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impotenza o omosessualità latente?

consulenze psicologiche on line
"Se esiste il problema, esiste anche la soluzione." *
* Enzo Artale


data: 18/06/2010
domanda:
Salve, mi chiamo xxxx ho xx anni e volevo sottoporre alla sua attenzione il problema di mio marito (di anni xx), con problemi di erezione e scarsità di libido.Gli era stato prescritto inizialmente un xxxxxxxxxxxx fa  dall'andrologo sia il Levitra che il Viagra a basso dosaggio ma con nessun successo. Dagli accertamenti eseguiti non è risultato nulla di patologico, per cui ci l'andrologo ci ha consigliato di seguire la terapia sessuologica intrapresa da xxxxxxxxxxxxxx. Sono passati i mesi ma vedo che non si arriva a un punto,sono parecchio preoccupata,e volevo conoscere la sua opinione a riguardo, per cui proverò a spiegarmi.
A xxxxxxx io ho subito un intervento per l'asportazione di un fibroma,in seguito al quale il ginecologo mi ha raccomandato per 6 mesi di astenermi da rapporti liberi per eventuali problemi di gravidanza e contemporaneamente la sessuologa ci aveva racomandato di non avere tentativi di rapporti sessualiche  in caso di fallimento da parte sua ( con probabilità alta in quella fase) avrebbero annullato tutto il lavoro fatto su di lui fino ad allora. Da xxxxxxx non abbiamo più neppure tentativi di rapporti sessuali (ovvero con penettrazione). Da premettere che questo problema l'ha sempre avuto e nascosto in x anni di fidanzamento non ha mai tentato di avere rapporti sessuali (con penetrazione) con me ( il desiderio da parte di entrambi c'è sempre stato, ma i nostri rapporti durante il fidanzamento si traducevano in baci, carezze, acnhe agli organi genitali, ma anzicchè venire dentro di me concludeva l'atto con una mastrubazione fatta da se stesso, dopo il matrimonio ci abbiamo provato, ma lui fin dalla prima volta dopo la penetrazione dopo un paio di min nel corso dei quali era riuscita a far venire me,gli si è ammosciato. per cui ha passato una fase in cui si accaniva e voleva riuscirci ad ogni costo senza risultato...poi invece la fase di cercare di non farlo) questo ha scatenato in lui la liberazione dal “peso” di doverci provare e di fallire, per cui si è riavvicinato con baci e carezze. La sessuologa durante questa prima fase ha fatto fare a lui tutta una serie di esercizi di masturbazione con pause e perdita totale e parziale dell'erezione in modo da innescare nella sua mente l'idea che anche una parziale perdita dell'erezione durante il rapporto non gli avrebbe impedito di riprendere l'erezione e portare a termine il rapporto. Da circa x mesi ha iniziato a farci fare degli esercizi di coppia e qui sono iniziati i problemi,se ci diceva di farli almeno 2 volte in una settimana lui arrivava ad uno e il giorno prima della seduta ,su mio rimprovero dato che non aveva avuto voglia di farlo, per cui su mio suggerimento ci ha assegnato degli esercizi anche se brevi da fare ogni giorno in modo da abituarlo all'idea della continuità. Mi spiego meglio ci ha fatto fare una serie di esercizi su diversi step in modo da vedere a che punto arrivava i lsuo blocco:
- primi 3 giorni distesi sul letto solo con i fianche che si toccano x 5 min
- poi per altri 3 giorni lui disteso io messa su in fianco con la testa sopra
il suo petto e una gamba sopra la sua.
- Poi altri 3 gg tutte e due su un fianco abbracciati
Questi esercizi li ha fatti tranquillamente. Passati alla fase successiva iniziano i problemi: l'esercizio consisteva nel baciarsi e accarezzarsi tranne le parte intime indossando solo mutande e canottiera il risultato è stato che si soffermava solo a baciarmi in viso ed accarezzarmi le gambe, solo su mia insistenza ha inziato ad esplorare le altre parti: schiena, collo ,pancia. In seguito all'ennesima seduta con la sessuologa ha deciso di passare alla fase successiva ,c l'esercizio consisteva nel baciarsi e accarezzarsi anche le parti intime lasciandocci le mutande da eseguire a gg alterni ( alternando con i giorni dedicati alla sola sua mastrurbazione) , con lei ci saremmo rivisti dopo 2 settimane. Il risultato è stato che dopo 10gg non l'avevamo fatto neppure una volta..in seguito alla mia ennesima arrabbiatura si è fatto tutti i giorni,ma vedo in lui un blocco a partire e poi la non disinvoltura nell'accarezzarmi,  sembrerebbe come se quel divieto imposto a xxxxxxx lo avesse bloccato del tutto.
La scorsa settimana c'è tornato da solo ,so che hanno parlato e cercato di capire il perchè delle sue paure,cercando di tentare la strada di tentare di trattare il problema come una “ fobia”. La sessuologa gli ha dato da fare sempre degli esercizi di masturbazione utilizzando del lubrificante vaginale e di continuare glie esercizi con me, cosa che non ha fatto assolutamente, ho trovato il tubetto integro dentro il suo comodino. Io sono alquanto preoccupata e comincio ad essere sfiduciata .Mi era  anche venuto in mente di mollarlo ,della serie se mia ama veramente forse il fatto che io vada via di casa lo scrollerà ed è per questo che lo scorso xxx ho chiesto io alla psico- sessuologa ( che lavora insieme al xxxxxxx) un incontro senza mio marito per poterle parlare dato che non riscivo a spiegarmi certi suoi atteggiamenti ovvero il motivo per cui faceva gli esercizi con me con difficoltà di iniziativa, ovvero se la psicologa ci assegnava gli esercizi da fare almeno 2-3 volte in 2 settimane lui aspettava gli ultimi giorni.......
Nel frattempo mi abbracciava e mi accarezzava in tutte quelle occasioni in cui era quasi certa la situazione in cui no si finiva a fare sesso( era arrivato persino ad abbracciarmi la notte incosciamente mentre dormiva), in quanto il suo unico chiodo fisso era che dato il suo deficit erettile ( di cui è stata esclusa la causa organica) non ce l'avrebbe fatta. Infatti lo step di esercizi a cui si è fermato come già detto sono stati quelli in cui tutti nudi ci abbracciavamo,baciavamo senza penetrazione. Durante l'ultimo incontro tra la sessuologa e il mio marito lei le ha dato da fare sempre un esercizio in masturbazione ma questa volta usando un gel dicendogli : " questo simola come se lo facessi con lei...x cui se ci riesci non puoi non riuscirci con lei " questo l'ha spaventato al tal punto che io ho trovato la confezione di gel integra nel suo comodino. Da questa sua paura lei ha tratto la conclusione che se riusciva bene in masturbazione e non si era sbloccato con me l'unica spiegazione è che ha una omosessualità latente. Mi ha detto che nelle prox sedute tenterà di metterlo di fronte a questa dura realtà per fargli aprire gli occhi e a poco a poco fargli accettare la realtà. Mi ha chiesto di non dirgli nulla del nostro incontro ne di quello che ci siamo dette...lui attualmente è in trasferta e dovrebbero rincontrarsi la prox settimana, questo è il motivo x cui lo so io, me l'ha detto con poco tatto a me!!!
A me sembra pura follia, da questi gesti trarre una diagnosi di certezza di questo problema. Io conosco mio marito, è vero che a volte come tutte le persone coivolte sentimentalmente a volte sono poco "lucide", ma a volte solo chi vive insieme può conoscere fino i n fondo una persona... e premettendo ciò posso dirle che:
- è una persona insicura, il che deriva dal rapporto con la madre opprimente e insicura anche ha trasmesso tutto ciò ai figli;
- ha fatto si che si sentissero sempre giudicati da lei qualsiasi cosa facessero, faccio un esempio banale,se da piccini andavano a trovare qualcuno al ritorno faceva loro la lastra su cosa avevano detto su cosa avevano fatto....
- ha costretto xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
- si comprava xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
- la sua mamma accusava i suoi figli di essere stupidi, buoni a nulla,incapaci di qualsiasi cosa in realtà quella che è un mostro è lei, che nella vita oltre a lamentarsi non ha concluso nulla di buono.
Questa specie di mamma ha costretto la xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
Il mio marito invece non ha avuto la forza di uscir via da quel vortice infernale e andar a vivere da solo Da quando sta con me ormai x anni a poco a >poco ha scoperto come va la vita.. molte sue insicurezze sono andate via.. ma tante sono rimaste, quando si trova davanti a un ostacolo gli viene sempre paura di non farcela. Io che ho sofferto e soffro di xxxxxxxxxxxxxxxxx penso che il suo problema sia andrebbe inquadrato come una specie di xxxxxxxxxxxxxxxx ...io ho paura di xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx. lui di fare l'amore con me per paura che non gli funzioni . E' possibile che mi sbagli ma attualmente questa è la mia idea, ho deciso di farmi seguire per capire.... ma penso che prima di arrivare ad affermare una cosa del genere bisogna essere strasicuri, non si può distruggere 2 persone i n questo modo.
mi dica cosa ne pensa a riguardo, condivide la diagnosi??
grazie
xxxx



risposta:
Gentile xxxx
Non sono stato io a eseguire il percorso diagnostico con Suo marito, mi è quindi impossibile condividere o dissentire con assoluta certezza dalla diagnosi fatta dalla collega che avete consultato, tuttavia, ferme restando le riserve del caso, stando alle informazioni da Lei fornitemi nell'e-mail, l'ipotesi dell'omosessualità latente non è da scartare. So che può sembrare strano, se non impossibile, ma se si chiama "latente" è proprio per questo motivo. Quanto detto non vuol dire che bisogna accettare passivamente tale diagnosi, si può sempre ricorrere ad altri pareri, ma è sempre più conveniente seguire un percorso terapeutico risultante da una diagnosi che non ci piace piuttosto che girare spendendo tempo, energie e soldi nella speranza di trovare uno specialista che alla fine ci dica solo quello che vorremmo sentirci dire. Al limite, si potrebbe sentire il parere di uno psicoterapeuta. Se è vero che Suo marito non soffre di disturbi di natura organica, l'origine psicogena della sua disfunzione è probabile, uno psicoterapeuta, possibilmente a orientamento psicoanalitico, dovrebbe saper gestire un caso del genere. In bocca al lupo.

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