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| "Se esiste il problema, esiste anche la soluzione." |
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| PSICOLOGIA DELL'INSOLITO |
| sesso in trance - 06/05/2010 |
domanda:
Gentile Dottore
Mi chiamo xxxxx, ho xx anni e vorrei porle il mio caso a cui non ho ancora avuto risposta se non da una buona dose di introspezione, ma agendo sola e non avendo studiato al riguardo, le risposte sono quello che sono.
ho parlato anche con amici e con una psicologa la quale però al momento non ha saputo darmi risposta e in seguito non ho più avuto occasione di aver altri colloqui con lei, in ogni caso non mi è sembrata molto competente.
cercherò di spiegarle il mio caso in modo dettagliato, così che lei possa avere una vione il più possibile completa.
il mio problema, con cui convivo ormai molto tranquillamente, è iniziato all'eta di xx anni, durante un rapporto sessuale con il ragazzo con cui stavo allora. è il ragazzo con cui ho perso la verginità e al presentarsi del problema avevamo rapporti regolari da ormai un anno.
il problema consiste in "trance" (non saprei come altro definirle) in cui cado solo ed esclusivamente durante un rapporto sessuale, o subito prima, o subito dopo, questo caso credo solo quando non ho raggiunto l'orgasmo.
inizialmente le "trance" si presenatvano in maniera cosciente ed estremamente violenta: ovvero picchiavo letteralmente il ragazzo che avevo di fronte, tentavo di strangolarlo, di tirargli pugni o di morderlo; ero perfettamente in grado di capire cosa stava succedendo, vedevo e sentivo nella normalità, non mi piaceva ciò che facevo, ma non ero in grado di fermarmi, nonostante lo volessi. era come se la mia mente fosse scollegata dal corpo, quasi come se quest'ultimo agisse con volontà propria, e una volta entrata in questo stato non ero in grado di fermarmi. l'unico modo era restare sola per qualche tempo o subire un forte dolore fisico che mi faceva in qualche modo ricollegare il corpo alla mente.
in seguito ho avuto altri tipi di manifestazioni, alternate a quelle di tipo violento, ma molto più rare, i cui sintomi erano tremori, sudorazione, sensazione di caldo e freddo in rapida successione, incapacità di parlare e di muovermi, anche in questi casi, la mente era completamente lucida ma non ero in grado di controllare il mio corpo.
dopo alcuni mesi io e questo ragazzo ci siamo lasciati, non per questo motivo (tutto ciò non si verificava ad ogni rapporto, solo qualche volta) ma perchè io non mi trovavo più bene con lui.
durante una festa estiva ho conosciuto un ragazzo. xxxxxx. che conoscevo già di vista. Alcuni mesi dopo stavamo insieme, non in maniera molto seria, era solo una grande curiosità di conoscersi e una forte attrazione fisica. abbiamo avuto rapporti sessuali quasi da subito, e inizialmente le trance non si sono presentate. io l'avevo comunque avvertito del mio problema perchè non si trovasse sorpreso se avessi cercato di fargli del male.
infatti dopo alcuni mesi iniziarono a presentarsi anche con lui. ma con alcune differenze:
- mentre con il ragazzo di prima i miei movimenti erano molto ampi, ovvero mi alzavo anche in piedi, mi muovevo parecchio, ecc. con xxxxxx resto sempre distesa a letto con movimenti molto più contenuti.
- i momenti di trance, che già da subito si presentavano meno che con il primo ragazzo, sono diventati progressivamente sempre più rari. mentre le prime volte con xxxxxx succedeva almeno una volta ogni 10 rapporti o anche più (in quel periodo facevamo sesso anche molto spesso, dall'una alle due volte al giorno) ora mi capita un volta ogni tre mesi circa.
- agli inizi ero lucida e cosciente di ciò che succedeva, ma un po' alla volta le cose son cambiate: si alternano stati di lucidità a stati di incoscienza. durante gli stati coscienti, come prima, voglio fermarmi, ma non ci riesco. negli stati di incoscienza talvolta continuo a muovermi e a tentare di aggredire il mio ragazzo, mentre altre volte resto ferma, come svenuta. a volte l'incoscienza dura dall'inizio alla fine della trance, e io mi risveglio completamente ignara di ciò che è successo, convinta di aver solo dormito. altre volte, invece, sono cosciente, ma con i sensi fortemente alterati, quasi come se fossero più sviluppati, olfatto e tatto in particolare. a volte penso, ascolto quello che xxxxxx mi dice, o sogno e poi ricordo tutto, altre volte non ricordo nulla.
nei momenti non violenti, sia coscienti che incoscienti, a volte sembro normale, spesso invece tremo, sudo, mi muovo in maniera convulsa, piango, o parlo. perlopiù frasi senza senso o spesso pronuncio il nome di xxxxxx. per quello che posso ricordare so che spesso provo paura, terroe quasi, e tento di cercare protezione tra le braccia di xxxxxx. spesso metto la mia testa tra il suo viso e il cuscino, premendo la mia faccia contro il suo collo, ma altrettanto spesso, quando poi mi trovo vicino a lui tento di nuovo di morderlo o di strangolarlo. xxxxxx mi ha riferito che uso una forza inaspettata e che lui (un ragazzo molto forte, normalmente molto più di me) fatica a contrastarmi.
- ci sono volte, non molte purtroppo, in cui riesco a sentire quando sto per cadere in trance, è come un forte eccitazione che nasce da dentro lo stomaco e velocemente avvolge tutto il mio corpo. in questi casi riesco a fermarmi e a controllarmi, alzandomi dal letto ad esempio, e rilassandomi per un minuto o due. se permetto a quella "eccitazione" di avvolgermi completamente, allora non posso fare più nulla.
- c'è anche da dire che la relazione con xxxxxx si è evoluta, ci siamo innamorati, e ora stiamo insieme da due anni e mezzo. lui ha imparato a gestire la cosa e sa come prendermi. il ragazzo di prima cercava solo di bloccarmi e non osava farmi male. xxxxxx sa che se provo dolore mi risveglio e così a volte cerca di farmi male (sempre con certi limiti è ovvio) anche se non sempre funziona: negli stati incoscienti, ad esempio, ho una soglia di sopportazione del dolore estremamente alta. in tal caso riesce a bloccarmi e mi prende per sfinimento, fa in modo che io consumi tutte le mie forze cercando di divincolarmi finchè non mi addormento. altre volte, quando proprio non ce la fa più, se ne va, e io mi addormento o mi riprendo in poco tempo.
- può capitare che mi risvegli dalla trance anche da sola, senza il suo aiuto, e improvvisamente. credo che una volta o due sia capitato che riuscissi a concentrarmi tanto, grazie anche alle parole di xxxxxx, da uscirne, ma non posso essere sicura. chi può dire che ciò che ricordo in quello stato sia realtà o immaginazione?
- a volte capita, durante i momenti violenti, che se xxxxxx mi immobilizza così che non possa fargli male, tento di fare male a me stessa mordendomi.
vorrei aggiungere alcuni dettagli:
per ragioni fische (confermate dalla mia ginecologa) provo dolore all'inizio della penetrazione, una volta quasi sempre, ora solo ogni tanto. non è molto forte, talvolta è eccitante, e generalmente sprisce quasi subito, non mi ha mai dato problemi.
le trance durano da pochissimo tempo fino alla mezz'ora, forse qualche volta anche di più. ma come già detto riesco a conviverci tranquillamente e così anche il mio ragazzo. in particolar modo ora che avvengono a distanza di alcuni mesi una dall'altra, e in più sono molto meno aggressiva che i primi tempi.
la psicologa con cui ho parlato mi ha chiesto se ricordo di aver subito molestie sessuali. la risposta è no. non è mai successo o comunque non ne ho ricordo.
forse potrebbe essere interessato ad una breve descrizione della mia vita:
sono nata in una famiglia che io reputo bellissima, mi trovo molto bene sia con mio fratello più grande che con i miei genitori (che tutt'ora si amano e stanno insieme) che mi hanno cresciuto rispettando le mie passioni e le mie idee. naturalmente i litigi, soprattutto nel periodo adolescenziale, tra me e i miei, ci sono stati, ma niente di eccessivo. sono persone con cui si può parlare e discutere.
oggi studio all'università, faccio una vita varia. bevo molto raramente e quasi mai fino a ubriacarmi, fumo sigarette poche ma regolarmente, fumo marijuana volentieri, di solito nei weekend, non faccio uso di altre sostanze. c'è da dire comunque che le trance non possono essere legate al consumo di marijuana poichè sono iniziate prima che io cominciassi a far uso di questa sostanza.
non credo ci sia altro da dire, se non che amo xxxxxx e fare l'amore con lui mi piace davvero molto, quindi le trance a la violenza non possono nemmeno essere sintomo di insoddisfazione. almeno con lui. forse per quanto riguarda il ragazzo di prima c'è una relazione poichè sono iniziate più o meno quando io ho iniziato a non stare molto bene con lui, e a non eccitarmi più molto ai suoi stimoli sessuali.
mi scusi se sono stata eccessivamente lunga, ma credo che essere così dettagliati possa facilitarle la comprensione del problema
la ringrazio infinitamente per l'attenzione e per una sua eventuale risposta.
cordiali saluti
xxxxx
risposta :
Gentile xxxxx
Ha ragione. La precisione con la quale ha descritto la Sua situazione mi è sicuramente d'aiuto, se non altro, nel prospettarLe le possibili vie da seguire per arrivare alla soluzione del problema. Stando a quanto scrive, credo che la collega con la quale ha già avuto un consulto Le abbia chiesto se ricordasse eventuali traumi sessuali subiti durante l'infanzia perchè ha intravisto, nei sintomi da Lei descritti, un possibile disturbo dissociativo, un tipo di disturbo alla cui origine è spesso un trauma sessuale subito proprio durante l'infanzia. Ovviamente perchè questa ipotesi possa essere confermata o smentita sarebbe necessario effettuare un percorso diagnostico completo in presenza. La Sua capacità di auto osservazione Le è sicuramente stata d'aiuto nel consentirLe di individuare le circostanze in cui il disturbo si presenta, il che Le ha a sua volta consentito di cominciare a tenerlo, seppure relativamente, sotto controllo. E' difficile dire esattamente da cosa dipenda un problema del genere in una consulenza a distanza. Le possibili soluzioni sono le seguenti: aspettare. Cioè, dato che Lei stessa ha notato una diminuzione nella frequenza e nell'intensità del disturbo, potrebbe prendere in considerazione l'idea di attendere ancora un pò, per esempio qualche mese, continuando con il lavoro di auto osservazione già cominciato, per capire se il fenomeno rimane costante o regredisce ulteriormente. La seconda via riguarda la decisione di affrontare il problema subito. In tal caso Le consiglio di rivolgersi a uno dei seguenti specialisti in presenza (nell'ordine): uno psichiatra a orientamento psicodinamico, uno psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico, uno psicoterapeuta ipnotista, uno psicoterapeuta sessuologo. Se vuole mi informi sulle Sue decisioni, resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordiali saluti.
data: 11/05/2010
domanda:
Gentile Dottore
La ringrazio per la celerità con cui mi ha risposto. Come le ho già detto non è di mio interesse cercare di eliminare il probema, poichè la convivenza con esso si fa sempre più facile, quanto invece lo è capirne le cause (di cui la soluzione del probema immagino sia una normale conseguenza). Purtroppo però, per mancanza di tempo e soldi, non credo potrò rivolgermi agli specialisti da lei gentilmente elencati, quindi la soluzione sarà necessariamente l'attesa. Sulla base dell'osservazione dei cambiamenti passati, sono fiduciosa nel fatto che il disturbo andrà svanendo quasi completamente negli anni.
Vorrei però porle alcune domande. E' possibile che un simile disturbo sia sintomo di un qualche tipo di psicosi? Forse è inopportuno chiedere ciò ma: immagino che lei abbia incontrato casi simili al mio (simili per quanto riguarda i sintomi) a cosa erano dovuti, come si presentavano e come sono stati risolti? Un'ultima questione: lei parla di disturbo dissociativo come una possibile causa del mio problema. Potrebbe spiegarmi meglio di cosa si tratta, come viene identificato, e come solitamente si presenta nella vita di una persona?
La ringrazio se vorrà rispondermi.
cordiali sauti
xxxxx
risposta:
Gentile xxxxx
Vorrei innanzi tutto informarLa che il Suo caso potrebbe essere affrontato con successo anche dallo psicoterapeuta della ASL, gratuitamente. Potrebbe infatti darsi che anche lui/lei abbia una preparazione specifica per disagi come quello da Lei lamentato. Per quanto riguarda le risposte alle Sue domande, mi sento di poterLa rassicurare sul fatto che il Suo problema non rientra nel campo delle psicosi, a meno che non abbia manifestato anche altri sintomi più preoccupanti al di fuori del contesto del rapporto sessuale, ma non mi pare il Suo caso. Per quanto riguarda casi simili al Suo, francamente è la prima volta che mi capita di incontrarne, ma la letteratura scientifica è ricca di situazioni simili affrontate da altri colleghi. L'eziologia (cioè l'origine) di un disturbo riconosce condizioni simili per tutti coloro che ne sono affetti, ma il modo in cui il distrubo stesso si evolve e si manifesta è sempre individuale, sarebbe quindi relativamente inutile per Lei conoscere la storia dei disturbi simili al Suo ma lamentati da altre persone. L'ultima domanda è particolarmente importante. Nella mail precedente ho citato un possibile disturbo dissociativo in funzione di quanto Le aveva detto la collega presso la quale Lei era già stata a consulto. Ho però parlato di mera ipotesi. Infatti ribadisco che per giungere a una diagnosi certa sarebbe necessario un percorso fatto di colloqui, somministrazione di test e possibilmente anche qualche incontro con i familiari, tutte cose impossibili da fare a distanza. Il fatto che il problema sembri comunque regredire con il passare del tempo depone a favore della presenza di qualcosa di meno grave di un disturbo dissociativo e anche a favore di una prognosi positiva. Non si allarmi, non è il caso, e se il problema dovesse ripresentarsi La invito a tenere in considerazione l'ipotesi di chiedere un colloquio con lo psicoterapeuta o lo psichiatra della ASL del Suo territorio di competenza. Cordiali saluti. |
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