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psicoterapia o terapia di coppia?

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"Se esiste il problema, esiste anche la soluzione." *
* Enzo Artale

data: 10/11/2009
domanda:
Gentile dottore,
le scrivo per avere un primo parere su quali siano i passi giusti per affrontare questo mio problema. Sono una ragazza di xx, convivo con un ragazzo di xx e insieme abbiamo anche un bimbo. Da quando è nato mio figlio, xx mesi fa, mi sono accorta che la persona che ho al mio fianco non è un Uomo, di cui io invece ho bisogno. Mi sento madre di due bambini, non di uno. Le responsabilità della casa ricadono tutte su di me, nonchè la cura e l'educazione del bimbo; il padre in questo delega tutto a me. E' dipendente dall'hashish, e questo per me è stato sempre un grosso problema, ma ora a maggior ragione perchè appunto c'è il bambino. Questa dipendenza lo trasforma, a volte è un vero e proprio mostro che mi umilia e mi fa sentire odiata anzichè amata; gli fa fare scenate tremende con urla e strepiti davanti al bimbo; gli ha fatto anche alzare le mani su di me, anche mentre avevo in braccio il piccolo...Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, non posso tollerare un comportamento del genere. In x ann di relazionei ho provato a fargli capire sempre il mio punto di vista, ma non c'è stato verso. In questi ultimi xx mesi l'ho preso con le buone, con le cattive, gli ho proposto una terapia di coppia, ovviamente da lui rifiutata....ma ancora non c'è stato verso, è come se mi sentisse ma non mi ascoltasse veramente. Fino a quando ho deciso, dopo l'ennesima sfuriata, di lasciarlo; in quel momento si è trasformato e siamo riusciti a parlare davvero, e lui ha capito i suoi errori e ora devo dire che sta provando a cambiare. Nel frattempo però nella mia vita è ritornato il mio primo Amore....ci siamo risentiti qualche mese fa e da allora ci sentiamo tutti i giorni, almeno con un sms. Anche lui sta passando un momento difficile sentimentalmente parlando e in questo ci diamo appoggio e supporto morale. Ma tra una chiacchera e l'altra tra noi è ritornata la passione di un tempo, e ci siamo rivisti, passando la serata insieme. Col mio attuale compagno penso di non aver provato mai una passione così forte...e anche questo è un problema ormai insormontabile: la mia mancanza di desiderio nei suoi confronti. La cosa che mi fa pensare di più è che non provo il minimo senso di colpa per il mio tradimento.Ora non so davvero cosa devo fare: il mio cuore dice di lasciare il mio compagno perchè con lui non sono più felice e non lo amo abbastanza, perchè ormai sono satura delle negatività che mi porta e che la vita è una e merito di essere felice; la mia testa mi dice, invece, di provare a vedere se il mio compagno riuscirà a cambiare davvero; poi mi dice che c'è un bimbo innocente di mezzo e quindi di provare a vedere se è possibile tenere unita questa famiglia. Non mi sentireri a posto con me stessa se non sapessi di aver fatto tutto quello che dovevo per provarci davvero. Io ora ci sto provando a salvare questa famiglia, ma non riesco ad avvicinarmi a lui, non riesco a baciarlo, ad amarlo come lui vorrebbe. Nella mia testa c'è anche l'altro, il mio ex, che mi fa fantasticare su un'ipotetica storia d'Amore...quella che desidero; però lui vive in un'altra città....e questa storia diventa difficile pensarla a causa di questa lontananza. Sono confusa, a volte mi sento ottimista e positiva, mentre in altri momenti mi cade addosso tutto il peso di questa situazione e mi sembra di non farcela.
Ora, spero di essere stata esauriente, e le chiedo cortesemente qual è il suo parere. Mi può aiutare lei in qualche modo? O è meglio che mi decida a fare una psicoterapia? O magari una terapia di coppia, come avevo proposto al mio compagno? E ancora, secondo lei, questa dipendenza del mio compagno, considerando che fuma hashish da quando era adolescente, si può risolvere da sola o ha bisogno di una mano anche in questo? La ringrazio infinitamente per l'attenzione e spero di ricevere una Sua risposta.
xxxxx


risposta:
Gentile xxxxx
Tutto l'aiuto che posso darle consiste nelle consulenze psicologiche a distanza, con le quali, come avrà letto nella pagina dedicata del mio sito, posso contribuire a osservare, a leggere, a interpretare la sua situazione da altri punti di vista, ma le decisioni, qualsiasi esse siano, spettano a lei. Partiamo dalla sua situazione familiare. Nei casi in cui sono presenti bambini o minori in genere, è necessario agire sempre tenendo in considerazione e privilegiando il loro benessere, per cui, qualunque cosa faccia, la faccia valutando le conseguenze che potrebbe avere per lo sviluppo del suo bambino. La sua idea di tentare di tenere insieme la famiglia mi pare sostanzialmente saggia. Non mi sento, allo stato attuale delle cose, di consigliare a lei una psicoterapia o a lei e al suo compagno una terapia di coppia. In questo momento, credo che il problema più importante, la fonte del disagio, sia la condizione di tossicodipendenza del suo compagno. Sono sufficientemente certo che risolvendo questo problema tutti gli altri diventerebbero molto più abbordabili. La tossicodipendenza da droghe "leggere" si può affrontare anche da soli, ma bisogna avere la forza di volontà necessaria per portare a termine il percorso. Lei conosce il suo compagno abbastanza da sapere se tale forza è presente in lui. Viceversa, il problema si può affrontare anche con l'aiuto di professionisti della salute mentale, a partire dai servizi pubblici di igiene mentale. Una terapia di coppia si può prendere in considerazione dopo aver risolto questo problema, per affrontare gli altri aspetti di cui mi fa cenno nella sua e-mail relativamente ai sentimenti contrastanti che prova verso il suo compagno e la sua immaturità, ma se prima non si risolve il problema della tossicodipendenza, credo che non si vada da nessuna parte. C'è poi l'aspetto riguardante il ritorno di fiamma con il suo ex. Sinceramente non so fino a che punto si possa trattare di amore vero o di una sorta di "fuga" da una realtà spiacevole per tornare indietro nel tempo a un periodo in cui le cose andavano meglio, le preoccupazioni erano minori e la vita si guardava con più leggerezza. Questo è lei che deve saperlo, tuttavia, mi sento di invitarla a riflettere un pò su quanto ho scritto poc'anzi. Consideri che anche lui, da quanto lei mi scrive, si trova in una situazione spiacevole. In tali frangenti è facile guardare al passato, ma è quello che vuole veramente? Resto a sua disposizione per qualsiasi altra comunicazione.
Cordiali saluti.


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