Studio Virtuale di Psicologia di Enzo Artale
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PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO, DELL'EDUCAZIONE E DEL CICLO DI VITA

PsicoNews
 

PARENT TRAINING E RIDUZIONE DEL RISCHIO EVOLUTIVO

Anna e Sigmund Freud
"La psicologia via internet è un treno già partito, baby. Puoi saltarci su o restarne fuori, ma non puoi più fermarlo!" *
* da una e-mail di Sigmund Freud alla figlia Anna


22/04/2010
parent trainingPremetto che il contenuto di questo intervento è volutamente provocatorio. Chiunque non sia sufficientemente intelligente da capire il senso di una provocazione è dunque diffidato dal continuare a leggere.
Cominciamo usando una metafora. Quando l'automobile era appena stata inventata, gli esemplari in circolazione erano talmente pochi che nessuno sentiva ancora il bisogno di leggi che ne regolassero l'uso. Man mano che il numero di automobili in circolazione crebbe, come crebbero la grandezza delle città e le vie di collegamento interne ed esterne ai centri abitati, si rese sempre più palese la necessità di diminuire il rischio di possibili incidenti dovuti alla crescente presenza di mezzi a motore per le strade. Le autorità imposero dunque, a chi intendesse circolare con una automobile, di ottenere un permesso, per avere il quale bisognava semplicemente fare richiesta agli enti preposti. Poi il numero di automobili in circolazione, la loro potenza, dimensione e velocità aumentarono ancora, e in proporzione il rischio di conseguenti incidenti. Le autorità decisero allora che era il caso di regolamentare più puntualmente la circolazione dei mezzi e, soprattutto, si resero conto che era indispensabile che chiunque volesse cominciare a circolare alla guida di una automobile fosse dotato di determinate caratteristiche mentali, fisiche, anagrafiche e, cosa più importante, di una adeguata formazione. Il seguito di questa storia lo conosciamo tutti.
Orbene, la mia prima domanda è: è più difficile guidare un'automobile o educare un figlio? La persona di buon senso dirà "educare un figlio". Risposta esatta. Seconda domanda: perchè, allora, per guidare un'automobile è necessario (per legge!) avere determinate caratteristiche e, soprattutto, aver superato un esame di abilitazione, mentre chiunque può mettere al mondo un figlio ed educarlo senza rendere conto a nessuno, se non in quei casi in cui in cui i metodi di educazione scelti non siano talmente barbari (o assenti), da configurarsi come reato? Se richiedere (per legge!) determinati requisiti e, soprattutto, una specifica preparazione per la guida di un'automobile ha fondamentalmente lo scopo di prevenire incidenti d'auto, perchè non prevedere gli stessi criteri per mettere al mondo degli esseri viventi? Il principio, se ci fate caso, è esattamente lo stesso. Paragoniamo le automobili ai bambini, e il numero e le dimensioni delle strade alla nostra cultura. Un bambino nato oggi viene al mondo in un ambiente completamente diverso da quello di cento, duecento o mille anni fa. La quantità di esseri umani oggi presenti al mondo, unita alla quantità e varietà di stimoli, opzioni e variabili che la cultura post-moderna offre, rendono sempre più urgente un cambiamento di prospettiva nella concezione di "educazione" dei nuovi nati. Sorvoliamo sui requisiti mentali, fisici e anagrafici, sui quali sarebbero per altro opportune alcune considerazioni (per non parlare di quelli economici e sociali, argomento tutt'altro che secondario dati i tempi di crisi economica mondiale che stiamo attraversando, e di crisi economica perenne in cui si trova l'Italia). Io credo però che non sia più tempo di sorvolare anche sulla "preparazione specifica" che ogni aspirante genitore dovrebbe avere prima di mettere al mondo un figlio. Chiunque abbia studiato psicologia dello sviluppo sa perfettamente come molti dei problemi di adattamento che tante persone incontrano nella vita adulta derivano da errori commessi nel metodo educativo adottato dai propri genitori. Errori evitabilissimi. Basterebbe infatti un'adeguata formazione semplicemente su quali comportamenti evitare e su quali incentivare al fine di educare i propri bambini facendo a meno, per esempio, di ledere la loro autostima, problema all'origine di tantissimi disagi psicologici destinati a manifestarsi nelle successive fasi della vita. Per non parlare dei tanti modi in cui poter gestire gli stimoli presenti nell'ambiente (o in esso appositamente introdotti dai genitori) per una corretta educazione alla socialità, alla gestione delle emozioni e perfino allo sviluppo delle capacità cognitive. Personalmente, sono convinto che prima o poi la politica debba porsi (e si porrà) il problema di introdurre dei "requisiti minimi" per diventare genitori. Non è più pensabile, infatti, nella nostra epoca, concepire l'educazione solo secondo criteri istintivi e spontaneistici. Sarebbe come tornare indietro nel tempo e lasciare che chiunque, anche senza una preparazione formale, si metta alla guida di un'automobile seminando paura e incidenti in giro per le strade. Le conoscenze utili affinchè un obiettivo del genere possa essere raggiunto, oggi, ci sono. La psicologia è una scienza. Usiamola per migliorare le condizioni di crescita dei nostri figli, ne potrà derivare solo una società più consapevole di sè.

Enzo Artale



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