a cercarne uno in questo sito:
www.servizipsicologici.com.
Se vuole, mi informi delle Sue decisioni.
Cordiali saluti.
data: 12/07/2010
domanda:
Gentile Dottore
ho provato a vedere il file dall'indirizzo che mi ha indicato ma il collegamento sembra non funzionare. C'è un altro modo per vedere questo file ?
Sinceramente spiegare questi miei problemi al mio medico di base è un po' imbarazzante. Forse potrei provare a rivolgermi direttamente ad uno psicologo, anche se cercarne uno a caso sarà un salto nel buio.
Grazie di tutto
xxxxxx
risposta:
Gentile xxxxxx
Il file in questione è un mp3, non si vede ma si ascolta solamente. Ho provato dal sito e funziona tutto, comunque, per Sua maggiore comodità, lo allego alla presente. Lo apra con windows media player o un altro lettore di file multimediali e funzionerà. Se non dovesse essere sufficiente, e tenuto in considerazione quanto mi ha detto sul salto nel buio, La informo che fornisco anche il servizio di orientamento alla terapia, il cui scopo e proprio indirizzare gli utenti presso lo specialista della salute mentale più indicato per il loro problemi, evitando di far perdere loro tempo e soldi. Trova la descrizione completa del servizio in questa pagina:
http://www.studiovirtualedipsicologia.com/consulenzepsicologicheinfo.html
Il costo massimo per il servizio è di 25 euro che si pagano una volta sola, e il servizio si ritiene espletato solo al reperimento del professionista verso il quale l'utente viene inviato. Resto a Sua disposizione per ulteriori informazioni. Cordiali saluti.