domanda:
Gentile Dottore, sono un ragazzo di xx anni e le scrivo per un problema che mi ossessiona sempre di più ogni giorno che passa.
Sto ormai terminando le superiori. Non ho mai avuto problemi nello studio, ho sempre avuto una media più che ottima, non ho mai avuto problemi con compagni di classe o con professori, non ho mai dubitato delle mie capacità. Tuttavia da anni non sono mai riuscito a capire cosa mi piacerebbe fare della mia vita. Ogni volta che mi oriento su una scelta ho paura di essere infelice, di fallire, di fare per tutta la vita qualcosa che non mi piaccia, per paura di non riuscire ad ammettere il fallimento a me stesso e per il terrore di "perdere" un anno della mia vita. Da un po' di tempo ho iniziato di a pensare di voler fare veramente il medico, ma dopo poco ho iniziato a temere di volerlo fare solo per i "soldi". Oggi penso di aver finalmente deciso cosa voler fare: mi piacerebbe diventare ricercatore biotecnologico. Tuttavia insorge un problema: ogni giorno sentiamo e leggiamo le difficoltà che hanno i ricercatori a trovare lavoro in italia e quanto sia bassi i salari per coloro che lo trovano. Si è quindi creato un dissidio dentro di me tra l'ideale e il reale. Non so se seguire la mente e diventare medico, in modo da garantirmi un solido futuro, o seguire il mio cuore, impegnarmi al massimo, e provare il tutto per tutto nella speranza di poter fare per tutta la vita ciò che amo.
Il problema è che questo dubbio è diventato una vera e propria ossessione e non riesco a fare a meno di pensarci ogni minuto della mia vita. Cosa devo fare?
risposta:
Egregio xxxxxx
I dubbi espressi nella tua (ti darò del "tu" dato che sei giovanissimo) e-mail sono assolutamente legittimi. Scomponiamoli ora in due parti. La prima è quella relativa all'indecisione, che può essere a sua volta divisa negli aspetti razionale ed emotivo. Dal punto di vista razionale dovremmo scegliere ciò che ci garantisce la maggiore probabilità di successo lavorativo, quindi economico, poichè non si può fare a meno dei soldi per vivere. In questo caso tu temi che la tua scelta di fare medicina sia dettata soprattutto da questo aspetto, e hai paura che per tale ragione essa non ti possa dare anche la necessaria soddisfazione personale che desidereresti giustamente nell'impegnarti in qualcosa che ti coinvolgerà per molto tempo. Intanto vorrei rassicurarti sul fatto che se anche tale scelta fosse dettata solo dal lato economico, non ci sarebbe nulla di male. Dal punto di vista del "reale", come dici poi tu, chi ti assicura che la professione di medico ti garantirà un futuro tranquillo dal punto di vista economico? E, per contro, chi ti assicura che fare il ricercatore non ti garantisca la stessa tranquillità? Chi ti dà la certezza che domani mattina o fra cinque anni un avvenimento imprevisto non renda totalmente inutile la medicina e renda al contempo indispensabile (e strapagata!) la ricerca in biotecnologia? Ovviamente sto estremizzando appositamente la questione, per farti capire che, certo, è importante tenere in considerazione le statistiche nelle scelte scolastiche, ma è altrettanto imprevedibile il modo in cui tali dati potrebbero evolvere nel breve o nel medio termine, nel bene o nel male, e questo vale per tutte le scelte. Entrambe le soluzioni da te prese in considerazione mi sembrano molto concrete, pertanto non credo che, da questi punti di vista, tu abbia troppo da preoccuparti. Se poi aggiungi che hai delle buone risorse cognitive che ti hanno finora permesso di affrontare gli studi con successo, mi pare che tu abbia ben poco da temere. In teoria, nei casi come il tuo, l'ideale sarebbe un breve percorso di orientamento, ma non si può fare tramite una consulenza gratuita. Se non lo avessi ancora fatto, ti consiglio di leggere questo approfondimento sull'arte di decidere che ho pubblicato nel sito:
http://www.studiovirtualedipsicologia.com/decidere.html
In generale, il mio consiglio in questi casi è di privilegiare il lato emotivo, poichè, in quanto impossibile per tutti prevedere ciò che accadrà in futuro, avrai se non altro la certezza di non portarti dietro rimpianti. Se la tua scelta è dettata da vera passione, riuscirai comunque, magari non diventerai ricchissimo, ma avrai quanto ti serve per vivere, unito alla soddisfazione per il lavoro che farai, che non è poco.
La seconda parte dei tuoi dubbi è invece relativa al disagio che provi sentendoti "obbligato" a pensare continuamente alle scelte da fare. Credo che tale disagio nasca soprattutto da una eccessiva quota d'ansia che non riesci a gestire. Per riuscirci potresti provare semplicemente ad accennarlo al tuo medico di base, magari chiedendo un incontro con lo psicologo della ASL (o andando direttamente da un privato). Un professionista del settore, in presenza, non dovrebbe avere grossi problemi nell'aiutarti a liberarti da questi pensieri ossessivi. Altrimenti, puoi semplicemente aiutarti da solo, risolvendo i tuoi dubbi facendo una scelta una volta per tutte, decidi tu. Se ti va, informami sull'evoluzione della situazione. In bocca al lupo.
domanda:
Gentile Professore Artale,
Innanzi tutto la ringrazio per la rapida ed esauriente risposta. Ho letto il testo che mi ha consigliato e devo ammettere che mi sono riconosciuto in molte delle affermazioni scritte.
Sarebbe possibile avere informazioni riguardo il breve percorso di orientamento di cui parlava?
Grazie xxxxxxx xxxxxx
risposta:
Egegio xxxxxx
Un percorso di orientamento mira a evidenziare le attitudini e gli interessi di una persona, ma anche a sviscerare altre motivazioni, più o meno latenti, al fine di consentire alla stessa di giungere a una decisione ponderata. Quello che fa al caso tuo è uno psicologo con formazione o esperienza nel settore dell'orientamento. Puoi rivolgerti a un professionista con queste caratteristiche in presenza. Se non sai come trovarlo, consulta questo sito:
http://www.servizipsicologici.com/
Ovviamente si tratta di professionisti privati, quindi a pagamento. Io uso proporre ai clienti con richieste simili alla tua due tipi di percorsi orientativi, uno "breve" per decisoni urgenti, e uno "approfondito", nel caso di decisioni che non richiedono una scelta immediata. Si può fare anche a distanza ma, ovviamente, ha un costo, anche se molto inferiore a quello di un percorso di orientamento in presenza. Fammi sapere. Saluti. |