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problemi con i miei genitori

consulenze psicologiche on line
"Se esiste il problema, esiste anche la soluzione." *
* Enzo Artale


data: 01/09/2010
domanda:

Salve, sono una ragazza di xx anni e le scrivo per un consulto riguardo la mia situazione ed il mio difficile rapporto con i miei genitori. Fin da piccola non  mi sono mai sentita accettata da loro perché sempre criticata per le mie scelte, per il mio modo di essere, per chi frequentavo..per tutto insomma, e questo mi fa tuttora soffrire tantissimo. Sono sempre andata abbastanza bene a scuola (ora sto per conseguire la laurea breve in perfetto tempo senza alcun anno fuori corso), non ho mai creato problemi di alcun tipo in casa, uscivo ed esco il giusto (ma non secondo i miei)...sono quello che gli amici dei miei definiscono una figlia modello (tutti tranne i miei). Questa continua svalutazione dei miei genitori nei miei confronti mi ha portata ad essere molto insicura di me, con scarsa autostima e difficoltà a relazionarsi. Molte persone mi dicono (anche i prof all'università) che dovrei essere più sicura di me e consapevole di quello che valgo, perché in questo modo otterrei risultati ancora più soddisfacenti, ma non ci riesco in alcun modo. Negli ultimi anni i rapporti con i miei genitori sono peggiorati ulteriormente soprattutto a causa del mio attuale ragazzo, con cui sto insieme da x anni. Ho già provato a farlo conoscere ai miei, non x rendere ufficiale la cosa, ma solo perché loro mi chiedevano insistentemente con chi uscissi la sera. Inizialmente io avevo nascosto loro la mia relazione sia perché avevo già vissuto il loro atteggiamento nei confronti del fidanzamento di mia sorella (che ostacolavano e ancora ostacolano in tutti i modi senza alcun motivo preciso), sia perché in passato ogni volta che rivelavo loro di essere fidanzata cominciavano ad impedirmi in tutti i modi di uscire, vietandomi praticamente di frequentare ragazzi, anche solo amici maschi..erano sempre contrari perché dicevano che poteva trattarsi di possibili sbandati/maniaci/drogati e via dicendo. Io ho sempre provato a spiegare loro moltissime volte che non frequentare ragazzi solo per paura di ritrovarsi difronte persone pericolose è qualcosa di inutile oltre che sbagliato. non si può affermare "non vedere più quella persona perché potrebbe essere un drogato" senza nemmeno conoscerla...ma purtoppo i miei hanno sempre ragionato in questo modo, ed è per questo motivo che ho sempre tenuto loro nascosto con chi uscissi o dove andassi, anche non facendo nulla di sbagliato, ma solo per il terrore del loro (sempre negativo e pregiudizievole) giudizio. Quando ho però deciso di parlare loro del mio ragazzo perché stanca di nascondere loro la mia vita e sentirmi in colpa per questo, pur non essendo loro (almeno a parole) razzisti, non appena hanno saputo che il mio ragazzo è straniero (precisamente xxxxxx) si sono mostrati contrari alla mia relazione perché convinti che io stia facendo una cosa sbagliata, che lui possa essere un criminale, ma anche che, essendo lui un operaio, non sia degno del mio più elevato livello sociale. In realtà ancora non so cosa precisamente non approvano della mia relazione (se il fatto che sia straniero, se per il livello sociale, se perché non si fidano, se perché preoccupati del giudizio della gente), perché le loro affermazioni cambiano di volta in volta, come se un  motivo preciso non esistesse, e fosse tutto solo un pretesto per non accettare il mio ragazzo. Il fatto che si siano comportati nello stesso modo anche per mia sorella, che invece sta con un bravissimo ragazzo italiano, mi fa pensare che vogliano solo ostacolare in tutti i modi le nostre relazioni, senza alcun motivo. Io ho provato a parlare loro, e a spiegare che non tutti  gli stranieri devono per forza essere dei pericolosi assassini/ladri/stupratori, e che bisogna conoscere le persone prima di esprimere giudizi (soprattutto se negativi come fanno loro), ma loro si sono praticamente rifiutati di conoscerlo a fondo, di parlargli, perfino di salutarlo se lo vedono per strada.. Questa cosa mi fa soffrire tantissimo, io e i miei non facciamo altro che litigare, e ciò ha influito tantissimo anche sul mio generico stato d'animo. sono diventata ancora più riservata, chiusa in me stessa, mi sento sempre triste, ed anche con il mio ragazzo litigo sempre più spesso perché stressata. ho paura di rovinare il mio rapporto con lui a causa dei miei, perché mi sento in colpa nei loro confronti ogni volta che esco con lui. addirittura i miei pensano che lui stia facendo di tutto per mettermi contro di loro (quando in realtà il rapporto con i miei si è incrinato da molto prima di stare con lui), oltre a tante altre cose bruttissime e assurde sul suo conto, buttate lì a caso. questo mi fa stare malissimo..come possono pensare (e dire) delle cose così brutte su una persona senza nemmeno conoscerla? in questo modo mancano  tra l'altro di rispetto anche a me, che considerano incapace di valutare le persone che frequenta o di pensare le cose con la propria testa.. Fatto sta che non riesco più ad avere un rapporto sereno con i miei, non c'è praticamente più dialogo tra noi, non si interessano delle mie cose, neppure dei miei studi..e tutto questo solo perché non accettano chi frequento. Tutto ciò mi sta facendo precipitare in uno stato di profonda depressione, sto ultimamente soffrendo di crisi di pianto e di nervosismo, mi sono allontanata dai miei amici ed ora a poco a poco anche dal mio ragazzo, che nonostante tutto sta facendo il possibile per starmi vicino. Come posso risolvere questa situazione? sicuramente dopo la laurea ho intenzione di andare via di casa per poter vivere da sola, ma nel frattempo non riesco più a vivere questa situazione..il solo pensiero di stare ancora con i miei mi fa mancare l'aria. Mi sento perennemente in colpa, tutte le volte che esco al mio ritorno i miei mi guardano male, mi criticano..se sto in casa mi sento ancora peggio..Quando provo a parlare con loro non mi ascoltano, e mi gridano contro. Il fatto che poi non siano coerenti con quello che dicono mi fa andare in confusione..è come se non sapessi più come comportarmi e cosa fare..in questo modo però la mia autostima cala sempre più in basso.. Non riesco più a reggere questa situazione e se continuo così rischio davvero di impazzire..

Spero quindi di ricevere un consiglio da un esperto nella speranza di poter risolvere questo difficile rapporto con i miei genitori.

Distinti saluti



risposta:

Gentile xxxxx

Ti darò del tu dato che sei giovanissima. Il proposito di andare a vivere da sola o comunque lontano dai tuoi genitori mi pare sensato. Alcune convivenze non funzionano a causa di insanabili incompatibilità tra personalità troppo diverse, anche in famiglia. Sorvolo sui motivi per cui i tuoi genitori possano comportarsi come mi hai descritto nei tuoi confronti e con tua sorella, non sarebbe infatti possibile risalire a tali cause senza una conoscenza diretta dei soggetti e della famiglia. La sistematica svalutazione nei tuoi confronti ti ha portato, giustificatamente, ad abbassare gradualmente la tua autostima, da cui dipendono le reazioni emotive incontrollate come pianto e nervosismo. E' una reazione assolutamente normale, c'eri già in parte arrivata da sola, e questo dovrebbe contribuire a farti capire che è soprattutto da questo che dipende il tuo malessere. I tuoi genitori criticano tutto quello che fai, ma non è detto che abbiano sempre ragione solo perchè sono i tuoi genitori, non ti pare? Per quanto riguarda il modo per affrontare la situazione in attesa del trasferimento, diciamo che l'ideale sarebbe rivolgersi a uno psicoterapeuta, possibilmente di indirizzo sistemico-relazionale, in presenza. Altrimenti, puoi continuare la convivenza tenendo bene a mente che non c'è nessun bisogno di essere una "figlia modello", tanto i tuoi genitori continuerebbero con ogni probabilità a criticare le tue scelte. Questo non vuol dire, ovviamente, che dovresti comportarti all'opposto, trasgredendo cioè ogni loro vincolo. Potresti trovare una via di mezzo, comportandoti quindi come ritieni più giusto, rispettando te stessa, provando a diventare "assertiva", a dire cioè chiaramente ciò che pensi motivandolo, e andando avanti nelle tue scelte nonostante le critiche, che vengano dai tuoi genitori o da chiunque altro. In bocca al lupo.


domanda:
La ringrazio della consulenza, mi ha fatto sentire sicuramente meglio averne parlato con un esperto. Seguirò senza dubbio i suoi consigli, e conserverò il suo indirizzo in caso di bisogno.
Distinti saluti


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