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PSICOLOGIA DELL'ORIENTAMENTO SCOLASTICO E PROFESSIONALE

PsicoNews
 

LA PERSONALITA' NELL'ORIENTAMENTO

Anna e Sigmund Freud
"La psicologia via internet è un treno già partito, baby. Puoi saltarci su o restarne fuori, ma non puoi più fermarlo!" *
* da una e-mail di Sigmund Freud alla figlia Anna

01/12/2009
personalità e orientamentoIl concetto di personalità si è da sempre prestato a molteplici interpretazioni. Stando alle definizioni che di esso ne danno i dizionari, se ne possono ricavare alcune conclusioni fondamentali. La personalità può essere intesa come qualcosa di eminentemente personale, riconducibile all'individuo, dotata di originalità; oppure come un costrutto globale, cioè come entità, come un tutto, come insieme integrato di elementi che possiedono continuità; ancora, personalità come eccezionalità, figura rilevante; e infine come entità dotata di responsabilità. Secondo alcuni autori, il numero delle interpretazioni possibili del concetto di personalità equivale a quello di quanti hanno tentato di definirlo. E' dunque possibile guardare la personalità da più punti di vista.
Secondo alcuni autori, la personalità si definisce attraverso quei sistemi di abitudini che hanno rilevanza sociale e quindi si configura come un adattamento appreso. Secondo altri, la personalità è costituita dai tratti del carattere di un individuo che lo configurano nella sua unicità. Per altri la personalità si sviluppa per stadi e procede verso una progressiva maturazione della capacità dell'individuo di spingersi verso il mondo esterno, di acquisire consapevolezza e di aprirsi verso il sociale, interagendo con gli altri. Secondo altri ancora la personalità è l'organizzazione dinamica di quei sistemi psicofisici che nell'individuo determinano il comportamento e il pensiero che gli sono caratteristici. Non bisogna comunque dimenticare che quello di personalità è sempre un costrutto ipotetico, per cui si presta alle più svariate interpretazioni.
Nel corso del tempo i diversi autori che si sono occupati di definire e studiare la personalità si sono venuti incanalando in una di due correnti principali che concepiscono la personalità in maniera significativamente differente. Da un lato stanno gli autori che pensano che la personalità sia caratterizzata da differenze interindividuali stabili, come tratti, tipi e disposizioni, e dall'altro coloro che ritengono che la condotta e il comportamento individuale siano determinati da fattori situazionali, come abitudini, contesto, ambiente ed esperienza. Da queste premesse sono venuti delineandosi quattro modelli di personalità che si caratterizzano per alcune peculiarità. Il primo di questi modelli è quello "disposizionale". Secondo gli autori che lo sostengono, la personalità sarebbe un insieme di tratti o disposizioni relativamente stabili. Questo atteggiamento è il più vicino alla concezione storica della personalità. La teoria dei tratti ipotizza l'esistenza di unità di base della personalità che sarebbero costanti e stabili, presenti in situazioni diverse in quanto specifiche e connaturate con l'individuo. Tali strutture interne indirizzerebbero e orienterebbero le diverse manifestazioni psicologiche e comportamentali. Tali tratti di personalità possono essere distinti in superficiali, in quanto relativi a gruppi di manifestazioni o reazioni manifeste, o piuttosto originari, in quanto si pongono alla base dei primi. Mentre certi tratti sembrano comuni a tutte le persone, alcuni sembrano caratteristici di determinate condizioni psicopatologiche. Se alcuni tratti sembrano soprattutto connaturati alla costituzione dell'individuo, altri appaiono soprattutto il risultato delle diverse influenze di pressioni ambientali. L'approccio "situazionale", d'altro canto, ritiene che il comportamento sia influenzato in modo determinante dai fattori ambientali. Il comportamentismo riteneva le teorie dell'apprendimento come elemento basilare per spiegare lo sviluppo della personalità. Secondo alcuni autori di questa corrente, la personalità dell'individuo si formerebbe grazie al processo di apprendimento, sulla scorta delle abitudini socialmente condivise. Da questa prospettiva, la personalità viene vista come un sistema di condotte e di schemi che l'individuo in massima parte apprende in quanto socialmente rilevanti e culturalmente desiderabili. Per i comportamentisti e i situazionisti la personalità è l'esito delle sollecitazioni, dei modelli, dei rinforzi che hanno segnato il rapporto dell'organismo con l'ambiente e può essere modificata attraverso un cambiamento di tale rapporto. il modello "psicodinamico" vede invece il comportamento e la personalità dell'individuo come fortemente influenzati da forze istintuali inconsce e dal conflitto tra soddisfazioni delle pulsioni originarie e controllo delle medesime sulla spinta delle norme socialmente codificate. Il modello "interazionista" si propone di descrivere e verificare l'interazione dinamica tra variabili situazionali e variabili personali. In quest'ottica è il significato psicologico che una certa situazione riveste per l'individuo a costituire una delle determinanti principali del comportamento. Secondo questo modello, l'influenza tra ambiente e individuo sarebbe bidirezionale, per cui individuo e ambiente interagiscono, esercitando entrambi una funzione attiva e di reciproca interconnessione. Il modello interazionista della personalità pone in primo piano le interazioni persona-situazione, partendo dal presupposto che la personalità è la risultante delle continue influenze che l'ambiente esercita sull'individuo e che, a sua volta, l'individuo esercita sull'ambiente. Secondo gli interazionisti, benchè i fattori emotivi non siano irrilevanti, sono soprattutto i fattori cognitivi che svolgono una parte determinante in tale interazione.
Di fatto, in ogni condotta è possibile individuare elementi riconducibili al patrimonio innato ed elementi ascrivibili invece al patrimonio appreso. In altri termini, il nostro comportamento non sorge dal nulla ma l'azione dell'esperienza modella, sollecita, potenzia un qualcosa che a essa preesiste. I diversi modelli di personalità esposti prima si pongono lungo questa ideale linea continua che va dalla polarità riconducibile in senso lato alla sfera delle caratteristiche personali alla polarità eminentemente connessa con l'ambiente e con le esperienze e i rapporti sociali. Lo sviluppo della personalità può dunque ritenersi connesso sia con il versante interno del soggetto che con il versante esterno. Nell'orientamento scolastico e professionale queste considerazioni sembrano acquistare un significato peculiare e un valore ben preciso. Nel momento in cui l'individuo si trova a prendere una decisione esistenziale come quella riguardante il proprio futuro lavorativo, una conoscenza approfondita della personalità, soprattutto in casi difficili o con soggetti problematici, può fornire indicazioni e chiarimenti essenziali sulla dinamica della scelta professionale, sul come facilitarla o sul come ridurre le difficoltà che operare una scelta spesso comporta. L'azione orientativa deve essere interessata sia al lato psicofisiologico della personalità, sia a quello caratteriologico, sia ai bisogni profondi, sia alla componente ambientale e socio-culturale, con un'attenzione specifica al fatto che nei diversi soggetti il peso di ogni aspetto considerato può variare e assumere una connotazione particolare, a seconda del percorso di vita, del momento e del contesto, in cui il soggetto si trova inserito. Solo con l'individuazione di come queste componenti psicologiche si articolano e interagiscono all'interno della personalità globale, l'operatore arriva alla conoscenza dell'intero quadro psicologico del singolo soggetto e può, quindi, trarre indicazioni valide circa le scelte che il soggetto può compiere in campo scolastico o in campo professionale. Se l'attività professionale è un modo della persona per maturarsi e quindi per assumere una propria consistenza e produttività, che sia al tempo stesso soddisfacente le proprie aspirazioni individuali e socialmente utile, allora il fulcro naturale di centrazione dei problemi dell'orientamento è la personalità totale, non le sue attitudini, i suoi interessi, la sua inserzione come membro di una collettività, perchè questi sono sì aspetti reali, ma parziali, e non possono essere utilizzati come risolventi la totalità del problema.

Enzo Artale



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